La Finanziaria abroga il difensore civico: «è (forse) morto e ne siamo tutti responsabili»
Quanti appelli, quante riunioni, quante votazioni, quanta speranza.
Il Difensore Civico tanto desiderato, che ha visto la modifica del proprio statuto, che è stato eletto nel febbraio 2009 nella persone dell’avvocato Antonio Dell’Accio e che mai si è insediato, sembra proprio aver imboccato il viale del tramonto.
Ad abrogare la sua figura – prima che Corato potesse conoscerne la (a questo punto presunta) utilità e nonostante un esposto al Prefetto di Bari da parte dell’opposizione – è stato un articolo della legge finanziaria entrata in vigore il 1° gennaio scorso.
Giungono puntuali, a questo proposito, le righe scritte dall’avvocato Francesco Stolfa, che anche in passato tanto si era battuto perchè questa figura spiccasse il volo.
«La Finanziaria 2010, entrata in vigore il 1° gennaio scorso, all’art. 2, co. 173, riduce in misura rilevante il contributo ordinario dello Stato ai Comuni», scrive l’avvocato Stolfa.
I commi successivi vincolano tali minori entrate delle casse comunali alla riduzione del numero dei consiglieri comunali e degli assessori (norma che, come è noto, comporterà nel nostro Comune la perdita di sei consiglieri comunali e di un assessore). La norma certamente discutibile, darà certamente dei dispiaceri a chi perderà il posto, però, a mio parere, non può definirsi scandalosa perché interviene nell’ambito di materie di competenza esclusiva della legislazione statale (art. 117, II co., let. p, Cost).
Il successivo comma 176 si spinge, però, molto oltre condizionando pesantemente l’autonomia statutaria comunale che venne ripristinata in pompa magna dalla Legge 142/1990 (ora inserita nel Testo Unico Enti Locali, approvato con il D. Lgs. 267/2000): essa obbliga – almeno apparentemente – i Comuni ad abolire i Consigli Circoscrizionali nonché le figure del Difensore Civico e del Direttore Generale.
Si tratta di una norma di dubbia legittimità per contrasto con l’art. 117, VI comma, della Costituzione laddove dispone: “I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite”.
È probabile, quindi, che la smania del Ministro Calderoli di ridurre a tutti i costi la spesa pubblica lo abbia indotto a un passo avventato, alla creazione cioè di una norma affrettata e improvvida destinata a incorrere negli strali della Corte Costituzionale. Saranno necessari ricorsi all’autorità giudiziaria contro i provvedimenti comunali che dovessero abolire i difensori civici, con i soliti tempi lunghi della giustizia italiana.
Occorre altresì ricordare, però, il disposto dell’art. 3, comma 4, del Testo Unico Enti Locali approvato con D. Lgs. 267/2000: “I comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa nonchè autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica”.
Ciò implica, a mio avviso (ma anche secondo opinioni più qualificate della mia), che i Comuni hanno la facoltà di creare tutti gli istituti giuridici che non siano espressamente vietati da norme di legge statale e che possano quindi istituire o mantenere il Difensore Civico (ovviamente privo della funzione di controllo di legittimità sugli atti loro attribuita dall’art. 127 TUEL), nonostante le disposizioni della Finanziaria 2010, purchè siano in grado di sostenere i relativi costi con risorse proprie, senza attingere ai trasferimenti statali. Nella peggiore delle ipotesi, cioè in mancanza di risorse proprie, nulla vieterebbe, infine, ai Comuni di istituire difensori civici privi di compenso.
I Difensori Civici, quindi, possono ancora essere istituiti o mantenuti: è solo una questione di volontà politica.
Non è affatto chiaro, peraltro, il momento di decorrenza della cd. abolizione del difensore civico (come anche degli altri istituti) anche quando i relativi oneri siano a carico dello Stato. Questa infatti, viene posta in correlazione dalla Finanziaria, come si è visto, con la riduzione del contributo ordinario statale che tuttavia subisce riduzioni progressive negli anni 2010, 2011 e 2012 (rispettivamente: di 12 milioni, di 86 milioni e di 118 milioni di euro). Quale di queste riduzioni farebbe scattare l’abolizione del difensore civico (o del direttore generale o dei consigli circoscrizionali).
Al riguardo occorre considerare anche il disposto del secondo periodo del comma 173 che prescrive: “Il Ministro dell’interno, con proprio decreto, provvede per ciascuno degli anni alla corrispondente riduzione, in proporzione alla popolazione residente, del contributo ordinario spettante ai singoli enti per i quali nel corso dell’anno ha luogo il rinnovo dei rispettivi consigli”. Questa norma dovrebbe far decorrere la riduzione del contributo e, quindi, del numero di consiglieri e assessori non immediatamente ma dal successivo rinnovo del consiglio comunale. Lo stesso dovrebbe, quindi, ritenersi per il nostro difensore civico che vede la sua durata in carica legata a quella del Consiglio Comunale che lo ha eletto (art. 65 Statuto).
Questo significa, a mio parere, che il Difensore Civico coratino (eletto e, a quanto pare, non ancora entrato in funzione, sic!) dovrebbe rimanere in carica almeno fino alle prossime elezioni. Dopo, ripeto, potremo anche rieleggerlo ma dovremo pagarcelo noi coratini».
