Riflessione di fine anno, «quale Fini per il Berlusca di Corato?»
Riprende il dialogo politico a distanza tra Giacomo De Lillo e Gaetano Bucci. Stavolta è il turno di una riflessione di attualità dello stesso prof. Bucci
Riprende il dialogo politico a distanza tra Giacomo De Lillo e Gaetano Bucci. Stavolta è il turno di una riflessione di attualità dello stesso prof. Bucci.
«Credo – scrive Bucci – ci siano parecchie affinità tra lo svolgimento della politica degli ultimi tempi a livello nazionale e quella a livello locale. Le maggiori riguardano lo strapotere concentrato in una leadership indiscutibile e autocratica, la capacità di “fagocitare” forze politiche di storia e tradizione diversa, la tendenza a giustificare e legittimare “populisticamente” scelte politiche personali, fino ad annullare il ruolo della “dialettica legislativa” e, all’occorrenza, del controllo giudiziario. Si tratta di una “affinità elettiva” che in pratica mette in forse la grande idea di Montesquieu dello “stato moderno”, basato sulla tripartizione e autonomia dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.
Intorno a questi nodi si sta svolgendo il recente serrato dibattito politico italiano che ha portato ai ferri corti il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, con il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, e lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Non sappiamo se lo strappo di Gianfranco Fini verrà portato alle estreme conseguenze di una uscita dal Popolo della Libertà. Non sappiamo quale mossa stia studiando il premier Silvio Berlusconi, specie dopo l’aggressione ricevuta che lo ha portato a più miti consigli rispetto alla minaccia di elezioni anticipate.
Di certo, comunque vada, il partito del Popolo della Libertà che nacque dall’azzeramento di Forza Italia e Alleanza Nazionale si trova ad un bivio. Già si fanno le conte, già si ipotizzano nuove alleanze e strategie. In Sicilia stanno già facendo le grandi manovre per affondare il PdL ad egemonia berlusconiana. Che Berslusconi non sia mai stato “tangenziale” alla mafia viene messo in dubbio. Eresie? Intanto se Fini dice che l’autonomia dei poteri dello stato va rispettata, implicitamente dice che il lodo Alfano è una “boiata”.
Credo che lo stesso, mutatis mutandis, si possa dire e debba avvenire a Corato rispetto all’operato politico del sindaco Perrone, il quale non accetta alcuna forma di giudizio “veramente critico”. Ogni “re” davanti alla legge deve mettersi nudo. Ogni Sindaco, rispetto ai suoi concittadini, deve rendere conto di “che cosa” e di “come” decide.
Vale per tutti. Le posizioni e le idee di Fini, pertanto, sono uno stimolo a rivedere gli errori fatti dalla destra in passato e ad ipotizzare inediti percorsi in cui nulla è precluso. Il “caso Fini” è paradigmatico e si attaglia anche a Corato.
A Corato, da oltre quattro mesi, si stanno agitando le acque chete del PdL. Adesso c’è stata la pausa natalizia, ma ci sono stati malcelati scricchiolii e dissensi interni fra personaggi politici che contano. La questione del parcheggio interrato in piazza Vittorio Emanuele ha evidenziato diverse crepe su cui “ufficialmente” è stata passata una mano di stucco che non sappiamo quanto reggerà.
Detta in parole semplici ci sembra che il feeling tra l’anima della destra di Corato e la “componente mangiatutto” del PdL, quella dell’ormai ex Forza Italia “padroneggiata e spadroneggiata” da Luigi Perrone, con il sostegno, prima dell’UdC ed ora della “Puglia prima di tutto” di Pasquale Tarantini, sia ormai finito.
L’UdC è passata in altre mani, e, a meno che Attilio De Palma non “vada matto” o faccia il “traditore di se stesso”, oltre che per conto terzi, difficilmente potrà soccorrere il PdL in deficit di ossigeno. Come pure ci sono tutte le condizioni perché la destra cittadina tenti di riprendere un percorso autonomo e libero dall’“abbraccio mortale” messo in atto in questi anni da Perrone e dai suoi colonnelli. Tra gli stessi colonnelli ci sono dissensi; alcuni aperti ed espliciti, altri più chiusi e impliciti.
Dei “mal di pancia” e del fuoco sotto la cenere non si fanno i manifesti, come per gli auguri di Natale e di Buon Anno.
