«L’educazione stradale è educazione alla vita e alla convivenza civile»
Presentato il diario realizzato dai ragazzi della scuola media Giovanni XXIII sul tema della sicurezza stradale
È stata presentata, nel pomeriggio di giovedì, l’intelligente ed interessante iniziativa realizzata dagli studenti della scuola media Giovanni XXIII a conclusione di un percorso scolastico, coordinato dalla prof. Grazia Sforza, intorno al tema della sicurezza stradale.
Il progetto, denominato “La strada… siamo noi”, ha avuto come punto di arrivo la realizzazione di un diario scolastico interamente pensato e realizzato dagli stessi studenti, recante per ciascuna pagina vignette e slogan sulla sicurezza stradale.
Ad illustrare il lavoro, oltre alla coordinatrice del progetto prof. Sforza, il dirigente scolastico prof. Gallo, gli assessori Franco Caputo e Carlo Roselli ed il prof. Spadavecchia, curatore della grafica del diario.
Assenti, seppure invitati, il Sindaco ed il Provveditore agli Studi di Bari.
«Il problema dell’educazione è un punto fondamentale più volte affrontato dalla nostra scuola, assieme ai temi dell’educazione all’ambiente e dell’educazione alla salute. Siamo convinti che una corretta educazione stradale possa salvare vite umane. – ha spiegato il dirigente Gallo.
Il diario scolastico è stato elaborato da tutti gli alunni con l’ausilio di tutti i docenti; abbiamo accolto questa formula così che ogni giorno l’allievo si soffermi sulla lettura delle vignette e rifletta».
«L’entusiasmo dei ragazzi per questo progetto è nata all’indomani della “catena umana”, che ha visto la presenza di circa 2000 persone che, tenendosi per mano hanno abbracciato il corso cittadino. Tutti abbiamo il dovere di collaborare affinché i ragazzi conoscano le regole e le rispettino. Perché questo avvenga è necessario stimolare continuamente i giovani al rispetto delle norme e a comprendere che ciò costituisce salvaguardia per la propria ed altrui salute» ha dichiarato la prof. Sforza.
«Tutti dobbiamo impegnarci a che le nozioni vengano riportate al vivere quotidiano della città, così che i ragazzi che hanno realizzato questo lavoro divengano cittadini modello» – così ha detto l’ass. Caputo che ha aggiunto: «L’amministrazione ha avuto il merito di mettere le scuole in rete a questo proposito. Gli adulti siano d’esempio per i nostri ragazzi»
A questo intervento ha fatto eco quello dell’assessore alla polizia municipale Roselli accennando ai controlli avvenuti alcune settimane fa e al grave incidente accaduto su via S. Magno: «Durante il controllo effettuato abbiamo riscontrato tassi alti di alcol su giovani che abbiamo definito veri e propri “zombie”, incoscienti del loro stato di ebbrezza. È opportuno, inoltre, ricordare che il casco era già in uso nella preistoria. Un ruolo fondamentale hanno i genitori nel convincere i propri figli ad indossare il casco. Occorre impegnarsi per essere sereni e garantire la sicurezza dei nostri figli».
Interventi anche da parte del pubblico: «Oggi i nostri ragazzi ci danno una bella lezione: noi automobilisti siamo spesso poco attenti», queste le parole di un docente.
In chiusura gli interventi della prof. Isa Ventura, in rappresentanza dell’Istituto Tecnico Commerciale e della dott.ssa Marina Mastromauro.
Nell’incalzare gli assessori presenti circa la realizzazione delle piste ciclabili, che avevano costituito oggetto di campagna elettorale, Isa Ventura si è così espressa: «La percentuale di mortalità per i ciclisti è doppia rispetto che per gli automobilisti. Andare in bicicletta è diventato rischioso».
Nel complimentarsi con gli studenti e con gli insegnanti per il lavoro svolto, Marina Mastromauro, titolare di una delle aziende che ha sponsorizzato la realizzazione del diario ha detto: «Spero che questa scuola pubblica tanto denigrata rinasca al più presto. La privatizzazione delle scuole è un passo pericoloso per il nostro futuro. Attraverso il rispetto dell’ambiente e delle regole stradali si misura il rispetto che si ha nei confronti delle altre persone. L’educazione stradale è educazione alla vita ed alla convivenza civile».
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