Natività a Palazzo San Cataldo: la “verità” di Nicola Tullo
Alcune osservazioni dei nostri lettori inviate all’interno dei commenti all’articolo, hanno suscitato la replica del prof. Tullo.
Lo avevamo definito un "presepe d’Arte" nell’articolo che narrava della Natività ospitata nel periodo natalizio all’interno del Chiostro di Palazzo San Cataldo.
A rappresentare la Natività, una capanna contenente la tela realizzata da Nicola Tullo, apprezzato artista coratino.
Alcune osservazioni dei nostri lettori inviate all’interno dei commenti all’articolo, hanno suscitato nel prof. Tullo – cui va il nostro ringraziamento per l’attenzione dedicata al giornale – una replica.
«Dopo quasi cinquant’anni di residenza a Corato – scrive il prof. Tullo – nello scorso dicembre, l’amministrazione comunale mi ha incaricato di allestire un presepe a palazzo di città.
Ho accettato con entusiasmo e, perché nessuno dei soliti censori possa malignare, mi preme sottolineare che ho pensato e allestito “La natività”, in maniera assolutamente gratuita, così come nessun corrispettivo ho mai ricevuto in tutti questi anni per le tante altre manifestazioni d’arte che ho organizzato e fra le quali mi piace ricordare la personale di Raffaele Spizzico e quella di Nicola Lafortezza.
Premesso ciò, è mio desiderio rispondere ad alcune interessanti osservazioni sul mio lavoro pervenute a CoratoLive.it, in particolare sull’affermazione che la natività, come da me rappresentata, sia “negazione del messaggio cristiano” e troppo poco “tradizionale”.
Parto dai fatti.
Un lontanissimo giorno, una modesta famiglia generò, in una stalla fredda e disadorna, un figlio che avrebbe redento l’umanità. Tutto avvenne in un’atmosfera gelida e nel completo isolamento. Alla materialità di tutto ciò che avviene in natura, si accompagnano, essendo insiti in essa, valori umani, spirituali, politici e metafisici. E sono questi valori che contano nella tradizione pittorica e poetica ai quali dare sostanza storica.
Solitudine, dignità, fierezza, povertà materiale, immensa ricchezza spirituale sono dunque i valori alla base della immagine della nascita di Cristo in cui è insito un ineffabile senso tragico.
E allora, qual è il messaggio cristiano che se ne deduce?
Quello gioioso di San Francesco o quello tragico di Jacopone da Todi? In entrambi c’è il rifiuto dello sfarzo, della ricchezza, del rutilante e assordante piacere del colore e dell’effimero.
Quale gerarchia cristiana ha favorito una visione della vita materialista ed edonistica?
Tanti artisti, dal Tiepolo al Tintoretto al Mantegna al Correggio al Botticelli, da Melozzo da Forlì a Gentile da Fabriano, hanno prodotto dipinti raffiguranti la nascita del Salvatore che, al di là dell’altissima e innegabile valenza estetica, a mio avviso, non esprimono la tragicità del momento. Non credo di sbagliare affermando che l’unico pittore che ha rappresentato la cruda verità è il Caravaggio con la stupenda “Adorazione dei Pastori”.
È la sola opera in cui i sentimenti e i valori umani, convivono splendidamente con la verità storica. La verità che vuol identificarsi con la tradizione è quella dei bambinelli paffuti, madre festante, ambiente caldo e ricco di stelle luminose e di addobbi, di espressioni ammiccanti e di facile lettura visiva.
Non pensare costa poco, scavare nell’essenza della storia costa fatica.
La mia può essere una possibile verità, ma sono certo che tante altre sono patacche utili a mettere la testa nella sabbia. Ad ogni modo, grazie agli interlocutori per aver mosso la acque stagnanti della consuetudine».
Commenti
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Basta ……
sempre con i soliti …….
Date spazio ad altri …..
C’E’ ALTRA GENTE PREPARATA, BRAVA E CAPACE.
GINO NON PENSARE SEMPRE AI SOLITI. -
qualcuno lo interpreterà come malignare ma a me non interessa.Poichè ho fatto l’istituto d’arte e poichè ho fatto per anni il corniciaio qualcosa la capirò quindi permettemi una parola:un obrobrio così non si vede da nessuna parte;neanche alla biennale di Venezia
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Comlimenti Prof. Tullo e grazie della lezione d’arte e di stile che ovviamente tanti ignoranti ed insolenti non potranno capire. Spero che la Pro Loco il prossimo anno ti riaffidi l’incarico.Attila 2
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Qui non si tratta di rappresentare una normale nascita di un normale bambino. E’ la nascita del Salvatore dai peccati del mondo ed io vedo un angelo disgustato, le bestie che non riscaldano ed i genitori molto delusi.
Poi, in una descrizione reale non si inserisce un angelo…non vi pare? -
hai ragione attila2 in giro ci sono troppi ignoranti
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io non capisco niente di arte e pittura ma quella “opera”………………….e’ proprio brutta!!!







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