Ci sono però segnali da interpretare. Non ci meraviglieremmo se, alla fine dei conti, scoprissimo che la supremazia assoluta di Luigi Perrone stia andando in fumo. Il Berlusconi nostrano, il “reuccio” indicato come il “sindaco più virtuoso d’Italia”, appare ormai a molti, a troppi, nella sua vera luce, quella di un leader “populista” che per legittimarsi deve continuamente invocare la piazza, organizzare grandi eventi all’aperto e piccole feste al chiuso, “aprire generosamente la borsa dei compensi e il registro delle determine” per conservare la fiducia della rete di associazioni e blandire continuamente i suoi grandi elettori.
Credo che alla lunga questo sistema della “politica del fare”, che maschera “affari” e si costituisce come una nuova versione del clientelismo meridionale, stia implodendo. Ci sono troppi problemi collettivi irrisolti, specialmente nel lavoro e nelle infrastrutture, nelle scelte urbanistiche e negli indirizzi culturali.
A Corato, non diversamente dal paese, si ha bisogno di nuove prospettive più sinceramente “ideali e solidali”, più “oneste e trasparenti”, più “democratiche e condivise”, più aderenti ai bisogni dei giovani e dei cittadini di domani. In pratica si ha più bisogno di “processi di qualità” e di una “governance” basata su sinergie territoriali ed aperture globali. Tutto ciò è ancora di là da venire, nonostante nella squadra al potere ci sia qualche buona individualità.
Agitare i fantasmi ideologici del passato non serve più a niente. Il comunismo e il fascismo ormai sono solo parole vuote. Sono spauracchi o fantasmi “ad usum delphini”, ovvero ad uso di chi ha bisogno di inventarsi “nemici finti” per coprire i propri “limiti reali”, o perché non riesce ad “aver abbastanza ragione” sugli avversari.
Credo, pertanto, che sia giunto il momento di nuove forme di alleanze, di nuove e inedite strategie per sconfiggere questa specie di “totalitarismo soffice”, fatto di “indifferenza e finta democrazia”, di “poco pane e molto divertimento”. Nuove forme di alleanze che abbiano anche il coraggio di superare, in nome della qualità dell’azione di governo, le stesse barriere ideologiche e di collocazione partitica.
Quando nacque il nuovo partito del Popolo della Libertà in poche ore Corato fu tappezzata di manifesti inneggianti fedeltà a Silvio Berlusconi. Il nuovo verbo del partito unico di centro-destra fu propagandato mettendo in piedi scenografici gazebo e distribuendo migliaia di volantini. Una finta alleanza doveva da noi sembrare una rivoluzione vera. E per questo emozionare anche.
Oggi scopriamo che quella era solo una “grande mossa”. Non solo una tattica, ma una strategia per portare Silvio Berlusconi dal predellino di un’automobile al trono di un’Italia presidenziale, se non proprio imperiale.
Il nostro Gino Perrone, con una colorita pletora di “fidi” reclutati più a destra che a manca, “assecondò subitaneamente” quella mossa. Pensava allora che anch’egli sarebbe potuto diventare “il padrone del nuovo partito” e, quindi, di Corato. Forse, dal “suo punto di vista”, non aveva torto. Ciò che non era riuscito a fare neanche con la vecchia Democrazia Cristiana ora lo poteva fare con il PdL. Perché i vecchi democristiani erano sì “forchettoni”, ma non erano certo “bacchettoni”. Nemesi della storia, “miracoli di Gino” o idiozia dei “politici novelli”? Ai posteri l’ardua sentenza.
Intanto, a quasi due anni di distanza da quella data, le cose stanno cambiando. Per fortuna, e grazie a Fini, in questi ultimi mesi molti nella maggioranza stanno capendo l’errore e stanno correndo ai ripari. Vale in Italia, forse vale anche per Corato.
Da tempo vado sostenendo che anche nella nostra città un certo modo di fare politica è anacronistico e non porta “strategicamente” da nessuna parte. La pratica amministrativa priva di “dialettica interna” ha portato, tra l’altro, la destra di Corato, quella che una volta era Alleanza Nazionale, ad errori madornali, come quello del “credito al buio” sulla questione del parcheggio in piazza Vittorio Emanuele. Altrimenti come si spiegherebbe il gran successo di piazza che da tempo va riscuotendo il partito de la “Destra” e la sua organizzazione giovanile?
