Operazione Work Market: torna ai domiciliari il coratino Giovanni Maldera

La Redazione
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Continua a tenere banco l’operazione “Work Market” che dall’inizio dell’anno ha visto la Procura tranese interessarsi al mondo del lavoro e, soprattutto, di alcuni ispettori della direzione provinciale del lavoro di Bari.

Infatti, dopo le ultime misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, dott. Roberto Oliveri del Castillo, lo scorso 30 marzo, l’udienza tenutasi lo scorso 10 aprile, ha riportato fuori dal carcere tre ispettori del lavoro, fra cui il coratino Giovanni Maldera.

A far decidere sulla nuova decisione di trasformare gli arresti in carcere in domiciliari, la difesa dell’avv. Michele Quinto ha messo in evidenza che «nulla ci dice il G.I.P. sul perchè sia necessaria la custodia cautelare in carcere anziché quella degli arresti domiciliari, misura che avrebbe consentito, e consentirebbe, di soddisfare sia l’esigenza relativa all’acquisizione delle prove e sia quella attinente al pericolo di commissione dei reati della stessa specie.

Tra l’altro le motivazioni addotte per i “secondi” arresti sono identiche a quelle che hanno sostenuto la prima ordinanza (quella del 10 gennaio scorso n.d.r.) che ottennero la parziale riforma dal Tribunale del Riesame il 2 febbraio.

Tra l’altro –
conclude l’avv. Quinto – la situazione processuale è cambiata, e non poco, rispetto alla prima ordinanza con la sospensione dal lavoro di Maldera».

A seguito di questa istanza il Giudice Oliveri del Castillo ha emesso la seguente ordinanza nei confronti di Giovanni Maldera, del barese Antonio Volponi e del bitontino Giuseppe Gesualdo.

«Rilevato che le esigenze cautelari appaiono graduabili con la meno grave misura degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, sostituisce la misura cautelare in atto con quella degli arresti domiciliari».

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Commenti

  • ciauladore (utente non verificato)

    Che bravo Avvocato!!! per i” presunti …..” che possono pagarselo.
    Domanda: e se l’Avvocato fosse meno bravo come andrebbero le cose?

  • passeroitalia (utente non verificato)

    Nel bene e nel male, la “presunzione di innocenza” deve essere dimostrata!!
    Per chi non può permettersi un avvocato, ci “sarebbero” i c.d. “avvocati d’ufficio” ma, purtroppo il 99,99% delle volte, questi incassano il compenso facendo SOLO “atto di presenza” durante le udienze.
    In realtà, non difendono nessuno ed accettano qualunque cosa muova l’accusa (cioè il Pubblico Ministero).

  • passeroitalia (utente non verificato)

    (2^ Parte)
    Nel caso specifico, sono cpiù che convinto che l’Ispett.Maldera, sarà prima o poi scarcerato completamente ed adeguatamente indennizzato per quanto ha ingiustamente subìto.
    In ogni caso, gli auguro in bocca al lupo a lui ed a tutti coloro che sono VERAMENTE innocenti…..

  • passeroitalia (utente non verificato)

    (3^ Parte)
    ….per tutti gli altri…. che abbiano la giusta “ricompensa” per l’ingordigia, le malefatte e per aver approfittato della gente che lavora. Dovrebbero avere una punizione indelebile per tutta la vita!!
    (e magari anche oltre….. e persino sulla tomba).