Settimana Santa, il tempo del silenzio e del rispetto per il dolore

Giorni intensi che assumono un significato ancora maggiore e terribilmente reale alla luce dei tragici eventi che hanno stanno segnando la terra d’Abruzzo e l’Italia intera.

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Con l’avvento del Giovedì che precede la Pasqua riemergono forti e struggenti i sentimenti della Settimana Santa, periodo unico nel suo genere che, con i suoi riti ed i suoi culti, richiama ai cuori di ognuno la presenza di un Dio che si fa prossimo verso chi soffre, chi è solo, chi è povero.

Giorni intensi che assumono un significato ancora maggiore e terribilmente reale alla luce dei tragici eventi che stanno segnando la terra d’Abruzzo e l’Italia intera.

Il momento della penitenza e del raccoglimento, del silenzio e della preghiera, ma anche del folklore e della tradizione, prenderà come sempre le mosse dai riti della "Reposizione" del Giovedì Santo.

Ogni parrocchia allestirà il repositorio – attenzione a non chiamarlo sepolcro – chiamando a sè tutti i fedeli per un momento di raccoglimento. Si perde nei meandri del folklore, ma non della cristianità, l’errata concezione di visitare i repositori in numero dispari. Ne basta uno.

I momenti più intensi si vivranno nelle tre processioni solenni che il Venerdì e il Sabato Santo gireranno per le vie di Corato.

Alle 5 del mattino del Venerdì Santo, dalla Chiesa di San Giuseppe partirà la statua di Maria Addolorata, con la processione che attraverserà molte vie del centro e della periferia, per rientrare sempre a San Giuseppe dopo circa cinque ore di cammino.

Nella colonna a destra è possibile consultare il percorso dettagliato della processione.

Nel tardo pomeriggio di domani, alle 18, sempre da San Giuseppe partirà la processione dei Misteri che condurrà le nove statue del corteo lungo i vicoli del centro storico illuminati solo dalle candele, per poi far ritorno nuovamente alla chiesa San Giuseppe.

Anche per questa processione trovate il percorso dettagliato nella colonna a destra.

Negli anni scorsi vi abbiamo mostrato ciò che si cela dientro le quinte delle processioni, assistendo alla preparazione delle statue, alla vestizione dei confratelli, ascoltando chi in prima persona si spende per l’organizzazione delle processioni, ma anche ciò che avviene durante la processione, cercando di guardare il corteo con gli occhi degli stessi confratelli: la vestizione, l’uscita dalla Chiesa, le statue sulle spalle, la folla silenziosa, la gente in preghiera, il centro storico al buio.

Alla vigilia di questa settimana Santa, con la collaborazione dei due preziosi "Turisti per casa" abbiamo voluto dare un nuovo contributo video, visualizzabile cliccando nella colonna a destra o attraverso le pagine della rubrica, sui riti di pietà popolare della Settimana Santa, che contribuiscono con antiche forme a coinvolgere e far partecipare i fedeli al dramma della morte del Cristo e alla gioia della Sua Risurrezione.

«Tramandati da secoli e rinnovati nel tempo, i riti della pietà popolare costituiscono, una delle antiche espressioni di religiosità di un popolo – ci spiegano Maria Teresa Malcangi ed Ettore Torelli – e, così, entrano a far parte di quel patrimonio di fede e cultura che appartiene ad una comunità.

Per questo motivo, come “turisti per casa” non possiamo tralasciare di conoscere i riti di pietà popolare della Settima Santa, tanto cari alla nostra comunità. Non vogliamo fermarci, però, ad una riscoperta superficiale, stimolata dalla curiosità e dal fascino emotivo suscitato da essi.

Desideriamo compiere, invece, un breve ma intesso itinerario di riscoperta di questi riti, che ci aiuti a comprendere il loro senso religioso e le loro peculiarità culturali».

Le processioni di questi giorni sono molto sentite dai cattolici coratini e rientrano nella più stretta e antica tradizione del paese, con la parrocchia e la confraternita di San Giuseppe che sono tra le più impegnate al recupero e alla salvaguardia di questi riti sia in senso religioso che in senso storico culturale.

L’auspicio è che la processione del Venerdì Santo sia un grande e silenzioso momento di preghiera per tutta la popolazione: lungo tutto il tragitto sono infatti mediamente presenti circa 25.000 persone.

L’ultima delle processioni che gireranno per le vie del paese sarà infine quella della "Pietà" che nel Sabato Santo riesce a raccogliere sempre migliaia di fedeli durante il suo percorso.

Ieri pomeriggio in piazza Plebiscito, piazza Cesare Battisti, via Di Vittorio per finire in via Ruvo, è invece andata in scena per la 15esima volta la "Passione Vivente" – ovvero il racconto della Passione e Morte di Gesù impersonato da coratini – organizzato dalla Chiesa di San Giovanni con il patrocinio del Comune di Corato

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