Basket: giovani e collettivo, per la Granoro tante luci e poche ombre
Mancano quattro partite al termine del girone di andata, ancora quattro partite e poi si potrà tirare un primo bilancio.
Dodici punti all’attivo e un calendario che si prospetta più leggero : eccezion fatta per Bisceglie, Corato ha affrontato in trasferta le squadre che comandano la classifica e questo sarà un vantaggio da non sottovalutare nel girone di ritorno.
E le prossime uscite sono ampiamente alla portata dei neroverdi che hanno l’occasione di costruire un filotto di vittorie. Ma questo è il futuro, anche se prossimo. Intanto la Granoro incamera due punti che non muovono la classifica (tutte le formazioni al vertice sono risultate vittoriose) ma ridanno linfa alla squadra e all’ambiente.
A dirla tutta è stato un test poco probante, un avversario che già al completo avrebbe grandi lacune da colmare e giunto al PalaLosito senza il play Emiliano e l’altro terminale offensivo, Russo. Un avversario disordinato, impreciso, poco reattivo. Ma questo non deve offuscare i meriti dei dieci scesi in campo e dei tanti aspetti positivi annotati.
La difesa ci perdonerà ma la disamina del match deve partire dai ragazzi, dagli under. Protagonisti e non comparse, Marcello Cozzoli e Djordje Kavaric hanno dato quella marcia in più che da loro ci si aspetta, con il play brindisino a condividere la palma del migliore in campo a Paolo Pelliccione (10 punti, 4 rimbalzi, 3 palle recuperate e 19 di valutazione) e quella di top scorer con l’ex Delli Carri (17 punti per entrambi).
Trenta secondi in meno sul parquet rispetto a Cozzoli ma altrettanto buona la prova del montenegrino, presente a rimbalzo soprattutto in fase offensiva (5 rimbalzi in attacco e 3 in difesa). Appunto la difesa. Sessantuno punti subiti, ma quando mancavano poco meno di quattro minuti i punti subiti erano 49, davvero un’inezia.
Rispolverato l’attacco al di là del lato meramente numerico. Buona circolazione di palla, costruzione di tiri essenzialmente puliti (13/28 dai tre punti, 46%) e presenza sotto le plance con ben 14 rimbalzi offensivi. Tralasciando la percentuale al tiro libero, ci sono anche pecche come il basso numero di contropiedi (4 contro i 12 concessi al Bernalda) e il numero delle palle perse, comunque controbilanciato dalle 31 palle recuperate. Da sottolineare più volte è la forza del collettivo, vera chiave della vittoria.
Il Menego ha potuto distribuire alla perfezione il minutaggio, ricevendo tantissimo dalla panchina (39 punti, il 44,8%) e questo è simbolo di concentrazione, chi è subentrato è stato bravo a farsi trovare pronto con la stessa intensità del compagno sostituito. Messaggio ai naviganti, la Granoro sta tornando.
Commenti
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“E le prossime uscite sono ampiamente alla portata dei neroverdi che hanno l’occasione di costruire un filotto di vittorie” Non so voi, ma io una toccata al….. ferro me la sono data. Non vorrei che tutta questa sicurezza portasse sfiga….
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concordo x la toccata al ferro…..-.-
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grande piccione: ma MENEGUZZO E’ DELLO STESSO PARERE?
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piccola provocazione: è una mia impressione o è proprio vero che gli arbitri in questa categoria sono di uno scarso incredibile? Domenica hanno fichiato, anche a favore del Corato, della roba inguardabile….
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ormai sono 2 anni ke si assiste ad uno scempio x qnt riguarda il discorso arbitraggio……







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