Spero che questi discorsi e questo esempio siano indicativi, e che li capiscano una buona volta dentro la maggioranza: Corato ha bisogno del suo Gianfranco Fini. Chi sarà? Non lo sappiamo. Chiunque sia, però, sarà il benvenuto. Se da noi non c’è un leader che rischia il processo in tribunale, c’è pur sempre un capo da tenere al freno delle regole democratiche. C’è un “boss” della vecchia partitocrazia clientelare che vuole sopravvivere a se stesso e al naturale ricambio generazionale che anche la politica impone.
Corato ha, invece, bisogno di idee nuove, metodi diversi e politici freschi. Corato ha bisogno di “progettare il futuro”, non solo di “amministrare il presente”.
Che si capisca. Che lo capiscano anche “quelli che contano”, oltre che la cosiddetta “gente comune”. Che lo dicano anche certi Soloni della carta stampata locale, il cui “neutral silenzio senz’ignavia e senza lode” è da anni la miglior garanzia per l’establishment nostrano.
Che lo si capisca ora, perchè le prossime elezioni regionali avranno certo una grande ricaduta anche su Corato».
Commenti
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chi potrebbe fare il Fini a Corato? Attlio de Palma con Giacomo De Lillo. il primo prospettato alle prossime generazioni politiche ed il secondo per preparazione e conoscenza dei fatti. Ed il sig. De Leo che ha prospettato un’osservatorio sulla legalità a Corato. e tutti gli altri che non credono nella politica spicciola di Perrone.
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x skybrowser: Perchè non ti proponi alle prossime elezioni comunali, dal momento che Perrone gareggerà per le Regionali? Puoi essere TU ” l’uomo nuovo”… Non limitarti a puntare il dito, lanciando gratuite illazioni, non confermate dai fatti !!!.
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@max74. Quelle che racconti sono favole. La comprovata esperienza politica, se non porta progresso vero ai cittadini tutti (nel senso ampio e completo del termine), serve solo a gestire potere. Non abbiamo bisogno di persone che vivono 24 ore al giorno al comune. Ne bastatno tante di meno, ma per un impegno a favore di tutti e non sulle apparenze. Corato in 7 anni, escludendo le piazze, e’ peggiorata! E non mi hai risposto: la tua vita e’ meglio o peggio di prima?
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arriva la grande festa di capodanno e tirano fuori tutti i difetti della ns amministrazione. Poi ,chissà perchè, sono tutti in piazza!! aspetto i commenti del primo dell’anno!! ma statevi alle case vostre!!!!
AUGURI DI BUON ANNO…. -
oramai il dado e tratto. perrone alle regionali 2.500 voti. buon anno a tutti.
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? skybrowser@ Prima si dormiva e basta..mentre ora la cittadinanza, nn tutta, incomincia a sentirsi rappresentata e granaggio di un meccanismo funzionante! Ti faccio una proposta! Piuttosto che stare alla finestra aspettando il “salvatore” del defici pubblico, colui in grado creare posti di lavoro, di risolvere tutte le problematiche inerenti il sociale…, perchè invece non aspiri/aspiriamo TUTTI a far sorgere un movimento culturale ove si faccia scuola di “POLITICA”? “SERIO E NON PARTITICO”
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skybrowser@ Per essere un politico che e quali qualità si debbano possedere? Che formazione sociale dovrebbe essere necessaria? La verità è che siamo sempre e tutti pronti a criticare come se ci fosse tutto dovuto e mai sogneremmo di metterci in discusione ed in prima LINEA…! Così Come si pronunciò un saggio: “ce sapit fa meghi, facit Vu” Ovvero: “Se siete più bravi, fatelo voi”!
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@skybrowser:E Poi colncludo: Non sopporto colui che alla fine di un commento scritto termina con la frase: “…meditate gente..meditate!” A costui vorrei suggerire: se hai qualcosa da volerCI rappresentare, la cui tua SOLA mente illuminata è in grado di capire, dilla o taci per sempre…!
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a max74: meditate gente, meditate significa che quello che è il mio commento, se vuoi tu o gli altri, di appunto meditare su quanto viene esposto. ripeto, se vuoi tu e gli altri. tacci per sempre, non è se vuoi, ma è una imposizione che in democrazia non va bene.
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Il bilancio é negativo per tutta la classe Politica Coratina . Il fatto di ripetere , e ne sono convinti , Politica del fare non toglie il fatto che tutta é apparenza. Corato é passata da ~60.000 abitanti
decenni or sono a ~47.000 attualmente. La GIOVENTU’ DEVE PARTIRE ALTROVE COME PRIMA PER LAVORARE. Trovo strano l’ auto soddisfazione di certi e il silenzio colpevole dei CITTADINI per mancanza di riflessione.
