8 Marzo, «rinverdire le rivendicazioni delle donne»

La Redazione

Da Palazzo di Città e dalla DC di Corato i messaggi per la Festa della donna.

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Da Palazzo di Città e dalla DC di Corato i messaggi per la Festa della donna.

«La ricorrenza della “Festa della Donna” oggi – scrivono da Palazzo San Cataldo – se da un lato può legittimamente far registrare fra i suoi obiettivi raggiunti la fase avanzata della emancipazione del mondo femminile, dall’altro, purtroppo, non può far passare in sordina la drammatica situazione della violenza e della mercificazione che vedono ancora protagoniste le donne.

E’ certamente questa una piaga che coinvolge il mondo intero che, in nome del progresso e della prospettazione di nuove forme di vita e di costumi, ha messo in crisi gli autentici valori che assegnano alla donna un ruolo basilare all’interno della famiglia e della società.

Vanno perciò combattuti e sconfitti sia l’omertà che il permissivismo che purtroppo regnano nella così detta “società del progresso e del benessere”, assicurando alla donna nella famiglia, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni una funzione che le permetta la naturale espressione della propria dignità di persona e di soggetto titolare di diritti e di doveri.

Oggi l’impegno di tutti, Istituzioni comprese, consiste nel ricercare un punto di equilibrio che, salvaguardando l’identità e la sensibilità della donna, garantisca un crescente sviluppo e potenziamento delle qualità specifiche che essa è chiamata a svolgere.

In questa giornata, l’Amministrazione Comunale intende ringraziare le donne per il forte e qualificato contributo che assicurano per il progresso della comunità cittadina».

«Nell’attualità del momento storico –
scrive invece la DC di Corato – la giornata dell’8 marzo non può prescindere dalla dichiarazione dei diritti della donna del lontano 1792.

E pertanto la sezione della Democrazia Cristiana di Corato vuol rinverdire nella sua attualità i concetti che sono basilari per le rivendicazioni delle donne.

"Uomo, sai essere giusto? E’ una donna che te lo domanda. Dimmi, chi ti ha dato il sovrano potere di opprimere il mio sesso ? La tua forza ? Le tue capacità?".

Pertanto per non far sì che un rituale faccia perdere tutta la drammatica attualità del problema dell’emancipazione femminile, diamo alla riflessione di tutti le sopra citate parole e ci auguriamo di non dover rinverdire gli ultimi accadimenti che non fanno altro che distruggere e annientare il grand mondo al femminile».

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Commenti

  • mimmo70 (utente non verificato)

    un caloroso augurio a tutte le donne,purtroppo la figura femminile in quest’ultimo periodo,è stata funestata da episodi spiacevoli di violenza che Mi auguro non accadano più.
    voglio infine ribadire un concetto:l’azione seesuale dev’essre consensiente da ambo le parti ed eseguita da maggiorenni,.
    ancora auguri

  • babila (utente non verificato)

    impossibile nn vedere del maschilismo nelle parole di chi si nasconde dietro il “Palazzo San Cataldo”. secondo me, forse nemmeno San Cataldo si sarebbe espresso così, persino nei secoli addietro in cui è vissuto. ignoranza docet, nn altro..ahimé, ahinoi!