Un coratino tra le maestranze del “nuovo” Petruzzelli

Davide Lafasciano nella squadra che ha ridato vita al Teatro Petruzzelli

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Lo scorso 4 ottobre, dopo le note vicissitudini che lo hanno costretto alla chiusura forzata per ben 18 anni, è stato riconsegnato agli antichi fasti ed alla città plaudente uno dei teatri più belli d’Italia, simbolo della città di Bari e del sud Italia tutto.

Parliamo del Teatro Petruzzelli, che ha ospitato per la sua inaugurazione una delle pagine più belle della musica sinfonica di tutti i tempi, la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

Un evento storico sotto tutti i punti di vista. Si chiudeva un capitolo di controversie legali e politiche i cui effetti ricadevano principalmente sulla città, privata di quella struttura che dal 1903 era stata riferimento della cultura italiana ed internazionale.

Un contributo, forse quello più grande, a quella che ci piace definire la “Rinascita” del Petruzzelli è stato quello delle maestranze, il cui intenso lavoro di squadra ha portato a quei risultati che oggi possono finalmente essere ammirati da tutti.

Nella squadra che ha ridato vita al Petruzzelli c’è anche un giovane coratino, Davide Lafasciano, il quale si è occupato della fabbricazione dei calchi delle decorazioni recuperate dall’incendio che distrusse il teatro, utilizzando la jesmonite, materiale specifico per la realizzazione di stucchi e decori.

«In un primo momento non ci si rendeva conto di quanto importante fosse per la città di Bari il lavoro che stavamo svolgendo, ma nel corso dei lavori ne abbiamo preso sempre più consapevolezza» ci ha raccontato Davide Lafasciano.

«Abbiamo lavorato incessantemente per poter consegnare il teatro alla città entro il 6 dicembre dell’anno scorso, ma la vera e propria inaugurazione si è tenuta solo il 4 ottobre. Durante il lavoro spesso si affacciavano curiosi ed è venuto ad incontrarci anche il sindaco Emiliano», ha continuato con soddisfazione Davide.

L’impegno appassionato di tutte le maestranze che hanno collaborato alla riapertura del grande contenitore culturale non poteva non essere ripagato con un grande spettacolo, esclusivo ed in anteprima per tutti i lavoratori, al quale ha partecipato anche il nostro concittadino.

«Ho partecipato alla “prima” per le maestranze (che la nostra redazione di Molfetta ha seguito e documentato, ndr), assistendo alla Nona di Beethoven.

Una emozione unica per chi, come me, mai prima aveva assistito ad uno spettacolo di tale importanza. Emozione arricchita dal piacere di aver rincontrato tutti coloro che con me hanno consentito, con il proprio lavoro, la riapertura del Teatro Petruzzelli».

Il racconto di un “dietro le quinte” che alimenta in noi il desiderio di raccontare, quanto prima possibile, le fasi della “Rinascita” del nostro Teatro Comunale, utilizzando (si spera) verbi al passato.

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