L’olio è in crisi, ma il Ministero rassicura. Le immagini

Dopo l’incontro con il Ministro Zaia c’è un pizzico di ottimismo in più, ma la guardia deve restare estremamente alta. Ora, dopo lo stop dei giorni scorsi, la raccolta delle olive riprenderà subito.

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«Siamo rientrati nella notte, morti dalla stanchezza ma ancora carichi per dimostrare che c’eravamo anche noi e che abbiamo manifestato con tutte le nostre forze le nostre ragioni e convinzioni. L’incontro col Ministro è stato soddisfacente».

C’è una punta di ottimismo in più fra gli olivicoltori coratini dopo l’incontro con il Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, convocato ieri a Roma sullo stato di crisi del comparto olivicolo.

Oltre cento gli olivicoltori partiti dalla nostra città, uniti poi agli altri manifestanti che stazionavano dinanzi alla sede del Ministero dove Zaia stava incontrando il Presidente della Regione Puglia Vendola, gli assessori e le organizzazioni agricole di Puglia, Campania, Calabria e Basilicata.

Da parte del Ministro c’è stata una presa di coscienza in merito alle richieste partite in maniera congiunta da agricoltori, istituzioni e associazioni di categoria.

Il risultato più concreto è stato quello di vedere prorogata la fiscalizzazione degli oneri sino al 31 Marzo 2009, ma la speranza è quella che questa misura possa estendersi sino a tutto il prossimo anno.

Buone notizie paiono arrivare anche in merito al pagamento dell’anticipo sui contributi comunitari: due milioni di euro dovrebbero essere disponibili a breve. Una condizione, questa, subordinata ad un colloquio tra il Ministro Zaia ed il suo collega alle Finanze Tremonti.

Recepite anche le reiterate richieste di maggiori controlli, dalla sofisticazione all’origine certificata dell’olio.

«Per salvare l’olio d’oliva italiano è pronto un piano da 10 milioni di euro – ha annunciato il Ministro -. In italia abbiamo un problema di sovaproduzione di olio e c’è qualcosa che non funziona nella bilancia dell’import-export se si considera che esportiamo 350 mila tonnellate di qualità e ne importiamo 450 mila di olio non degno di questo nome».

Oggi Zaia sarà al parlamento Europeo di Bruxelles per avallare la richiesta, partita nei giorni scorsi da alcuni europarlamentari italiani, di ritirare dalla vendita 350mila tonnellate di olio. Il Ministro chiederà anche di inserire il settore olivicolo tra quelli per cui è previsto l’aiuto comunitario.

«Sicuramente c’è un pizzico di ottimismo in più – spiega Tommaso Loiodice, presidente della Cooperativa "Terra Maiorum, anch’egli a Roma per l’incontro al Ministero – ma la guardia deve restare estremamente alta. Ora, dopo lo stop dei giorni scorsi, la raccolta riprenderà subito».

A Roma anche il Sindaco Luigi Perrone e l’assessore all’Agricoltura, Ignazio Salerno, per  testimoniare la vicinanza delle Istituzioni al problema.

«Il Ministro Zaia – ha commentato il primo cittadino – ha ribadito l’impegno per la risoluzione dei problemi che affliggono la nostra olivicoltura. Anche noi faremo la nostra parte. Adesso verrà istituito anche un tavolo tecnico con la Regione Puglia in modo da mettere in campo un’azione ancora più efficace».

Di buono c’è che per la prima volta questa crisi è stata affrontata senza polemiche con un’alta cooperazione da parte di istituzioni e associazioni di categoria.

«Non ci sono state polemiche e strumentalizzazioni politiche – ha sottolineato Loiodice – ma solo una grande attenzione al problema. Di sicuro tutto questo ha fatto sentire gli agricoltori più tutelati.

Certo è che un incontro non potrà cancellare con un colpo di spugna le vibranti ma civili proteste espresse nei giorni scorsi a Bitonto per una manifestazione sullo stato di crisi del comparto olivicolo (cui partecipò anche Corato rappresentata dall’Assessore all’Agricoltura Ignazio Salerno) in cui fu sottoscritto un documento inviato al Presidente del Consiglio ed allo stesso Ministro Zaia

Nel documento erano sottolineate alcune soluzioni al problema, tra cui l’anticipazione dei tempi di liquidazione del premio unico comunitario, l’attivazione delle misure previste dalla L. 102/04 sulle calamità naturali, l’intervento sul mercato da parte del Governo con il ritiro di 200mila quintali di olio extravergine di oliva, l’aumento delle dotazioni del Piano irriguo nazionale in favore della Puglia, l’intervento dell’Antitrust contro le distorsioni del mercato, i gruppi che assumono posizioni dominanti nella commercializzazione dell’olio di oliva extravergine, la verifica da parte dell’Antitrust dell’andamento del mercato dei mezzi di produzione (concimi, carburanti, imballaggi, ecc…), controlli in
applicazione del Decreto 9.10.07 (indicazione obbligatoria della provenienza delle olive sull’etichetta dell’olio vergine ed extravergine di oliva), il monitoraggio dei flussi e delle movimentazioni di olio extravergine di oliva ed un tavolo di confronto nazionale e regionale con i soggetti del mondo della distribuzione.

Tutte soluzioni per un problema che, tra siccità e olio importato dalla Spagna, sta esasperando gli olivicoltori e sta facendo crollare i prezzi di vendita.

Il mercato dice che oggi un quintale di olive costa fra i 30 ed i 35 euro, mentre un quintale d’olio viaggia intorno ai 270 euro. Cifre ancora troppo basse.

Perchè si possa parlare di un miglioramento concreto della situazione, i numeri dovrebbero salire di diverse decine di euro.

Un quintale d’olive dovrebbe arrivare a costare almeno 40/45 euro, mentre uno d’olio circa 330 euro.

«
Il male maggiore di questo settore – ha concluso Loiodice – è la mentalità: dalle nostre parti siamo ottimi produttori ma cattivi commercianti. Continuiamo a pensare che il prodotto da vendere siano le olive, quando invece il prodotto finito su cui bisogna puntare è l’olio».

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Commenti

  • figliolia (utente non verificato)

    Crisi olivicola risolta, la raccolta delle olive può riprendere. Il prezzo di un quintale di olive salirà da 30 a 32 euro.

  • ducavalentino (utente non verificato)

    Ma veramente pensate che – anche a 70 euro al quintale – la crisi olivicola possa dirsi risolta? Non tutto si può dire… ma quanti sono oggi gli agricoltori veri? Quelli cioè che producono e vivono della loro produzione? Bisognerebbe partire da qui ed aiutare questi e non la massa dei dopolavoristi che sono piccoli proprietari ma non agricoltori.

  • nonsolonero (utente non verificato)

    Povero a te, Figliolia. Sei un vetero comunista nostalgico dei tempi in cui qualcuno vessava gli agricoltori che oggi vuoi difendere. Che tu sia un vecchio latifondista pentito…?