L’I.S.A. a Venezia per difendere l’istruzione artistica
Dai convenuti è stato redatto l’Appello che riportiamo qui di seguito.
«Non riesco ad immaginare Venezia senza un istituto d’arte»: con queste parole Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, ha aperto il Convegno “ Quale futuro per l’istruzione artistica?” nella Città della Laguna organizzato dall’Istituto d’Arte di Venezia e tenutosi l’11 dicembre nella splendida Sede dello stesso Istituto in Campo ai Carmini.
Per l’Istituto d’arte di Corato erano presenti i docenti Rosanna Quatela e Roberto Colonna, delegati dal Collegio dei Docenti a farsi portavoce del disagio e del dissenso per le conseguenze dell’attuazione dell’art.64 della L.133 del 6 agosto 2008.
Il Convegno ha visto una grande partecipazione da parte di docenti e personale ATA di tutta l’Italia. Sono stati rilasciati 170 attestati di partecipazione per un numero molto alto, quasi100, di istituti rappresentati.
L’ISA di Corato ha ottenuto un’enorme visibilità, oltre ad essere stato più volte elogiato per la presenza, apprezzato per il testo prodotto dal nostro Collegio dei Docenti e per il video promotore del Nostro istituto che è stato continuamente proiettato sullo sfondo del Convegno stesso.
Dai convenuti è stato redatto l’Appello che riportiamo qui di seguito.
Durante lo svolgimento del Convegno i partecipanti non avevano conoscenza della decisione del Consiglio dei Ministri di rimandare di un anno l’attuazione della “Riforma Gelmini”, ma le richieste avanzate dall’Appello vanno proprio in quella direzione. Non solo.
E’ stata ribadita più volte la necessità che si lavori all’elaborazione di una proposta condivisa di un nuovo modello di Istituto d’Arte al passo con i tempi e con le esigenze di una realtà perennemente in trasformazione.
«Il Convegno di Venezia, promosso dagli insegnanti e dal personale dei Licei d’Arte (LAS) e degli Istituti d’Arte (ISA) del Triveneto e al quale hanno partecipato delegazioni provenienti da numerose regioni d’Italia, ha riportato all’attenzione delle istituzioni locali, regionali e nazionali la specificità dell’istruzione artistica e ha voluto costruire un momento di confronto tra realtà scolastiche diverse.
Le previsioni della legge n. 133 / 2008 di ridurre le ore settimanali di insegnamento nei Licei e negli Istituti d’Arte della scuola secondaria superiore, i numerosi e quotidiani provvedimenti complessivi del governo che riguardano tutti gli ordini di scuola, ci spingono a lanciare un appello a tutti gli istituti che si occupano di formazione artistica in Italia.
Diventa indispensabile rendere visibile la realtà dell’istruzione artistica che si cerca di confinare in una nicchia separata, al di fuori dei dibattiti che occupano le pagine dei giornali e dei salotti televisivi.
Sia il corso tradizionale degli ISA e dei LAS, sia i progetti sperimentali Michelangelo, Leonardo e Brocca hanno una struttura oraria ben superiore al tetto stabilito dall’attuale governo.
La riduzione dei fondi previsti per la scuola statale, già duramente colpita negli ultimi anni, comporterebbe gravi conseguenze nella qualità dell’istruzione artistica: la formazione di classi di oltre 30/33 alunni; il taglio delle ore curricolari necessarie a un serio progetto educativo, soprattutto nelle discipline artistiche; la riduzione degli organici, già sottodimensionati; la mancanza dei fondi necessari all’ordinaria dotazione per la didattica che già grava sui bilanci delle famiglie.
Ognuno di noi è consapevole del fatto che le riduzioni dell’orario settimanale impediranno del tutto di raggiungere le capacità e le abilità artistiche che, già oggi, con fatica e sforzo, riusciamo a trasmettere alle nostre allieve e ai nostri allievi.
Nelle nostre scuole noi prepariamo, assieme ai nostri studenti, professionalità e competenze specifiche sempre più indispensabili per essere cittadini consapevoli e critici.
Da oltre un secolo, i Licei Artistici e gli Istituti d’Arte forniscono un’istruzione altamente specializzata in tutti i settori delle arti visive. L’integrazione tra la preparazione storico-umanistica e le conoscenze tecniche ed artistiche qualificate permettono di conseguire competenze utili nella prosecuzione degli studi universitari, nel mondo dell’arte e del lavoro.
La produzione artistica, così come la conoscenza del nostro patrimonio e la sua tutela, sono attività di natura anche economica, che costituiscono una preziosa rendita per il nostro paese.
E’ necessario ragionare su un modello davvero “nuovo” e articolato di scuola per l’Istruzione Artistica che tenga conto anche di questi aspetti.
Il personale degli ISA e dei LAS, consapevole della necessità di una riforma dell’istruzione artistica, si rende disponibile a definire le tracce di una proposta da trasmettere al ministro della Pubblica Istruzione. Per tale motivo si chiede la sospensione dei provvedimenti posti in essere dal governo e l’apertura di un dialogo laborioso con chi vive e conosce la realtà dell’istruzione artistica».
Commenti
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Grande professò!







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