I fedeli della parrocchia di San Giuseppe pellegrini in Palestina

La Redazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera giunta in redazione da parte dei parrocchiani di San Giuseppe, di recente ritorno da un viaggio in TerraSanta sulle orme di Cristo

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera giunta in redazione da parte dei parrocchiani di San Giuseppe, di recente ritorno da un viaggio in TerraSanta sulle orme di Cristo.

«Noi, piccolo gruppo di fedeli della parrocchia di San Giuseppe, siamo stati pellegrini in TerraSanta, dove si vive una realtà difficile, sia dal punto di vista religioso che politico.

Abbiamo seguito un percorso cronologico: Nazareth – Betlemme – Gerusalemme, luoghi in cui si sono costruite la fede cattolica e la Chiesa. Dalla casa di Maria, alla grotta della nascita di Gesù, ai luoghi della Sua predicazione sino alla realizzazione della Sua missione in terra con la Sua morte e risurrezione e la nascita della Chiesa.

Abbiamo vissuto giorni di intensa spiritualità e ricchi di emozioni con momenti di comunione, di preghiera, di ascolto e di silenzio, accompagnati da un sentimento di tristezza, d’impotenza per la popolazione palestinese libera, ma prigioniera nel proprio territorio. Le testimonianze e i simboli della nostra religione, che abbiamo potuto conoscere grazie all’ordine dei Francescani, che da “storici” li hanno saputi conservare nel tempo, ci hanno fatto penetrare i misteri della nostra fede, rafforzandola.

Ciò che ci ha colpiti è come persone di varie religioni visitino con devozione e rispetto questi luoghi santi e sembra che la Terra Santa unisca l’umanità intera. Però, nello stesso tempo, abbiamo colto il disagio in cui operano i fedeli cattolici e il grande sacrificio di presbiteri nel compiere la loro missione.

Momenti toccanti sono stati l’incontro con il Patriarca di Gerusalemme e la visita al villaggio di Abud, di cui alcuni ragazzi sono gemellati con la nostra Diocesi. Sia il Patriarca, Mons. Fouad Twal che il parroco di Abud, don Firias, ci hanno accolto con entusiasmo e affetto facendoci sentire parte della loro comunità nella preghiera comune.

Abbiamo potuto compiere questo pellegrinaggio per merito del nostro parroco don Gianni Cafagna che, forte nella fede e nell’amore per i confratelli della Palestina, era sicuro che questa visita ci avrebbe fatto crescere nella fede e diventare testimoni e missionari.

Se tutti potessero vivere questa esperienza, toccherebbero con cuore sincero la presenza viva di Nostro Signore nella storia dell’uomo e l’attualità del suo messaggio».

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