Dalla chiesetta alla Jò a Jò, i due volti di Santa Lucia

© CoratoLive.it
Abbiamo colto la ricorrenza di Santa Lucia ed il grande falò per curiosare tra l’ambito popolare e folkloristico e quello religioso e artistico di questa tradizione.
Pur accesa con quattro giorni di ritardo la Jò a Jò, il grande fuoco in onore della martire cristiana protettrice della vista Santa Lucia, non ha mancato di richiamare attorno a sè un gran numero di coratini.
La preparazione della legna da ardere ha avuto inizio sin dalle prime ore della mattina con circa 45 quintali di legna accataste per un falò alto circa tre metri. A renderlo ancora più natalizio, per il primo anno nella storia della Jò a Jò, la legna è stata coperta con un enorme cappello rosso realizzata con la carta crespa.
Tra le novità di quest’anno, l’importante partecipazione dei ragazzi delle scuole elementari e dei gruppi scout Agesci e Asci.
Ai primi infatti, tramite gli istituti scolastici la Pro Loco Quadratum, organizzatrice dell’evento, ha fatto richiesta di reperire dei piccoli pezzetti di legna da ardere. Agli scout invece è stato affidato il compito di procedere all’accensione del falò con la fiamma attinta dalla lampada alimentata dall’olio di Bethlemme, che i gruppi scout si passano tra loro in tutto il mondo.
«Questo è il segno di come, questa manifestazione sia stata anche un modo per vivere rapporti di amicizia, di pace e di festa», spiega il presidente della Pro Loco Gerardo Strippoli.
Attorno al falò, i numerosi stands hanno animato la piazza insieme al gruppo folkloristico “Le Pacchianelle” di Monte Sant’ Angelo.
Associazioni quali UNITALSI, Amici di Francesco, Il Castoro, Perla Music, Rosiba, a la Cooperativa polivalente di Solidarietà, e il Centro di salute mentale, insieme ad altre attività commerciali hanno poi reso possibile la degustazione di prodotti tipici quali i “cucuìcchie”, tradizionali panzerottini vuoti e i primi dolci di Natale.
«La “pezzecàlle” è stata affidata invece allo stand Pro Loco – spiega Alessandro Palmieri – : era la tradizionale merenda dei pastori, composta di pane casereccio abbrustolito cosparso di “recòtte ascuànde” (ricotta forte), e pomodorini conditi. Abbiamo voluto riproporre questa antica usanza, per riscoprire antichi sapori della nostra terra».
Non solo falò.
Abbiamo infatti pensato bene, con l’aiuto dei nostri “Turisti per casa” Maria Teresa Malcangi ed Ettore Torelli, di cogliere la ricorrenza di Santa Lucia ed il grande falò per curiosare tra l’ambito popolare e folkloristico e quello religioso e artistico di questa tradizione.
Nel video, che potrete guardare cliccando sul riquadro in alto a destra dell’homepage o all’interno della stessa rubrica “Turisti per casa“, si parlerà infatti del tradizionale appuntamento della Jò a Jò, ma sarà presente anche la testimonianza più significativa del culto cittadino in onore di Santa Lucia, ovvero la Chiesa rurale a Lei dedicata che abbiamo visitato per Voi telecamere in spalla.
Della nota manifestazione cittadina abbiamo voluto catturare le immagini del falò attorniato dalla gente, dei colori, delle luci, coronate dal contributo che ci è stato dato dalla testimonianza e dalle parole del Presidente della Pro Loco “Quadratum”.
Per quanto riguarda invece la devozione coratina verso Santa Lucia, abbiamo voluto “puntare una luce” sulla Chiesetta a Lei intitolata e sull’affresco che è conservato all’interno, per rendere più visibile a tutti la semplice bellezza di questo edificio di culto e il pregevole valore artistico del dipinto che raffigura la martire Lucia.
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