Operazione “Apocalisse”: Legambiente ammessa parte civile nel processo
Ammessa la costituzione di parte civile di Legambiente Puglia nei due processi inerenti l’operazione “Apocalisse”.
E’ iniziata lo scorso 10 Febbraio il processo ai 32 imputati rinviati a giudizio in seguito agli arresti dell’operazione "Apocalisse".
Nel Gennaio del 2006 obiettivo del Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta, dopo le indagini del Corpo Forestale dello Stato di Corato, fu la repressione dei reati economici di truffa ai danni della Comunità Europea, nonchè l’indebita erogazione ai danni dello Stato in materia di PAC seminativi ed i reati connessi all’ambiente consistenti in spietramenti abusivi e violazione dei vincoli di tutela del paesaggio per un totale di oltre 2000 ettari di territorio protetto nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia con gravi rischi idrogeologici.
Sul territorio ben ottantasei furono le persone indagate e trenta le persone arrestate di cui sedici poste agli arresti domiciliari, mentre circa trenta milioni furono i metri quadrati di territorio posti sotto sequestro penale.
Sia in merito ai reati ambientali che relativamente all’illecita percezione di contributi comunitari, è stata ammessa la costituzione di parte civile di Legambiente Puglia, essendo stata ritenuta rilevante la sua attività a difesa degli interessi collettivi di tutela e conservazione dell’ambiente naturale oltre a quella svolta per lungo tempo dall’Associazione in favore dell’istituzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
«Siamo soddisfatti – ha dichiarato il coratino Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – della ammissione di parte civile in un importante processo che riguarda le aggressioni che per anni hanno segnato e deturpato il territorio dell’Alta Murgia.
Aumentare i controlli sul territorio – ha concluso Tarantini – è quanto mai imprescindibile, in una Puglia in cui aumentano i reati ambientali, le persone denunciate ed i sequestri effettuati».
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