Assessore Stefàno: «sarà una vendemmia con la Regione in prima linea»

La Redazione

«In questa area vi sono realtà importanti che hanno saputo raccogliere l’esperienza secolare nella coltura della vite e nella cultura del vino innestando tecnologie innovative».

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Come annunciato nei giorni scorsi, ieri l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno, ha incontrato i produttori vitivinicoli della zona di Castel del Monte, proseguendo il suo tour di avvio ufficiale alla vendemmia 2009, in un territorio particolarmente vocato alla produzione enologica di pregio.

Prima presso le cantine dell’azienda coratina Torrevento, alle pendici della collinetta del celebre maniero federiciano, poi presso l’azienda Tormaresca, nel territorio di Minervino Murge, l’Assessore Stefàno ha assistito alle operazioni di raccolta sia manuale che meccanizzata attraverso le più nuove tecnologie di vitigni caratteristici di quell’area, come il Fiano e l’Aglianico .

L’Assessore, accompagnato dai responsabili delle due aziende, dai produttori locali e degli esperti enologi, ha potuto constatare personalmente la pregiata qualità dell’uva da cui si potranno ricavare vini di assoluta eccellenza in sintonia con le due annate precedenti che hanno visto primeggiare i vini della zona nelle rassegne specializzate nazionali ed internazionali.

Nell’occasione l’Assessore Stefàno ha incontrato i produttori del nord barese e della Provincia Bat, nonché i rappresentanti della stampa.

«E’ dovere di un assessore regionale alle Risorse Agroalimentari – ha dichiarato l’Assessore Stefàno – essere in prima linea nel momento della vendemmia in una regione come la Puglia che ha nel vino il primo ambasciatore della cultura regionale nel mondo.

E’ stato utile- ha continuato Stefàno– ritrovarsi in questa zona per fare il punto con i produttori in una stagione importante che vede consolidarsi la qualità dei due anni precedenti. Si può guardare alla futura produzione con occhio positivo. Il dato medio, infatti, è eccellente. Ci sono tutte le premesse perchè si accresca la destinazione della trasformazione delle nostre uve a produzioni a “Denominazione di Origine Controllata”.

In questa area vi sono realtà importanti che hanno saputo raccogliere l’esperienza secolare nella coltura della vite e nella cultura del vino innestando tecnologie innovative ed espressioni imprenditoriali esterne al nostro territorio senza perdere la tradizionale qualità e gli standard elevati».


Per quanto riguarda la valorizzazione del vitigno autoctono Nero di Troia l’Assessore Stefàno ha detto: «l’argomento ci vede tutti impegnati in prima linea.

Un patrimonio così rilevante non può essere motivo di divisione. Lavoreremo con i produttori, i tecnici e le istituzioni per percorrere le strade più appropriate a tutela di un vitigno, il Nero di Troia, che insieme al Primitivo e al Negroamaro, è emblema della qualità vitivinicola pugliese.

Le strutture burocratiche regionali hanno la preparazione e passione utili per portare a compimento i passi necessari alla valorizzazione anche del Nero di Troia. Tuttavia la politica chiede la fattiva collaborazione e il contributo degli operatori. Noi faremo la nostra parte anche in relazione alla riduzione delle Doc pugliesi».

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