La Chiesa di San Vito spalanca le sue porte. Il video
Sono noti alla maggior parte dei coratini l’importanza storica e il valore artistico della chiesetta di San Vito, che proprio per tali motivi è considerata a buon diritto uno degli edifici più interessanti di Corato sia per la sua antichità, sia per il suo aspetto architettonico.
Infatti, anche nelle varie guide turistiche, dalle varie edizioni del Touring Club Italiano a quelle del più ristretto ambito locale, la piccola chiesa dedicata a San Vito viene costantemente indicata tra i siti più rilevanti da visitare nella nostra città. Pochi, però, sono i forestieri ed i coratini che hanno avuto modo di conoscere e apprezzare la chiesetta al suo interno, essendo di solito chiusa.
Fortunatamente, domenica scorsa, grazie all’iniziativa dell’Archeoclub d’Italia, “Chiese aperte”, è stata data quest’occasione ed in molti sono accorsi per scoprire internamente l’edifico e comprenderne con attenzione la sua storia e le sue caratteristiche.
Anche noi, da buoni “turisti per casa”, abbiamo colto l’opportunità di approfondire la conoscenza di questo edificio e di mettere in luce, con l’ausilio delle telecamere, anche l’aspetto più “intimo” e meno noto di questo edificio: il suo interno.
Siamo certi che sia sempre utile ed indispensabile far riscoprire ed apprezzare le tante risorse del nostro patrimonio locale, anche quelle più note, perché, troppo spesso, proprio quei beni che dovrebbero essere più conosciuti e rispettati sono oggetto d’indifferenza e scarsa considerazione da parte della popolazione locale.
E questo è proprio il caso di San Vito: soffocata da tanti edifici circostanti e assediata a volte da automobili, imbrattata con scritte e prescelta come orinatoio pubblico da alcuni nostri concittadini. Pertanto, non possiamo e non dobbiamo fermarci nel cammino di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e, quindi, in quello di crescita della nostra identità di comunità civile.
La diffusa superficialità e l’indifferenza verso le tante testimonianze storiche ed artistiche del nostro passato, che si traducono in vari gesti d’inciviltà, possono essere superate solo attraverso la riscoperta e la conoscenza del significato e del valore di questi beni.
Commenti
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A mio modestissimo avviso non è un manufatto Templare; lo si evige dalla non visibilità di segni tangibili Templari. I Templari, anche nelle più piccole chiesette in tutto il territorio nazionale e in quelle pugliesi come quella di Sovereto (Madonna Nera), di Calendano (Madonna con Sant’Antonio Abate e San Leonardo di Siponto), di Trani (Ognisanti), e San Leonardo di Siponto in Manfredonia; Il Tempio ha sempre tracciato una percorribilità della loro esaltante storia.







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