Sabato la Jò a Jò. Sperando nel bel tempo
Pioggia permettendo, la grande pira sarà accesa anche quest’anno il 12 dicembre, ancora nella centrrale piazza Cesare Battisti.
La prima cosa da fare sarà sperare nella clemenza del tempo visto che lo scorso anno, a causa delle intemperie, la tradizionale Jò a Jò di Santa Lucia venne rinviata di alcuni giorni.
Pioggia permettendo, dunque, la grande pira sarà accesa anche quest’anno il 12 dicembre, ancora nella centrrale piazza Cesare Battisti.
Le fiamme si alzeranno alle ore 18.00, con la partecipazione degli alunni delle scuole elementari.
Alle ore 19.00 si terrà invece l’esibizione del gruppo folkloristico “Soballera”, mentre a fare da cornice ci saranno gli stand a cura di associazioni di volntariato e aziende locali.
Questa tradizionale festa si fa portatrice di valori cristiani: essa celebra infatti Santa Lucia. Sebbene l’ufficiale ricorrenza della Santa cada il 13 dicembre, la Jò a Jò si è sempre svolta il 12 forse con l’intento di aspettare la venuta del giorno seguente e quindi di accogliere nel migliore dei modi la festa di Santa Lucia.
Un duplice motivo lega Santa Lucia alla luce, agli occhi: il suo stesso nome datole in battesimo che fa preciso riferimento alla sfera della luce e la legenda secondo la quale le sarebbero stati strappati gli occhi dai carnefici.
Oltre alla sfera religiosa, la Jò a Jò include nel suo significato più recondito precisi riferimenti pagani: l’aspetto pagano sta proprio nell’emblema di questa ricorrenza vale a dire il fuoco.
Intanto domani alle ore 18,30 presso la Sala Verde del Palazzo di Città verrà presentato “U Calendàrie de Quàrate 2010” sempre edito dalla Pro Loco Quadratum.
Interverrano il Sindaco Luigi Perrone, Giuseppe D’Introno, Consigliere Delegato alla Cultura, Gerardo Strippoli Presidente “Pro Loco Quadratum”, il relatore Vincenzo Soldano, Maria Simone e Giusy Quinto del Comitato di redazione oltre agli interventi musicali di Angelo Losapio e Luigi Lastella.
Commenti
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ricorre in una data molto vicina al solstizio d’inverno (sanda l’cì la chiù longa nott la chiù corta dì).i roghi servivano per “richiamare” il sole a stare in cielo più a lungo. sono tradizioni bellissime, perchè nostrane e se conosciute un pò più da vicino potrebbero entusiasmare più di altre tradizioni e festività che in realtà non ci appartengono dal punto di vista culturale. a Giusè, te ricordi la piramide di pedane in piazza corsica con le vampe che arrivavano al quarto piano?
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bravi i soballera







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