Elettrodotto, nella zona cuscinetto aziende e case «a tempo determinato»

La Redazione

E’ la protesta di chi vuole che l’elettrodotto sia interrato. Se ne parlerà diffusamente in una conferenza stampa convocata giovedì 28 gennaio alle ore 12.00 presso le cantine Santa Lucia

2 8 commenti

Adesso ad annunciare lo stato di agitazione di aziende e residenti della zona in cui verrà trasferito l’elettrodotto di via Prenestina/via Massarenti, ci sono anche eloquenti cartelli: «Azienda a tempo determinato» oppure «Residenza a tempo determinato».

La causa: «l’elettrodotto, naturalmente».

Tutto filmato e raccontato anche dalle telecamere della Rai che, lunedì scorso, nella trasmissione “Buongiorno Regione” (nella foto l’inviato Rai Leonardo Zellino), hanno mandato in onda un dettagliato servizio sulla vicenda.

Il servizio, dopo aver proposto le immagini dei luoghi in cui avverrà il trasferimento e l’oponione di alcuni residenti della zona, ha anche intervistato il Sindaco Luigi Perrone. Il primo cittadino ha sottolineato come «il trasferimento, predisposto per motivazioni di decoro urbano, avverrà in zona agricola. Non ci sono rischi per la salute pubblica».

Come ricorderete, il 22 gennaio 2008 le firme del Sindaco di Corato Luigi Perrone e dell’ingegner Dino Capotosti, Direttore Generale dell’area sud della società “Terna spa”, hanno segnato l’inizio del trasferimento dell’elettrodotto che a Corato sovrasta via Prenestina e via Massarenti.

Un mostro lungo quasi 6 chilometri che da almeno vent’anni passa sulle teste di tanti cittadini, sfiorando scuole, supermercati, chiese e centri sportivi. Nonostante la prima ipotesi proposta – che certamente avrebbe eliminato il problema alla radice – fosse stata quella dell’interramento, è così partita la “delocalizzazione della linea aerea 150 kV Bari Industriale II^- Corato”.

Tre anni di lavoro ed un milione e mezzo di euro perché le linee dell’alta tensione vengano spostate in una zona “di rispetto” poche centinaia di metri dopo la ex statale 98 dove, a detta del primo cittadino, «nessuna abitazione è presente e dove a nessuno sarà mai consentito costruire».

Ma, quando all’avvio dei lavori – previsto per la prossima estate – mancano solo pochi mesi, qualcuno ha iniziato ad accorgersi che la zona prevista per il trasferimento dell’elettrodotto non è esattamente disabitata. Anzi. Ci sono case, villette, aziende, persone che da tempo insistono proprio nella zona dove si vuole spostare l’elettrodotto. 

Tutti sotto lo scacco di una potentissima linea elettrica che passerà a pochissimi metri di distanza. Così, se da un lato c’è chi esulta ed esprime legittima e piena soddisfazione per il trasferimento dei tralicci, c’è anche chi solleva dubbi e preoccupazioni. Gli stessi dubbi e le stesse preoccupazioni che sino a poco tempo fa hanno animato la protesta dei residenti della zona 167.

Da pochi giorni, tutte le persone minacciate dall’incombenza di questa dorsale elettrica – che incontrerà preesistenze, aziende ed immobili a distanza ridotta, creando inevitabilmente un penalizzante impatto sull’ambiente, sulle attività e sugli abitanti – si sono riuniti in un Comitato spontaneo.

Lecito, per loro, chiedersi «quale sarà l’impatto per le aziende di trasformazione di prodotti agricoli esistenti in loco dopo l’installazione di tralicci altri 36 metri, in una zona suburbana da sempre preservata fino al punto da essere definita “chiuso nuovo”, perché sempre chiusa al pascolo degli animali ed aperta al sostentamento dell’abitato, in cui sono presenti case e ville dell’800 e ‘900. Le ripercussioni si chiamano devastazione del territorio, sciagure ambientali e danni alla salute delle persone».

Ma non solo. E’ previsto, infatti, che uno dei tralicci giganti pianti le sue radici all’interno del vigneto dell’Azienda Agricola Santa Lucia, azienda che vanta continuità dal 1628 e che, negli ultimi anni, ha portato in alto il nome di Corato e dell’intero territorio circostante con vini pluripremiati, menzionati nelle più importanti guide del settore ed esportati in 5 continenti.

