Arriva il punteruolo rosso: sotto attacco le palme coratine

La Redazione

«Al momento non si può fare una stima esatta dei danni causati da questo insetto. Gli esiti del massiccio attacco che avremo si potranno verificare alla fine del prossimo autunno».

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«Il territorio del Comune di Corato è interessato dalla presenza del coleottero punteruolo rosso, pericoloso endoparassita di numerose specie di palme».

Lo scrivevamo nel Novembre scorso, aggiungendo che «la diffusione di questo parassita sta aumentando velocemente ed il numero delle palme infestate che devono essere abbattute è notevole, con costi elevati».

Il Comune di Corato intese anche redigere un elenco di ditte specializzate che si proponevano per l’abbattimento ed lo smaltimento di palme infestate a costi contenuti.

Uno smaltimento che, però, pare non essere stato effettuato nei tempi giusti. E la situazione pare peggiorata.

Diverse le palme già attaccate, come si può vedere dalle immagini, in cui le piante assumomo un caratteristico aspetto divaricato “ad ombrello aperto”.

A fare luce sull’argomento è il Prof. Cataldo Tandoi, dottore in Scienze e Tecnologie Agrarie, secondo cui è pressochè certo un attacco massiccio da parte del punteruolo rosso alle palme di casa nostra.

«Al momento – ci spiega il prof. Tandoi – non si può fare una stima esatta dei danni causati da questo insetto.

Le palme sinora attaccate, infatti, non essendo state abbattute e distrutte nei tempi giusti, hanno consentito al punteruolo rosso di “sfarfallare” e posarsi su altre piante.

Credo che gli esiti del massiccio attacco che avremo si potranno verificare alla fine del prossimo autunno».

Grazie a Cataldo Tandoi abbiamo anche acquisito alcuni elementi utili per conoscere meglio chi è questo nemico che arriva da terre lontane.

“Originario dell’Asia Sud Orientale e dell’Oceania, l’insetto fa la sua prima comparsa in Italia, ufficiale e documentata, nel 2004 e dopo un lungo viaggio, passa anche per la nostra città, distruggendo alcune delle nostre “amate” palme, di cui purtroppo è ghiotto. Seppur segnalato già dall’inizio del 2008, ha continuato a lavorare silenziosamente minando dall’interno le palme su cui si era insediato. 

Il Rhynchophorus ferrugineus è il più grande coleottero curculionide presente in Italia e si sviluppa tipicamente come endofita all’interno delle palme, dove compie interamente il proprio ciclo vitale.

In origine gli studi indicavano che ad essere attaccata era solo la parte apicale della pianta, mentre le ricerche più recenti indicano che ogni parte della pianta viene attaccata, dalla ceppaia alla corona.

Generalmente gli adulti sono attratti da piante danneggiate (foglie potate incautamente o dai varchi aperti dai topi), o malate, ma è possibile anche l’infestazione di piante sane.
Individuata una palma idonea, i maschi di Rhynchophorus ferrugineus producono un feromone di aggregazione capace di richiamare molti individui, al fine di favorire il successo riproduttivo.

Le femmine, dopo la copula, depongono le loro uova (il numero può variare da alcune decine a svariate centinaia), in fori praticati con il rostro nelle parti che offrono meno resistenza, sia alla base delle foglie o dei giovani germogli, sia nelle ferite o nelle cicatrici presenti sulla pianta.

Dopo circa tre giorni le uova si schiudono e le larve neonate cominciano a nutrirsi dei tessuti più teneri. La larva scava gallerie anche molto profonde all’interno del peduncolo fogliare e dello stipite che possono arrivare a minare la stabilità della palma fino a determinarne la caduta.

Nello stesso albero di palma possono facilmente sovrapporsi più generazioni dell’insetto e generalmente il Rhynchophorus ferrugineus non si sposta su una nuova palma finché non ha distrutto quella infestata.

Gli spostamenti e l’attività del Rhynchophorus ferrugineus all’esterno della pianta sono favoriti da temperature oltre i 20°C, al di sotto dei 10°C gli insetti non riescono quasi a muoversi.

Purtroppo, individuare precocemente una palma durante le prime fasi dell’infestazione è molto difficile per le abitudini rigorosamente endofite delle larve che evidenziano sintomi visibili solo quando il punteruolo ha danneggiato irreparabilmente la palma.

I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che successivamente assume un caratteristico aspetto divaricato “ad ombrello aperto”.

Una pianta così compromessa può anche crollare, incapace di sostenere il proprio peso perché le larve nutrendosi dei tessuti provocano la marcescenza dello stipite delle palme che si svuotano internamente.

Il controllo del Rhynchophorus ferrugineus è problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilità, volando anche per 1 km, e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo così i focolai d’infestazione.

Un’azione prioritaria nella lotta a questo insetto è l’attuazione di un sistematico monitoraggio del territorio mediante esame visivo delle piante e/o utilizzo di trappole, la cui collocazione va programmata con il Servizio Fitosanitario.

Il monitoraggio e l’utilizzo delle trappole consentono di individuare i focolai e delimitare le aree infestate dal punteruolo, in modo da regolare gli interventi e verificarne l’efficacia.

Anche il privato cittadino ha l’obbligo di monitorare la presenza del fitofago, in primis se proprietario di palme e qualora accerti la presenza di una palma sospetta di attacchi da parte del Punteruolo, ha l’obbligo di avvertire il Servizio Fitosanitario Regionale o gli Uffici Provinciali Agricoltura competenti per territorio o gli Uffici Tecnici del proprio comune, indicando luogo od indirizzo dell’ubicazione della palma”.

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Commenti

  • NoSTRaDaMuS (utente non verificato)

    ma quella palma è da una vita che sta così

  • mammina (utente non verificato)

    che figuraccia! ha ragione ales: invece di dire tutte ‘ste fregnacce, perchè non vi muovete ad informarvi e a correre ai ripari? è giusto consultare gli esperti, ma che siano aggiornati quanto meno…

  • figliolia (utente non verificato)

    Ma che cosa si aspetta a far distruggere la palma nella foto?