La Liberia raccontata da Padre Mauro Armanino

Pierluigi Diaferia

Un viaggio interessante e sorprendente, perché Padre Armanino riesce a scovare all’interno di una realtà difficile, aspetti come la prospettiva, la dolcezza, la sorpresa, il regalo, il miracolo.

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“Ho scritto questo libro perché sono stato scritto dalla gente”.

Ha esordito così Padre Mauro Armanino, missionario della SMA che opera soprattutto tra l’Africa ed il Sud America, e che ha dedicato gli ultimi anni della sua attività missionaria in Liberia.

Nell’incontro organizzato dalla Caritas cittadina, Legambiente Corato, Noi ragazzi del Mondo, Ricomincio da te, Cristiani in dialogo, i Presidi del libro e l’AVO, Padre Mauro Armanino ha presentato il suo libro intitolato “Cinque nomi per dire Liberia”, un viaggio all’interno di uno dei Paesi più martoriati del continente africano, raccontato attraverso ciò che l’autore ha osservato ed annotato durante la sua missione.

Un viaggio interessante e sorprendente, perché Padre Armanino riesce a scovare all’interno di una realtà difficile, aspetti come la prospettiva, la dolcezza, la sorpresa, il regalo, il miracolo.

L’autore non si limita a descrivere la Liberia e l’esperienza da missionario, ma si muove su più campi: dall’immigrazione alla guerra, passando per l’economia che egli stesso definisce “selvaggia”.

Racconta anche di essere rimasto impressionato dalla visione distorta che si ha dei clandestini, “definiti talvolta nuovi barbari”, e si domanda in maniera polemica “Come può la carta d’identità, un foglio di carta, dare dignità ad una persona? E’ inaccettabile – continua – che ci sia gente che viene arrestata per quello che è e non per quello che fa”.

Continua Padre Armanini: “Spesso in maniera errata dividiamo il mondo in buoni e cattivi, e ci sorprendiamo quando vediamo venire gli extracomunitari in Italia. Ci dimentichiamo però della guerra, e che guerra significa gente che fugge; la stessa guerra voluta dai Paesi ricchi che sono mossi da forti interessi economici”.

Alla fine, però, resta viva la speranza: “Anche quando dominano la paura e l’insicurezza, ripeto che lascerò la Liberia solo quando ci sarà la pace”.

Un messaggio di speranza che viene ribadito da Padre Vito Girotti, missionario attivo in Costa d’Avorio nell’accoglienza dei rifugiati liberiani: “Nonostante le sofferenze e le difficoltà, lì non mancano mai i sorrisi”.

L’incontro si conclude con le parole di Don Cataldo Bevilacqua che ricorda: “L’impegno del cristiano non può limitarsi alla preghiera o alla frequentazione della chiesa, ma bisogna compiere la missione sporcandosi le mani, come voleva Cristo”.

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