«Una filosofia produttiva 100% bio ed un’immagine assolutamente incompatibili con un elettrodotto di 15mila volts e con la concorrenza diretta nazionale ed internazionale. Senza contare che, all’interno dell’azienda, vive stabilmente una famiglia di 6 persone», spiega l’azienda. 

Così pesantemente minacciata, l’Azienda Agricola Santa Lucia si è subito dimessa dalla Strada del vino Castel del Monte DOC, incassando immediatamente la solidarietà e l’impegno della stessa Associazione, di Confagricoltura Bari, e del Consorzio di tutela Vini DOC Castel del Monte. Ma, nello stesso tempo, dicendosi prontissima, qualora il progetto elettrodotto si concretizzasse, a chiudere la propria attività.

«La proposta, quindi, è quella di interrare l’intero elettrodotto – come dispongono le Direttive Europee e come ha già fatto il Comune di Ancona dal 2007 – o, quantomeno, di rivedere il tracciato lungo il quale verrà spostata la linea elettrica».

Secondo il Comitato, entrambe le soluzioni salvaguarderebbero la salute dei residenti e le aziende che operano nel territorio, eliminando nel contempo l’enorme impatto visivo prodotto dalla lunga fila di tralicci.

«Sinora – conclude il Comitato – questi appelli non hanno prodotto reazioni concrete in chi rappresenta i cittadini.

Per una ulteriore sensibilizzazione sull’intera vicenda, perché l’opinione pubblica possa essere adeguatamente informata e perché possa aprirsi un filo diretto con Palazzo di Città, è stata indetta una Conferenza Stampa per il giorno giovedì 28 gennaio 2010 alle ore 12.00 presso le cantine dell’Azienda Agricola Santa Lucia, alla presenza degli amministratori dell’Azienda Agricola Santa Lucia, degli esponenti del Comitato Difesa Elettrodotto e di stimati elettrotecnici che illustreranno la vicenda nei minimi dettagli».

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Commenti

  • calvo67 (utente non verificato)

    Signor sindaco cosa ne pensa di questo progetto alternativo! Perche’ non si è ancora espresso in proposito? Si può su queste basi aprire una discussione pubblica e democatica su pobremi che riguardano la salute pubblica? o tutto si muove attorno al maledetto denaro!

  • ilgrillo (utente non verificato)

    Agli amministratori dell’Az. Agr. Santa Lucia: è possibile pubblicare in seguito il video integrale della conferenza stampa sul Vs. sito? Alcuni non potrebbero partecipare a causa dell’orario.
    Chiedo inoltre: una mappa o cartina delle zone interessate dove si può reperire?
    Grazie

  • aldo_s (utente non verificato)

    Perchè invece di progredire, ci si ostina a regredire? Si parla tanto di ECOMOSTRI, speriamo di eliminarne uno a Corato…

  • rimbambito (utente non verificato)

    ripropongo il tema: può il primo cittadino firmare e prendere questo tipo di decisione? o é competente il consiglio comunale? e lo studio d’impatto ambientale dove è stato redatto? ma siamo in democrazia oppure? ed i controllori dove sono? meditate gente, meditate.

  • al65 (utente non verificato)

    L’interramento è la soluzione civile per tutti, la complanare è la sua sede naturale, corre parrallelamente sia al vecchio che al nuovo tracciato. tecnicamente si fà vedi Ancona leggi articolo su repubblica 23 maggio 2007.
    CORATO SVEGLIATI, MENO FESTE E PIU’ COSCIENZA

  • paki68 (utente non verificato)

    Questa è la “Politica del Fare”….. Al Popolo Bue di Corato che tanto piacciono le feste, i festini e i zinnanà a gò gò…. questo è lo scotto che deve pagare……, ma ritengo che sia ancora poco…… fra diversi anni forse ci si renderà davvero conto di quanto ci costerà questa “Politica del FARE A PRESCINDERE”……

  • al65 (utente non verificato)

    SU 6KM DI CAMPAGNA A POCHE CENTINAIA DI MT DAL PAESE tralicci da 35mt (l’altezza del mulino casillo) incomberanno su via gravina, via s.magno,via c.del monte, via s.lucia, pensate alla preoccupazione di chi abita sempre o anche solo l’estate nelle vicinanze di tale mostro. Tutto questo non va bene e richiede una presa di posizione di tutti. I responsabili di tale scempio si sentano toccati nelle loro coscienze di coratini e corrano ai ripari, FATEVI RICORDARE SOLOXCOSE FATTE BENE

  • pako13 (utente non verificato)

    INTERRATE L’ECOMOSTRO LA SALUTE NON HA PREZZO