L’”annus horribilis” della scuola nelle parole dei docenti del IV Circolo

La Redazione

Lo sfogo arriva da un nutrito gruppo di insegnanti della scuola primaria IV Circolo didattico di Corato che sentono «il bisogno di manifestare pubblicamente il proprio disagio».

3 15 commenti

Noi ci occuperemo più da vicino dell’argomento nei prossimi giorni, fornendo cifre e dichiarazioni degli addetti ai lavori.

Ma lo scontento dei docenti nella scuola – tanto quella nazionale che quella locale – ci ha evidentemente anticipati.

Lo sfogo arriva da un nutrito gruppo di insegnanti della scuola primaria IV Circolo didattico di Corato che sentono «il bisogno di manifestare pubblicamente il proprio disagio per tutto ciò che sta accadendo nel mondo della scuola».
 
«Noi operatori scolastici, in qualche modo, siamo abituati a continui cambiamenti che negli ultimi anni hanno caratterizzato la scuola pubblica, a livello didattico e organizzativo – spiegano i docenti – ma i cambiamenti relativi all’anno che ci aspetta non potevano neanche essere prefigurati lontanamente.

Tra novità e disagi non sarà un anno scolastico come gli altri, esso potrà essere definito annus horribilis e già da subito si sono potuti vedere i primi effetti di tagli e modifiche dell’universo scolastico.

Un malessere diffuso c’è, non possiamo nasconderlo: a questo punto è giusto levarsi dal coro per esprimere il proprio imbarazzo, personalmente, ed evidenziare tutto ciò che non è ritenuto giusto».

L’imputato principale è sempre lei, la riforma Gelmini che tanto ha fatto discutere e manifestare all’inizio dello scorso anno scolastico e che ora sembra spiegare i suie effettui più temuti.

Diversi gli aspetti più inquitenati, secondo i docenti del IV Circolo, con "maestro unico" e tempo pieno (assente) su tutti.

«Nella nostra scuola, il primo giorno scolastico, molti bambini non hanno trovato i loro insegnanti, ai quali erano affezionati. Tutto ciò è accaduto non per puro capriccio degli stessi insegnanti, i quali non hanno chiesto di essere trasferiti in altra scuola.

Essi, invece, subiscono quanto deciso ai vertici del Ministero di Viale Trastevere. Infatti, essendo soprannumerari, per i tagli decisi, sono stati costretti a trasferirsi in altre scuole o in altre classi, perché perdenti posto o perché risultano in coda nelle graduatorie di Circolo.

Il “maestro unico”, in sostanza, è stato bocciato dalle famiglie italiane, che hanno iscritto i loro figli alla prima classe, in quanto solo l’11% ha optato per il modello a 24 e 27 ore, il rimanente 89% ha scelto le 30 ore e il tempo pieno.

A proposito del tempo pieno, alla nostra scuola era stato garantito per due classi, ma in realtà è stato ottenuto per una sola; per l’altra classe, d’ufficio, è stato negato. La Gelmini aveva previsto il 30% di incremento di tale tempo scuola, ma si è realizzato solo il 7-8% a livello nazionale, di cui soprattutto la maggior parte al nord.

Tale tempo pieno sarà penalizzato per la soppressione delle compresenze (2 insegnanti contemporaneamente): quindi un solo docente la mattina e un solo docente il pomeriggio.

Il tempo pieno, comunque, non è un orario scolastico, ma una metodologia didattico-pedagogica che non si deve confondere col tempo prolungato o col doposcuola, che sono metodologie diverse e per molti aspetti opposte, senza compresenze esso è un’altra cosa».

«Ancora – continuano i docenti – l’abolizione delle compresenze comporterà un impoverimento della didattica, quindi sarà quasi impossibile programmare viaggi di istruzione e visite guidate, che si possono effettuare prevedendo un docente accompagnatore ogni 15 alunni; non sarà possibile destinare delle ore per il recupero, a favore degli alunni in difficoltà di apprendimento e gli spezzoni di compresenza degli insegnanti andranno a completare l’orario delle classi con maestro unico, o prevalente, provocando un orario spezzatino, dannoso per la didattica, che verrebbe frammentata e impoverita.

Inoltre, i docenti precari, che sono stati lasciati a casa per via dei tagli, gli stessi docenti che l’anno scorso sono stati nominati dall’Ufficio Scolastico Provinciale, circa 18.000, verranno pagati attraverso il decreto salvaprecari (una sorta di ammortizzatore sociale). In definitiva, dal punto di vista economico, non vi è un vantaggio per lo Stato e tali insegnanti, invece, potevano essere impiegati a scuola, limitando i disagi.

Infine, i nuovi parametri per la formazione delle classi, che prevedono più di 25 alunni stipati in un’aula, sono fuorilegge e provocano il sovraffollamento delle classi. L’Associazione dei Consumatori ha denunciato il Ministro Gelmini e i Dirigenti scolastici regionali a 104 procure italiane, in quanto la legge antincendio prevede massimo 25 persone in un’aula compreso il docente e per ogni alunno deve essere previsto uno spazio di 1,96 mq.

Quanto su esplicitato è solo una parte del disagio che la scuola vive attualmente. Noi insegnanti continueremo a fare il nostro dovere con professionalità e dedizione, ma sentivamo la necessità di esprimere il nostro pensiero in merito a tutto ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti».

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Commenti

  • valpet87 (utente non verificato)

    Bravi..fatevi sentire!!!

  • starnauta (utente non verificato)

    Vorrei dire a CANTOPAGANO2 che NOI rappresentiamo la parte SANA ed ONESTA del Paese, in servizio anche di notte…quando si tratta di correggere compiti in classe, preparare le lezioni per il giorno dopo, redigere verbali, strutturare interventi individualizzati per il recupero, il consolidamento ed il potenziamento… E tutto questo GRATIS ET AMORE DEI!!!