BUON ANNO e che DIO CI GUARDI. -
Signori potete fare qualsiasi commento positivo o negativo verso il Sindaco attuale, sappiate però che il futuro di Corato è nero.Qualcuno poi paragona il De Palma A. a Fini, accostamento improponibile perchè il Pres. della Camera ritengo sia l’unico soggetto del C.D. attualmente al potere che sappia fare veramente il politico e non si sia sporcato le mani. A. De Palma è stato, se non vado errato, in giunta qualche tempo fa e con quali risultati?Fare i comodacci propri e non della collettività.
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Allora concludo: tutti coloro che desiderino il bene della ns. città, facciano scorta di buon senso, abbandonino l’idea di una contraddizione mediocre e speculatrice, diventino promotori di iniziative sane e non dettate da suggerimenti partitici, partecipino attivamente alla politica cittadina e la smettessero di chiedersi: Cosa fa lo Stato per il popolo ma cosa potrebbe fare il Popolo per lo Stato!
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Politica spicciola o no….Corato vive…..i problemi ci saranno sempre e certo non si puo’risolvere tutto con la bacchetta magica….
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Tutto si sgretolerà al vento limpido della Storia …
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quante parole…e i fatti?Questa amministrazione con Luigi Perrone sindaco si basa sui fatti e per quanto ne possiate dire, a noi questi fatti piacciono; questa politica del “fare” piace al popolo, agli addetti ai lavori, a quella categoria di gente pensante..e oserei dire anche allo schieramento opposto! Daltronde non c’è stato Uomo sulla terra, sia esso appertenuto al ceto più umile sia esso Leader o amministratore, che non abbia ricevuto delle critiche, spesso infondate, prive di oggettività!
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insomma ma cosa volete che faccia ancora Gino? Ma per cortesia…! Vorrei che la legge italiana modificasse la norma seconda la quale un Sindaco non può durare per più di due legislature…e vorrei che questo Sindaco durasse per sempre…! Auguri a tutti, e con tutti Voi ci rivedremo in Piazza la notte del 31…!
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@rimbambito. De Palma puoi tenertelo caro, caro. E’ la brutta copia di Perrone , peraltro completamente a digiuno di politica. Salterebbe il giorno dopo. E poi i leader ci hanno rotto le scatole. Non ne abbiamo bisogno. Vogliamo una classe dirigente nuova e scevra da condizionamenti economici e politici. Basta personalismi. il berlusconismo ha distrutto l’italia e ne rappresenta un male da estirpare.
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@max74. I fatti dove stanno? Nelle chiacchiere, nelle piazze rifatte inutilmente, nelle feste in piazza? In cosa e’ cambiata la tua vita in questi 7 anni? Dimmelo, dillo a te stesso. Le chiacchiere lasciale al vento. E la gente pensante, stanne sicuro, di certo non se ne va appresso alle apparenze. Purtroppo la democrazia e’ il sistema meno peggiore degli altri….
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@skybrowser. Un uomo dalla comprovata esperienza politica, e ti posso garantire che per fare politica ci vuole soprattutto esperienza, un uomo sempre a disposizione del popolo, e ti posso garantire che il suo ufficio è sempre aperto e che quando lo s’incontra per strada mai lui si defila dall’ascoltare tutti…, un uomo che alle 5 del mattino è già a lavoro, un uomo proveniente dalla gavetta, dalla scuola della praticità…, un uomo che il cui operato è ben visibile agli occhi di tutti…!
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Ti/vi chiedo è democrazia asserire che la vita cittadina negli ultimi 7 anni non ha visto dei miglioramenti? Ti/vi chiedo è democrazia asserire che l’oerato del ns. sindaco si rifletta nell’operato mal sano (ammesso che lo sia) del Governo Centrale? (@rimbambito)Che attinenza esiste tra le due cose?
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@rimbambito:in democrazia bisogna avere il coraggio di essere chiari.., la verità qualunque essa sia va detta,senza indugi e senza mezzi termini.. in caso contrario staremmo ancora nella dittatura,quando x parlare bisognava nascondersi.., con la paura di essere ascoltati..!NN mi sembra di vivere in quel regime..anzi mi sa che il contraddittorio è fin troppo aperto, al punto che ormai, ognuno può dire ciò che vuole, ma è necessario che ci si assuma poi la responsabilità di cio che si è detto..!







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