Reddito Minimo del 2003: assolti quindici coratini ed un impiegato comunale
Si è conclusa nei giorni scorsi una vicenda giudiziaria che ha coinvolto 15 coratini, un ex dirigente comunale ai servizi sociali e un dipendente dello stesso ufficio.
I fatti risalgono al marzo del 2003, quando con la determinazione 37 del 3 marzo 2003, fu approvata la graduatoria per il reddito minimo di inserimento, in pratica una sorta di piccolo sostentamento economico per le famiglie meno abbienti.
Dopo la pubblicazione della graduatoria una delle escluse dall’elenco dei beneficiari, denunciò alla procura tranese 15 persone facente parte dell’elenco, insieme all’allora dirigente, il dott. Antonio Malizia e il responsabile del procedimento, Luca Carmine Lapreziosa, rei secondo l’accusa formulata dalla signora Elisabetta Buffo, di aver falsato in qualche modo la “classifica” degli aventi diritto al reddito minimo.
Sin dal primo momento, la posizione del dirigente Malizia, fu esclusa, poiché lo stesso aveva dichiarato che il compito di verifica degli atti fu fatto soltanto da Lapreziosa, così per oltre sei anni la causa promossa dal Pubblico Ministero, Mirella Conticelli, è proseguita nei confronti dei 15 cittadini e di Lapreziosa.
A favore degli indagati, nella sentenza finale emessa dal G.U.P. (Giudice dell’Udienza Preliminare), Maria Grazia Caserta, c’è stata la possibilità di avvalersi del non luogo a procedere, poiché con i termini delle presentazioni delle domande, fatte entro il 19 luglio 2002, la vicenda giudiziaria rientrava nei termini prescrizionali.
Proprio su quest’argomento, l’avvocato Michele Quinto, difensore di Lapreziosa, incentrava la sua difesa “poiché, come richiamato dalla cassazione nel 2007, non ci può essere interruzione della prescrizione a seguito della notifica della chiusura indagini. Alla luce di ciò la richiesta di rinvio a giudizio, formulata nel dicembre dello scorso anno, causava il non luogo a procedere per scadenza dei termini prescrizionali”.
A questa richiesta si associavano anche gli avvocati dei 15 cittadini, Michele Marcone, Sergio Lagrasta e Luigi Di Rella, permettendo così a tutti gli attori di questa vicenda di essere assolti.
Commenti
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Quindi, se ho ben capito l’assoluzione è solo per motivi formali e non perchè il fatto non sussiste. Sarebbe opportuno comunque verificare che tutti gli attori del fatto siano effettivamente innocenti ovvero puliti. Specialmente si dimastri che il dipendente comunale sia estraneo ai fatti o che abbia agito nel pieno rispetto delle leggi.
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le cause in lungo termine vanno in prescrizione e le persone escono
la legge e ugale per tutti o forse -
La vicenda giudiziaria rientrava nei termini prescrizionali.
Cio’ toglie tutte le colpe? -
Avrei intitolato l’articolo: non luogo a procedere per scadenza dei termini prescrizionali”.
Si verifica che Corato ha ottimi commercialisti e non meno bravi avvocati. -
La solita prescrizione che non fa giustizia!!!!!!!
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bravi i giudici a far prescrivere le cause! perdite dii tempo e spreco di denaro pibblico!! Altrettanto bravi gli avvocati a prevedere i tempi lunghi!!
E’ la solita Italietta !







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