Mostre e conferenze per festeggiare i 460 anni della Cavalleria Italiana

La Redazione
4 commenta

La Cavalleria, la cui origine si perde nella notte dei tempi, finché ha potuto ha sempre utilizzato quella stupenda e generosa macchina animale che è il cavallo, da cui ha preso nome glorioso e fama imperitura.

La Cavalleria è sempre stata considerata la più aristocratica delle Armi, perchè fin dall’antichità hanno potuto farne parte quasi esclusivamente gli esponenti delle classi benestanti ed elevate, dati i costi della cavalcatura, dell’equipaggiamento e del mantenimento, quasi sempre a carico del cavaliere.

Sono trascorsi 460 anni dalla fondazione avvenuta nella fatidica primavera del 1549 e la sezione cittadina dell’Anac – Associazione Nazionale Arma di Cavalleria – ha voluto intensificare i rapporti con la cittadinanza di Corato e con tutte le Province Bari, Bat e Foggia con una mostra d’arte della pittrice Sara Rutigliano che si terrà dal 3 al 10 dicembre.

La mostra sarà accompagnata da momenti culturali di elevato interesse con presentazioni di vari cultori saggistici, romanzieri e poetici, oltre a due conferenze d’interesse pubblico.

La prima si terrà il 10 dicembre ed avrà un tratto storico – militare, mentre quella del 12 dicembre parlerà di Armi, con il primo manuale per Forze di Polizia e Polizia Locale (presentazione esclusiva nazionale) distribuito dalla Secop edizioni.

La storia della Cavalleria parte a ridosso del 1550.

La culla dell’Equitazione Militare e non, le scuole accademiche di Fiaschi, Pignatelli e Grisone, sono le basi della futura Cavalleria, intesa come Arma. Nascono anche le prime specialità distinte tra loro per armamento, compiti e modalità d’impiego.

Nasce la Cavalleria pesante più idonea al combattimento, costituita da “Genti d’arme”, contrazione di gentiluomini d’arme, da cui poi gendarmi, dai Corazzieri, dai Cavalieri, dai Carabinieri intesi come armati di carabina, che sono in realtà la cavalleria vera e propria.

Questi sono protetti da elmo e corazza nelle parti vitali, adotta gradualmente armi da fuoco oltre alla spada e carica il nemico per una o più righe.

La Cavalleria leggera abbandona la corazza ed è incaricata di penetrare nello schieramento nemico per portarvi scompiglio.

Il 1° esercito permanente in forma Reggimentale si ha nel 1557 il Duca Emanuele Filiberto di Savoia in seguito alla battaglia di San Quintino, riavuto il territorio, inserisce i Reggimenti permanenti di Cavalleria pesante, Cavalleria leggera e Archibugieri a cavallo.

Egli trasferisce la capitale del suo Stato da Chambery a Torino nel 1560, la città gli dedica, quale rinomato condottiero di Cavalleria il monumento equestre di Piazza San Carlo noto come il “Caval d bronz”.

I regolamenti sull’equitazione o meglio sull’arte della guerra a cavallo risalgono al 1570 nella circolare ufficiale emanato proprio da Emanuele Filiberto di Savoia detto Testa di ferro ed intitolato “Istruzione ai Capitani d’ordinanza di nostra Cavalleria Leggera”.

All’inizio del seicento (1605 – 1635) l’esercito di Cavalleria leggera fortifica ancor di più la permanenza nel territorio, ristrutturandosi e potenziando l’urto bellico.

Nel 1678 si da notizia della fondazione in Torino di un Collegio con il nome di Accademia Reale per educarvi i giovani nobili negli esercizi equestri su indicazioni delle vecchie su citate scuole, lo scopo iniziale è di dare un’educazione cavalleresca, ma l’indole e la disciplina militare di gran parte dell’insegnamento fa si che la maggioranza degli Allievi escano con rango di Ufficiali.

Da questa fondazione dopo il primo corso si forma il 1° Reggimento di Dragoni di S.A.R. (1683) attuale Genova Cavalleria già Dragoni del Re, nel 1690 i Dragoni di Piemonte per capitolazione del Duca Vittorio Amedeo II°, nel 1692 si costituiscono i Rgt. di Cavalleria “Piemonte Reale e Savoia”.

La Cavalleria si distingue dalla truppa appiedata dal copricapo a forma di bicorno e dalla fascia azzurra a tracolla o in vita (ancor oggi indossata dagli Ufficiali dell’esercito Italiano).

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!