George White a Corato contro la pena di morte

La Redazione

Domenica prossima si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Internazionale “Città per la Vita- Città contro la Pena di Morte”. Un incontro anche a Corato.

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Domenica 30 Novembre, a poco meno di un anno dall’approvazione della risoluzione per una Moratoria Universale delle esecuzioni capitali, si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Internazionale “Città per la Vita- Città contro la Pena di Morte” che ricorda l’anniversario della prima abolizione della pena di morte dall’ordinamento di uno stato europeo, da parte del Granducato di Toscana nel 1786.

Si tratta di un’importante iniziativa che ha messo in rete amministrazioni locali e società civili, per offrire e promuovere universalmente questa battaglia tanto decisiva per l’umanità intera e che nel 2007 ha registrato l’adesione di 760 città, di cui oltre 35 capitali, rappresentando così la più grande mobilitazione internazionale finora realizzata per fermare nel mondo tutte le esecuzioni capitali.

Anche in questa edizione, la settima, tutti i monumenti “simbolo” delle città che hanno aderito verranno illuminati – dal Colosseo a Roma alla Plaza de Santa Ana di Madrid, dall’Obelisco centrale di Buenos Aires al Palazzo della Moneda a Santiago, dall’Atomium di Bruxelles alla Piazza della cattedrale di Barcellona – formando un ampio schieramento morale mondiale per chiedere di fermare tutte le esecuzioni capitali.

L’iniziativa, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio nel 2002, è oggi sostenuta dalle principali associazioni internazionali per i diritti umani, raccolte all’interno della World Coalition Against the Death Penalty, tra cui Amnesty International, Ensemble contre la Peine de Mort, International Penal Reform, FIACAT.

Ad oggi sono 893 Città per la Vita, 71 i paesi e 49 le capitali.

A Corato, con il patrocinio del Comune, la comunità ha organizzato il prossimo 1° Dicembre alle ore 10 presso l’auditorium dell’ Istituto d’Arte, una conferenza in cui interverrà una testimone d’eccezione, George White, cittadino dell’Alabama ingiustamente accusato dell’omicidio della sua famiglia che aveva visto morire sotto i propri occhi.

White nel 1985 visse in prima persona la terribile esperienza di un omicidio: lui e la moglie Charlene, che avevano due bimbi piccoli, furono ripetutamente colpiti dai proiettili di un rapinatore. La moglie morì fra le sue braccia.

Come se non bastasse George fu accusato di quel delitto e rischiò la condanna a morte. Solo nel 1989 fu liberato, ma dovette attendere altri quattro anni per essere dichiarato del tutto innocente.

Da allora combatte per l’abolizione della pena capitale. E’ tra i fondatori dell’associazione “Citizens united  for alternatives to the death penalty e dell’Associazione di parenti delle vittime di omicidi.

E’ tra i principali organizzatori dei cosiddetti “Journey of hope”, i “viaggi della speranza” caratterizzati da una serie di incontri di sensibilizzazione per testimoniare quanto sia inutile la pena di morte.

Dal 1998 George White partecipa agli incontri organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio nel quadro della campagna per l’abolizione della pena di morte.

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Commenti

  • babila (utente non verificato)

    via la pena di morte dal globo intero!!!