La DC a Tarantini: «noi siamo coerenti»

La Redazione

“Come disse Totò: che sono Pasquale?”

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Non si fa attendere la replica della Direzione Politica Democrazia Cristiana alle esternazioni di Pasquale Tarantini che in sede di presentazione de "La Puglia prima di tutto" ha attaccato la DC criticandone le alleanze politiche tra centrodestra e centrosinistra a livello nazionale e locale.

«Ci dispiace – dicono dalla DC – che in una settimana così importante sotto l’aspetto della ricerca spirituale unita alla tragedia dell’Abruzzo, siamo costretti a dover rispondere (speriamo non in modo polemico) al Coordinatore Provinciale della “Puglia prima di tutto” Dott. Tarantini.

Purtroppo non possiamo esimerci dal dire la nostra poiché non riteniamo il Tarantini di alcun ruolo di alto magistero politico tale da poter essere censore nostro.

La posizione della Democrazia Cristiana di Corato è una posizione coerente con quanto asserito e testimoniato nella competizione elettorale comunale, dove abbiamo ribadito che in presenza di uomini totalizzanti che non rispettano la condivisione di un progetto comune in forma paritetica, non avremmo mai potuto condividere percorsi politici unitari.

La situazione è testimoniata dal fatto che la nostra scelta di dover candidare nostri uomini nel Movimento civico “La Primavera” del Presidente Divella non è un’appartenenza di condivisione ideologica, bensì è il condividere il progetto amministrativo e sottolineiamo amministrativo, che è stato già assolto nei primi 5 anni del mandato provinciale e che riteniamo possa dare buoni frutti nell’interesse della comunità intera anche per il prossimo quinquennio in funzione di quello che potrebbe essere l’approdo all’area metropolitana.

Noi abbiamo sempre creduto che ove mai fosse stato necessario consolidare l’istituto Provincia, Corato e la nostra parte non poteva non essere schierata se non nella provincia di Bari. Questo fa comprendere a chi ha onestà intellettuale che il nostro non è un “salto della quaglia”, bensì è una condivisione amministrativa che ci ha imposto per questa occasione delle elezioni provinciali il dover elaborare una partecipazione tecnica all’interno della lista del Presidente Divella.

Qualcuno evidentemente dimentica che non più tardi di 9 mesi fa, quando ci sono le votazioni politiche, il Tarantini e la sua parte, in quell’occasione UDC, hanno fatto una battaglia politica anti-PDL per rivendicare una posizione di Centro. Ci fa specie oggi apprendere che il Tarantini e la sua parte hanno rigettato l’appartenenza UDC (che nel frattempo ha continuato a mantenere la sua posizione centrista) per passare alla “Puglia prima di tutto” (movimento dell’On. Fitto) che senza eufemismi potremmo definire con una vecchia battuta del Premier una protesi del PDL. Da qui ci fa specie e sorge spontanea la domanda, vuoi vedere che gli amici ex-UDC hanno rigettato l’appartenenza al loro partito perché dovevano pagare pegno a qualcuno?

Da qui emerge in modo chiaro che la nostra posizione è coerente con quella delle elezioni amministrative, invece è abbastanza capziosa quella degli ex-UDC che nel 2008 alle politiche hanno fatto battaglia contro il PDL e alle amministrative si schierarono con il PDL.

Allora se non c’era contraddizione ieri per loro, a maggior ragione non c’è contraddizione per noi. A questo bisogna aggiungere che purtroppo la Democrazia Cristiana in questa perenne kermesse giudiziaria sulla titolarità del simbolo ci ha visti preoccupati per quello che poteva verificarsi e pertanto abbiamo, per questa competizione amministrativa provinciale, scelto di concorrere alle elezioni in forma partecipata all’interno del Movimento del Presidente Divella.

A c’è ancor di più, una ragione ancora più profonda che è quella storica, ovvero che un Partito che ha segnato un’epoca e che ha visto in Sturzo, De Gasperi, Marcora, Ruffini, Moro un percorso politico che mal si concilia con l’alienazione della propria identità in funzione del PDL che ha una omniacomprensiva presenza di culture, che sono tutto e l’esatto contrario di tutto.

Pertanto che è fuori dal solco della storia e della cultura Democristiana probabilmente non è chi come noi opera in trincea, bensì, chi affascinato dalle luci della ribalta, preferisce nascondersi nel coro e non continuare a testimoniare una propria coerenza di cultura, di valori e di identità.

Speriamo che questo possa contribuire a ristabilire la cronistoria degli accadimenti, pertanto ci auguriamo che la competizione amministrativa provinciale sia il campo di confronto sulla risoluzione dei problemi amministrativi e sul modello di sviluppo che si vuole disegnare per il prossimo quinquennio».

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Commenti

  • Attila2 (utente non verificato)

    La versione coratina della Pugli prima di tutto? IO PRIMA DI TUTTI!alias 😮 Franza o Spagna purchè se magna(non tramomta mai nelle nostre terre). Tanto chi prende gli schiaffi in questi mercimoni sono i coratini. Attila2.

  • filippo51 (utente non verificato)

    D.C., UDC,e quant’altri di cosa chiacchierate! Qualche decennio fa eravate sotto un unica bandiera divisi all’interno da correnti e sottocorrenti, ora quelle stesse correnti sono diventati pseudo partiti. Che senso ha oggi richiamarsi a Sturzo, De gasperi ecc. quando il DNA e quello di gava,pomicino,don vito ecc…? E’ vero che c’è crisi, ma la nostra agricoltura ha bisogno di braccia, Fateci un pensierino…….

  • lombroso (utente non verificato)

    Qui non si esclude che l’uno sia in contraddizione. Si vuole dimostrare che l’altro è in contraddizione ancora più profonda. Contenti loro…
    Da una parte, però, c’è un processo catartico in atto, dall’altra una “voluptas dolendi” (una voglia di farsi male). Ma anche qui…contenti loro…
    A Corato, ormai, tutto è possibile e non c’è più nulla che meravigli. Se i Coratini sono contenti anche loro, è necessario prenderne atto.

  • aroldo (utente non verificato)

    ma la dc a livello nazionale non ha il segretario che è sottosogretario nel governo berlusconi? e qui in loco ci si affilia a divella….ma…..probabilmente si prepara in vista delle regionali ad un apparentamento col pdl. ecco perchè l’affiliazione senza simbolo, in modo che qualcuno non ricordi
    ah quanti guai avete fatto cari don vito,don antonio mat,pomicino,gava,de mita etc, almeno voi eravate dei signori!!!!!

  • nonsolonero (utente non verificato)

    Ma Zucaro crede davvero che appartenere a un partito chiamato Dc lo renda l’unico erede del patrimonio democristiano? E poi, è veramente sicuro che quel patrimonio fatto di valori e ideali ma anche di potere e tangenti debba essere così fieramente rivendicato?
    Circa la coerenza, che lasci perdere… così come ha fatto nel suo frastagliato percorso politico.