  • starnauta (utente non verificato)

    Consiglio all’utente FAMELICO di seguire un corso intensivo di italiano, visti i gravi errori di ortografia (CENTRA al posto di c’entra, il problema E che molti di voi…) e sintattici presenti nella sua prosa… Consiglierei anche la Gelmini come docente del suddetto corso, visto che il livello di padronanza della lingua…è affine al suo: in tal modo daremmo il colpo di grazia alla già martoriata lingua italiana!!!

  • memoriastorica (utente non verificato)

    la protesta è giusta e la condivido, però mi preme fare una domanda: come mai la protesta è stata fatta solo dal IV° C.D.? I tagli della Gelmini a Corato non interessa più nessun’altra scuola? perchè non hanno aderito anche gli altri C.D. e le altre scuole di ogni ordine e grado?

  • Simo_netta (utente non verificato)

    Per la formazione bisognerebbe investire: ne sanno qualcosa le famiglie che hanno bambini. Finora abbiamo visto solo tagli e modifiche non propriamente connotate di valenze pedagogiche, degne delle migliori tradizioni. Montessori? La pseudo riforma non si aggancia a nessuna teoria pedagogica, ma alla finanziaria Tremonti. Chi legge i giornali o vive il clima scolastico sa come stanno le cose. Parlare, non essendo proprio interessati, è troppo facile e si rischia solo di dare aria alla bocca.

  • cantopagano2 (utente non verificato)

    fannulloni! scansafatiche! i docenti e bidelli: mangiapane a tradimento! Fate parte del culturame parassitario italiano!
    fate tutti parte della sinistra per male e annate a morì ammazzati! farabutti e anti italiani. non come NOI lavoratori di giorno e soprattutto di notte (nel lettone di putin)!!!!

  • famelico (utente non verificato)

    Scusate, leggo alcuni commenti citano la Legge 626 inerente la sicurezza, questo con la riforma del Ministro Gelmini cosa centra, gli addetti ai lavori devono fare le loro rimostranze in un contesto diverso, denunciate a chi di dovere i vari disservizi, non siate forbianti, il problema e che molti di voi usufruisono di privilegi che a un lavoratore dipendente privato non sono concessi, lo stato vuole tagliare i rami secchi. Lavorate che della Montessori non avete nulla.

  • starnauta (utente non verificato)

    Quello che il Governo sta facendo e dicendo a proposito della scuola pubblica è semplicemente scandaloso!!! Si sta uccidendo il cuore pulsante della società, costituito da tanti insegnanti che danno l’ANIMA per formare, educare le giovani generazioni, e da tutti i cittadini del futuro che hanno il DIRITTO di essere seguiti in maniera scrupolosa e dignitosa… FACCIAMO SENTIRE LE NOSTRE PULSANTI ED APPASSIONATE VOCI DI EDUCATORI FERITI NELLA PROPRIA DIGNITA’ PROFESSIONALE!!!

  • Simo_netta (utente non verificato)

    Condivido quanto detto nell’articolo! Il 70% delle scuole italiane non è a norma in relazione all’edilizia scolastica e ci sono classi con oltre 30 alunni, anche a Corato (in qualche scuola superiore!)

  • NapoOrsoCapo (utente non verificato)

    A dire cose senza sapere siamo tutti bravi. 50 mq. vuoldire stanze lunghe 8 o 10 metri e larghe 6,5 o 5 metri. Ma da quanti anni non entra in una scuola? Piuttosto erano troppi 2 maestri per classe e non era vero perchè erano 2 maestri per 3 classi, ora nella classe di mio figlio entrano 5 maestri diversi! Chi ha scelto il tempo pieno e a IV circolo non lo ha avuto conosce le ragioni? Il Direttore ben pagato ha dato spiegazioni?

  • tecno3000 (utente non verificato)

    Vorrei solo chiedere a “ISPANICO” ma senza polemizzare se è mai entrato in un’aula scolastica di 50 mq ? ………Forse in SPAGNA!!!!!!!!!

  • brunet (utente non verificato)

    per ispanico prova tu a lavorare nelle aule con 25….bambini per 5 ore durante le quali alternare italiano matematica inglese……..stare dietro a chi è in difficoltà …cercare di rendere la giornata scolastica il meno pesante possilbile per i nostri piccoli…poi il tanto atteso maestro unico….in molte classi entrano più maestri di prima(per i famosi spezzoni orari) che confusione e che amarezza per una scuola che si sta distruggendo

  • ISPANICO (utente non verificato)

    LA 626 NON ESISTE +
    D.M. 18 dicembre 1975 (DEL 1975)
    “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica”
    Servono mq 1.80 per alunno scuole elementari

    quindi 1,80 x 25alunni = 45mq le aule sono di +/- 50mq QUNDI E’ OK

    SECONDO ME DOVETE LAVORARE !!!!

  • tecno3000 (utente non verificato)

    Giusta protesta in particolare per il mancato rispetto delle regole sulla Legge della Sicurezza 626………Per il maestro unico e il tempo prolungato potevano esserci modalità diverse di attuazione e sopratutto d’infomazione.

  • tecno3000 (utente non verificato)

    Scusate e mi rivolgo a “famelico”la pseudo riforma sul maestro unico ha indubbiamente aspetti positivi e negativi ………….Ma il Ministro avendo aumentato anche il numero degli alunni per classe non si è resa conto che il70% delle aule in Italia è FUORI LEGGE!!!!!!!!!!!!!!!!!!CHIARO……….Se contestazione si deve fare è sul rispetto di una legge violata…..o no!!!!!!