Vecchio Liceo, largo ai giovani

Fabrizia Ruta

La ex sede del Liceo Classico diventerà un centro polivalente della cultura per i giovani in cui poter organizzare incontri, conferenze, mostre, laboratori di cineteca, fotografici e teatrali

4 6 commenti

Vecchio Liceo, porta aperte ai giovani.

Sarà questa infatti la destinazione finale della ex sede del Liceo Classico “Alfredo Oriani” su corso Garibaldi, che diventerà un centro polivalente della cultura per i giovani in cui poter organizzare incontri, conferenze, mostre, laboratori di cineteca, fotografici e teatrali.

L’annuncio è arrivato venerdì pomeriggio nella conferenza conclusiva del progetto “Un monumento per amico” che si è svolta presso l’attuale sede dell’istituto in via Santa Faustina Kowalska, alla presenza del sindaco Luigi Perrone, dell’assessore Franco Caputo, del consigliere delegato alla cultura Giuseppe D’Introno, del preside del Liceo Emanuele Morea, nonchè della responsabile del progetto Chiara Capozza e di alcuni rappresentanti delle classi 3A beni culturali e 4A classico.

Ad aprire il dibattito, cui hanno partecipato un nutrito gruppo di persone di tutte le età in un clima in cui il presente si è incontrato con il passato, è stato l’attuale dirigente scolastico del Liceo, Emanuele Morea, che ha ricordato «i passi salienti che hanno condotto all’inizializzazione del progetto, portato poi avanti da alcuni studenti del liceo sotto la guida della professoressa Capozza e la collaborazione del direttore dell’archivio comunale Pasquale Tandoi».

Chiara Capozza ha invece sottolineato come tutto sia nato nell’ottobre 2008, «quando l’architetto Ruggero Martines le ha suggerito di potenziare il corso di beni culturali aderendo al progetto “un monumento per amico”, progetto per il quale si è deciso di valorizzare appunto l’ex liceo di corso Garibaldi».

Con questo progetto si è dunque riassunta la storia, il ruolo sociale, gli aspetti strutturali della vecchia sede in un lavoro multimediale (presentato durante la conferenza), un opuscolo, un segnalibro ed una mostra documentaria, di cui fa parte il manifesto pubblicato in prima pagina.

Accogliendo la proposta partita da alcuni studenti, il sindaco Luigi Perrone ha quindi confermato la volontà di adibire la vecchia sede del Liceo a «centro polivalente dove sviluppare le arti nelle sue diverse forme, rendendo a tutti gli effetti l’immobile un vero e proprio polo di attrazione culturale».

In disaccordo con questa destinazione d’uso si è mostrato Don Gino Tarantini, responsabile per i Beni Culturali Ecclesiastici, il quale vorrebbe che nella sede di corso Garibaldi si insediasse un museo Diocesano, rivendicando il fatto che l’immobile in passato fosse di proprietà curiale.

Ad oggi comunque è confermata la totale appartenenza dell’immobile al comune.

L’assessore Caputo ha poi voluto ulteriormente evidenziare il lavoro svolto ai fini del progetto “Un monumento per amico”, citando il premio ottenuto alla fiera del Levante e sottolineando la volontà del Comune di cercare di coadiuvare il più possibile le esigenze e le proposte di tutti.

Intervenuto anche il prof. Ettore Adduci, il quale vorrebbe «che il futuro dell’immobile conservasse anche una identità del suo passato di liceo Oriani. Una parte sia quindi sede dell’associazione degli ex alunni del liceo», della quale lo stesso Adduci è presidente.

Tra le proposte dei presenti anche l’utilizzo di una parte dell’immobile come sede della Biblioteca del Liceo, e l’idea di alcuni studenti di architettura del Politecnico di Bari di utilizzare il plesso come “casa delle arti visive”.

Ultime battute del regista Nico Cirasola, secondo cui «la vera ricchezza sono i beni culturali, dei quali è importante conservare sempre l’immagine originaria».

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Commenti

  • figliolia (utente non verificato)

    Il vecchio liceo diverrà centro polivalente della cultura e palazzo Gioia che fine farà? Non doveva essere il palazzo della cultura? Per il momento, non sappiamo sino a quando, sia l’ex liceo che palazzo Gioia sono inagibili, comunque i giovani con le promesse sono stati accontentati.

  • rimbambito (utente non verificato)

    per tutti i lettori. il vecchio liceo? quando sarà finito, perchè è solo da fuori che sembra finito, da dentro è allo stato di completo abbandono (altra escamotasce politica), sarebbe giusto destinarlo a ciò che è desinato il palazzo dove stanno i vigili urani. si risparmierebbero bei soldi da destinare, viste le ristrettezze, ad altri scopi: ad esempio, con quei soldi fare manutenzone alle strade. è u’utopia politica questa vero?, perchè non si prendono voti. meditate gente, meditate

  • Attila2 (utente non verificato)

    Non facciamo le solite fughe in avanti. In nessuna sede si è discussa la futura destinazione dell’ antica sede del Liceo classico. Chi ha deciso che debba diventare l’ennesimo contenitore culturale genericamente rivolto ai giovani? E’ un editto del Sindaco? A me gli editti non piacciono.Sono invece dell’idea prospettata dal prof. Adduci e cioè che l’immobile deve conservare identità del suo passato.Dunque si apra una discussione senza pregiudiziali.Attila2.

  • LeCoseGiuste (utente non verificato)

    Mi piacerebbe capire come mai ci sia sempre D’Introno e mai Menduni dato che tale progetto riguarda i giovani! Con questo non voglio dire che il primo s’interessi dei giovani.. anzi. Chiedete ai giovani della Destra coratina, cosa ne pensano. Luigi svegliaaaaa !

  • 655321 (utente non verificato)

    Quanti contenitori culturali per giovani devono esserci a Corato? Ma soprattutto cosa si farà nei contenitori culturali? Chi diffonderà la cultura?
    Perché piuttosto il vecchio liceo non torna ad essere una scuola?

  • liberato (utente non verificato)

    La cosa che vedo sono i manifesti dell’epoca fascista ,”MALE ASSOLUTO”, esposti in questa occasione. LA CULTURA deve VALORIZZARE IL BENE e sopratutto non bisogna MAI SERVIRSENE per scopi personali.