Quale futuro per la zona industriale?
Il tema è stato nuovamente affrontato in un incontro al Palazzo di Città tra i rappresentanti dell’Associazione Imprenditori Coratini e l’Amministrazione Comunale.
Torna d’attualità il tema della maglie D1 e D2, sigle che indicano l’attuale zona industriale della città. Sul tavolo, l’interrogativo relativo al futuro dell’intera zona.
Il dibattito era stato aperto dall’Associazione Imprenditori Coratini nel Gennaio del 2008 proprio su queste pagine, per poi proseguire con le osservazioni sul D.P.P., il Documento Programmatico Preliminare adottato dal Comune di Corato e quelle sul P.I.P., Piano per gli Insediamenti Produttivi, trattate nella nostra rubrica "Cronache dal Palazzo".
Si è tornati a parlare di zona industriale nei giorni scorsi presso il Palazzo di Città tra una delegazione dell’AIC e l’Amministrazione Comunale rappresentata dal Sindaco Luigi Perrone, dall’Assessore alle Risorse Economiche Massimo Mazzilli, dall’Assessore al LL.PP. Beniamino Nocca, dal Segretario Comunale dott. D’Introno e dal Dirigente e Funzionario del SUAP.
Nella nota inviata l’undici Giugno scorso, l’AIC chiedeva all’Amministrazione quale futuro si prospettasse per le attuali zone industriali poste lungo la ex SS. 98, «considerato il progetto già definito e quantificato nei costi per la realizzazione in Via Vecchia Bisceglie di un Piano Insediamenti Produttivi di iniziativa pubblica per un importo di 16 milioni di euro e constatata la mancanza di una progettualità finalizzata a realizzare le opere di urbanizzazione mancanti nelle zone D/1 e D/2».
Nel corso dell’incontro il Presidente Francesco Squeo e gli altri rappresentanti della delegazione AIC hanno ribadito le carenze che presentano da anni le attuali zone industriali e i disagi che subiscono le aziende insediate in quelle zone.
Diverse le cause: la mancata realizzazione delle strade di piano e quindi della impossibilità per taluni di poter raggiungere e/o utilizzare i loro capannoni per i contenziosi che sorgono con i vicini; la mancata realizzazione della fogna bianca ed in alcune zone della fogna nera; l’impossibilità di ottenere l’allaccio del telefono per la mancanza della rete e per la difficoltà negli attraversamenti di proprietà private; l’assenza totale dell’illuminazione pubblica e della segnaletica verticale ed orizzontale e la mancata manutenzione delle poche strade realizzate che allo stato versano in condizioni pessime.
E’ stato evidenziato, inoltre, che «la condizione di precarietà in cui versa la zona da anni, oltre a rendere difficoltoso ed oneroso lo svolgimento delle attività produttive, pregiudica anche lo sviluppo dell’area».
I rappresentanti dell’AIC hanno sottolineato anche che «la tanto auspicata realizzazione delle strade di piano, oltre a facilitare i collegamenti, offrirebbe la possibilità di passaggio di tutte le reti dei servizi lungo le sedi stradali e costituirebbe anche l’immissione sul mercato di molti lotti interclusi e quindi il ribasso dei prezzi dei siti causato dalla maggiore offerta».
Dall’AIC ritengono che «per la realizzazioni di tali opere, oltre a perseguire i finanziamenti comunitari, statali e/o regionali, siano impegnati anche fondi del bilancio comunale al fine di attuare un progetto organico, preventivamente predisposto che definisca le opere da realizzare e il loro importo, partendo da un qualsiasi punto cardinale della zona, evitando interventi a favore di taluni. In considerazione dei risultati di scarsa rilevanza, che si sono registrati nell’accesso ai finanziamenti negli ultimi sei anni, fatta eccezione per il finanziamento ottenuto dal PIT che ha consentito la realizzazioni di alcuni tronchi idrico fognari in Via Gravina ed alcune traverse per un importo di 1.200.000 di euro non si sono registrati altri interventi».
Il Sindaco Perrone ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione Comunale a completare le infrastrutture nelle attuali zone industriali D/1 e D/2, ha assicurato che la realizzazione del PIP in Via Vecchia Bisceglie non sarà di ostacolo al finanziamento delle opere da eseguire nelle attuali zone industriali, in quanto sono due procedimenti che seguono percorsi di finanziamento diversi.
Per quanto riguarda l’impegno di fondi del bilancio Comunale, il primo cittadino ha evidenziato che, quantunque nella tabella del Piano delle opere pubbliche anno 2009 si faccia riferimento alla realizzazione delle opere nelle zone industriali per un importo di 3.600.000 euro con fondi Regionali/UE, è sottointeso che per partecipare al bando ed ottenere il finanziamento il Comune deve compartecipare con fondi del bilancio comunale che si aggirano intorno al 30%.
«L’ipotesi di investire fondi del bilancio comunale per il completamento delle infrastrutture nelle attuali zone industriali – ha concluso il Sindaco – sarà presa in considerazione nel momento in cui non ci sarà possibilità di attingere ai fondi comunitari».
L’Assessore Massimo Mazzilli ha poi riferito che il Comune dispone di un progetto per la realizzazione dei lavori nelle attuali zone D/1 e D/2 redatto dall’ing. Cappiello, per quanto concerne i finanziamenti per la realizzazione delle opere a breve dovrebbe essere pubblicato un bando regionale da cui si potranno attingere i fondi a tale scopo ritiene che si rende necessario rimanere in contatto in quanto nel bando con molta probabilità sarà prevista anche la partecipazione dei privati.
A conclusione dell’incontro è stato ribadito da parte dei rappresentanti dell’AIC la necessità «che vi sia una maggiore attenzione verso il tessuto imprenditoriale della città al fine di creare quelle condizioni che possano favorire il superamento dell’attuale crisi economica, che sta interessando il nostro paese ed in particolare la debole economia della nostra zona, per essere pronti nel momento in cui vi sarà la ripresa».
Commenti
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spero che gli imprenditori coratini non caschino in questa ennesima presa in giro del sindaco. guarda caso queste rassicurazioni dell’amministrazione arrivano proprio nel giorno (o qualche ora prima) del consiglio comunale di oggi in cui verrà adottato il piano degli insediamenti produttivi che non tiene conto (neanche per una virgola) delle critiche mosse dalla AIC. Sveglia!
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che belle parole che dice perrone anzi l’imprenditore perrone scusate l’ortografia







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