Basket: nel derby Corato ai limiti della perfezione. Tutte le immagini
Come se nulla fosse successo. Con la consapevolezza di aver giocato una grande partita.
E’ tornata in palestra la Granoro Corato all’indomani del derby vinto con l’Ambrosia Bisceglie e proiettata con il pensiero in direzione Potenza. A noi, dunque, il compito di snocciolare la sfida vinta dai ragazzi di Massimo M Quello di Domenica è un successo che, numeri alla mano, è figlio di svariati fattori.
A partire dall’approccio al match, deciso e risoluto quello dei neroverdi che hanno comandato dal primo istante le operazioni in campo. Al contrario degli ospiti, apparsi attoniti e molli, incapaci di reagire e folgorati dai fulmini caduti da ogni mattonella. Ci sta la serata particolarmente prolifica al tiro dei coratini (11/19 dai tre punti nei primi due quarti) con il 45% totale dalla massima distanza , la difesa biscegliese però ha traballato e non poco.
Prendere 60 punti nel giro di venti minuti è segnale di mancata applicazione difensiva, restituirne solo 31 significa che qualcosa non quadra anche in attacco. Stesso discorso, al contrario, vale per Corato, capace di recuperare la bellezza di 25 palloni e di perderne quasi la metà, il che tradotto significa avere a disposizione ben 10 attacchi in più. Questa è una delle chiavi di lettura della gara.
Perdere 15 palle è sinonimo di una concentrazione molto alta, per il gioco dinamico della Granoro, imperniato sulla corsa, sull’aggressività ed è quindi più facile che il numero dei possessi persi sia piuttosto alto.
Alto così come il numero dei contropiedi inoltrati dai neroverdi, 20 contro gli 8 dei nerazzurri. Cifre leggermente superiori per Bisceglie nell’area colorata con 37 rimbalzi (32 quelli conquistati dalla Granoro) e con i 30 punti realizzati all’interno del pitturato (20 dal Corato).
Pochissime e magre consolazioni : i 25 minuti disputati da Maino sono stati di buona fattura, coach Ciracì si è affidato al giovane play ricevendo in cambio 16 punti e boccate di ossigeno utili ad evitare il disastro.
D’altronde era davvero missione impossibile placcare Graziani e compagni. Tutti da applaudire, nessuno escluso.
Il gruppo e il pubblico aspetta mister Djordje Kavaric, senza fretta, e intanto si gode una squadra bella che finalmente mette d’accordo tutti. Vero?
Commenti
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A me Lorenzetti mi fa morire….Idem Trionfo ..gente che gia’ sente il calore della città sulla pelle..Onorate la maglia gente..cosi si fà!!!Vai nello!!!!
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Il campionato lo vincerà il Catania!!!
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spazza71: concordo con quanto da te detto su lorenzetti e trionfo.
figurati quando KAVARIC arriverà al top come in quel di Bari, e allora saranno guai per tutti i nostri avversari! -
un saluto a quel veggente portasfiga di Ayrba







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