Fin qui le considerazioni giuridiche.
«Ma questa vicenda, anche e soprattutto con riferimento al suo specifico coratino, richiede inevitabilmente una riflessione ulteriore che si estenda ad aspetti politici e sociali.
La storia del Difensore Civico nella nostra città e, in generale, nei comuni italiani (e nelle provincie), assume tinte davvero grottesche.
A Corato è stato creato con lo Statuto sin dal 1993, come una figura obbligatoria, da eleggere entro pochi mesi (secondo il testo originario dell’art. 111), dotato (a differenza di moltissimi altri difensori civici di altri comuni) di poteri particolarmente incisivi per la difesa dei cittadini contro qualsiasi sopruso, discriminazione, illegittimità compiuti dall’amministrazione comunale; il D.C. coratino è rimasto, però, sulla carta per quindici anni senza che nessun cittadino (salvo pochissime eccezioni) e nessun partito anche di opposizione dicesse una parola.
Secondo lo Statuto doveva essere eletto da una selezione di cittadini sorteggiati proporzionalmente in tutte le sezioni elettorali ma, nel 2008, quando al fine si decise di colmare questa indecente lacuna del nostro ordinamento comunale, l’attuale amministrazione, con la tiepida opposizione delle minoranze (la modifica statutaria fu persino approvata all’unanimità in Commissione affari istituzionali) e il totale disinteresse della popolazione, modificò radicalmente questo sistema elettorale prevedendo che il Difensore Civico fosse eletto … dal Consiglio Comunale, cioè da uno degli organi sottoposti al suo controllo.
Infine, a febbraio dello scorso anno, si giungeva alla elezione del D.C. (penosa la scarsità delle candidature, sebbene si trattasse di una carica ben retribuita).
Da quel momento, però, non se ne è saputo più nulla per poi scoprire per caso, nel mese scorso, che, nonostante l’avvenuta elezione, l’eletto non si era mai insediato! E per questo nessuna protesta, fino a quel momento, né dell’opposizione né di associazioni, né di singoli cittadini, né dello stesso interessato…. (poi è intervenuta una denuncia al Prefetto dell’opposizione).
Se può consolarci, situazioni simili sono riscontrabili in moltissimi comuni italiani, specie meridionali, dove i D.C. non sono stati eletti o, se eletti, si sono limitati a svolgere in modo scialbo le loro importanti funzioni.
Come meravigliarsi allora se, in simili condizioni, arriva il Calderoli di turno e abolisce questa figura come ente inutile? La colpa è del solito leghista in contraddizione con sè stesso e con i principi del federalismo? Può darsi, eppure, come al solito, nessuno di noi è in grado di scagliargli la prima pietra.
Poi l’inevitabile conclusione satirica: «ma noi abbiamo Gino: in fondo, a che ci serve il Difensore Civico?».
Commenti
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Il fatto di eliminare per un Comune assessori , consiglieri , direttore generale e tanto altro lo vedo come un fatto POSITIVO , troppa gente si nutre in tutti i sensi di POLITICA (ma per conto proprio). La decisione di annullare il DIFENSORE CIVICO non é una buona iniziativa , non si puo’ né si deve fare economia su un organo di controllo indipendente al servizio dei CITTADINI. Molti consiglieri atleti del “braccio alzato” non ne abbiamo bisogno.
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Il Dif. Civico va abolito subito, questo è lo spirito della legge al di là di cavilli giuridici.Del resto sappiamo bene che in Italia è sostanzialmente fallito ed è già stato abolito in città del Nord che lo hanno sperimentato prima di noi.Basta il D.C. provinciale . Sappiamo bene che a Corato il D.C. non funzionerebbe, ma sarebbe asservito. Si risparmino soldi e siano i cittadini, con maggioe senso civico, a farsi rispettare.Chi dice contrario è ipocrita.Attila2
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la politica la deve fare chi i soldi ce li ha e nn chi li vuole fare tramite essa……solo così possiamo assicurare il bene della cosa pubblica……
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caro grissom, la politica la deve fare la gente onesta e non mafiosa a prescindere soldi o non soldi.
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attila2, sono d’accordo con te. ma la figura del difensore civico nella civiltà attuale, sarebbe utile per chi non ha mezzi, tra cui anche i soldi, per poter almeno avere un consiglio ed un parere su eventuali sorprusi delle amministrazioni. e stanne certo, di sorprusi ce ne sono tanti.
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Le considerazione di Stolfa sono amare, però alla fine in democrazia è la volontà dei più che prevale e non quella del migliore. Sostanzialmente – come rileva anche Stolfa – il difensore civico non ha incontrato l’interesse nè dei Partiti, nè delle Associazioni, nè dei professionisti, nè dei cittadini… alla fin fine dovremmo pur prenderne atto: il mondo va così e provare a cambiarlo può non essere sempre saggio o possibile.
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caro ducavalentino, in democrazia è la volontà dei più che prevale. a corato i più sono rappresentati dal consiglio comunale, non di certo dai cittadini. che significa? ma siamo sicuri che il consiglio rappresenta i cittadini? io francamente non ne sono convinto.







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