“Impresa e Famiglia”, risposte concrete in un convegno di A.I.C. e Rotary
Verterà su "Impresa e Famiglia, passaggio generazionale a tutela del patrimonio", il convegno nato da un’idea di A.I.C., associazione imprenditori coratini, e Rotary Club Corato con la collaborazione della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che si terrà domani alle 19 presso il Corato Executive Center.
L’incontro si propone di fornire risposte concrete ad esigenze complesse: un’occasione utile per un approfondimento di livello elevato e, nello stesso tempo, la ricerca di soluzioni pratiche che gli operatori economici richiedono con sempre maggiore insistenza.
Il sistema produttivo italiano è costituito, fondamentalmente, da piccole e medie imprese, piccole mondiali a straordinariamente produttive, ognuna delle quali, per sua natura, è quasi sempre legata la genio e alla intraprendenza del suo fondatore.
Genio ed intraprendenza che, insieme alla straordinaria qualità del prodotto, hanno generato nell’immaginario collettivo il sogno del made in Italy, valore aggiunto del nostro sistema economico.
Ogni anno circa 66.000 piccoli e medi imprenditori affrontano sia la questione della successione nella posizione apicale dell’azienda, sia una serie di problematiche relative alla protezione del patrimonio aziendale che, in molti casi, è un tutt’uno con il patrimonio personale.
Da qui la necessità di ricorrere a strumenti di protezione del patrimonio che salva guardiamo in taluni casi l’unitarietà dell’azienda, in altri, invece, il frutto del lavoro di una vita intera.
Tra i relatori il Dott. Marcello Gisotti Direttore Centrale Banca Popolare di Puglia e Basilicata, il Dott. Cosimo Russo Responsabile Servizio Private Banking Banca Popolare di Puglia e Basilicata e l’Avv. Elio Macchia Servizi legali Unione Fiduciaria S.p.A.
Commenti
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La cosa che mi spaventa è che, in Italia si spendono soldi per incontri,congressi,convegni……ma sempre e solo senza risolvere un cavolo.Ok ci si vede, ci si confronta e tutto cade nel vuoto……..ce pccat!!!
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patrimonio personale che corrisponde con quello delle aziende familiari…si vabbè…ma le aziende le costruiscono i dipendenti che le fanno crescere e proliferare…in cambio però in Italia si beccano quando va bene…1000 euro al mese…mentre in Francia ci sono “padroni” che dopo essersi arricchiti grazie al lavoro dei propri collaboratori, danno loro le quote societarie: questa è civiltà! sempre le solite cazzate e il solito sfruttamento…







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