Scuola: la protesta dell’I.S.A. nero su bianco

La Redazione
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Il Collegio dei Docenti dell’ ISA di Corato che si è riunito il 5 Dicembre scorso, dopo aver preso atto delle recenti disposizioni legislative in materia scolastica (L.133/08, Piano Programmatico del MIUR di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, L.169/08) all’unanimità ha espresso un forte e motivato dissenso «verso le soluzioni prefigurate dal progetto di riforma, ispirato più al risparmio di risorse che ad opportuni miglioramenti formativi, e viva preoccupazione per la perdita d’identità degli Istituti d’Arte e per le conseguenze negative che tale snaturamento produrrebbe sul piano occupazionale ed economico del territorio.

Gli Istituti d’Arte, infatti, sono ancorati a specifiche tradizioni operative e artistiche del territorio e formano i giovani tramite esperienze laboratoriali uniche per dotazioni strumentali e competenze tecnico-didattiche; essi costituiscono pertanto una risorsa da preservare e potenziare piuttosto che da annichilire, come appare di fatto essere il destino dei corsi di ordinamento tradizionale, mentre risultano depauperati dal punto di vista della formazione tecnico-progettuale i nostri corsi sperimentali Michelangelo nella nuova configurazione del Liceo Artistico ad indirizzo Architettura, Design e Ambiente.

Nello specifico, l’I.S.A. di Corato rappresenta dal 1962 per il territorio del Nord Barese sia una fondamentale risorsa culturale che un luogo “del sapere e del saper fare” che in oltre un quarantennio di vita, con un costante incremento delle iscrizioni che conferma la grande qualità dell’offerta formativa ha assicurato una qualificazione professionale alle giovani generazioni, prodotto numerose piccole e medie imprese artigiane, creato un indotto ad esse collegato nei settori della Ceramica, del Legno e dell’Oreficeria e fornito valide prospettive di studio e di lavoro ai nostri studenti che sono poi diventati architetti, ingegneri, designers e operatori del settore dei Beni Culturali.

Va sottolineato che negli anni la scuola ha affrontato investimenti onerosi per le dotazioni dei laboratori e in attrezzature specifiche (l’I.S.A. di Corato vanta laboratori all’avanguardia nei tre indirizzi di pertinenza!), sia a carico dell’istituto stesso che a carico di finanziamenti europei stanziati dai diversi P.O.N.. Queste enormi risorse tecniche, umane e di KNOW HOW andrebbero persi o risulterebbero inutilizzabili, venendo meno la possibilità di attivare gli insegnamenti relativi.

Nella convinzione che gli Istituti d’Arte costituiscono un patrimonio culturale irrinunciabile che deve mantenere la sua attuale specificità per essere veramente funzionale al territorio si invitano le Amministrazioni Locali a farsi interpreti del “vuoto formativo” che rischia di crearsi nel nostro territorio; il Parlamento a rivedere il Piano proposto non in un’ottica esclusivamente finanziaria ma organica e funzionale alla salvaguardia di una tradizione artistica e artigianale; il Ministro dell’Istruzione a un confronto indispensabile e proficuo con il mondo della scuola e con tutti i soggetti coinvolti; il Governo a sospendere urgentemente l’applicazione dei provvedimenti adottati, anche in considerazione dell’approssimarsi della scadenza per le iscrizioni e delle attività di orientamento che si stanno svolgendo nelle scuole medie.

A tale proposito il Collegio dei Docenti dell’ISA di Corato, facendo presente che al suo interno si sta discutendo su ipotesi alternative di revisione del piano di studi dell’istruzione artistica, ribadisce la sua disponibilità al confronto con le Istituzioni e adotta come forma di protesta a supporto delle proprie argomentazioni le seguenti azioni: blocco delle visite guidate e dei viaggi d’istruzione; sospensione delle adozioni dei libri di testo sostituiti da materiale autoprodotto; non consegna dei pagellini previsti per l’informazione alle famiglie delle valutazioni in itinere e blocco di attività extracurriculari dell’anno scolastico in corso.

Nello svolgimento di tali azioni, l’I.S.A. di Corato agisce in coordinamento con altri I.S.A. del territorio nazionale, con i quali intende individuare forme propositive e, se necessario, forme di protesta comuni».

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