Olivicoltura al collasso, stop alla raccolta. L’incontro con il ministro slitta a Giovedì

La Redazione

L’incontro con il Ministro, slittato intanto a Giovedì, sembra essere dunque un passaggio chiave per sbloccare la vicenda.

5 6 commenti

Stop alla raccolta delle olive sino a domani.

A decretarlo è il comitato di agitazione unitario delgi olivicoltori creato a Bitonto l’undici Novembre scorso.

«Considerato – si legge in una manifesto affisso per le vie della città – lo stato di crisi in corso e la richiesta di incontro con il Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia fissato per domani, il comitato invita tutti gli agricoltori a non effettuare la raccolta delle olive sino alla data dell’incontro con il Ministro onde dimostrare la massima coesione della categoria su tale problematica ed evitare spiacevoli episodi connessi a stati di agitazione non controllati».

L’incontro con il Ministro, slittato intanto a Giovedì, sembra essere dunque un passaggio chiave per sbloccare la vicenda.

Presentata intanto nei giorni scorsi dal Gruppo PD della Commissione Agricoltura della Camera e sottoscritta dai deputati PD della Puglia e della Calabria, una risoluzione sulla crisi del comparto olivicolo-oleario «a sostegno delle iniziative necessarie per fronteggiare i gravi disagi degli agricoltori e delle imprese».

I deputati del Partito Democratico sostengono «la piattaforma unitaria delle organizzazioni rappresentative del mondo agricolo presentata in occasione della manifestazione tenutasi lunedì scorso a Bitonto».

Sulla vicenda interviene anche il Delegato zonale Confagricoltura Corato Michele Patruno.

«Rischiamo – spiega Patruno – che il simbolo della nostra Regione, il ramoscello d’ulivo, venga cancellato.

Viste le massicce importazioni dalla Spagna che, con l’acquisizione dei nostri marchi più prestigiosi nonché affermati all’estero (Bertolli, Carapelli, Dante, Sasso), controlla il 56% del nostro mercato ed il 22% del mercato internazionale.

Sono cifre che spiegano il perché di queste massicce importazioni (legittime) dalla Spagna ed il perché in bottiglie con questi marchi (una volta) italiani, si trovi poco olio italiano.

Se aggiungiamo poi le grosse giacenze di olio spagnolo (quasi pari alla nostra produzione) capiamo il tracollo del prezzo dell’olio.

L’esasperazione dei nostri olivicoltori è legittima, poiché devono confrontarsi con un mercato globale (che stabilisce il prezzo) ma producono con alti costi (vista la scarsa meccanizzazione della raccolta e di altre operazioni colturali) e realizzano un prodotto eccellente e certificato ma poco remunerato.

A Bitonto, lo scorso 12 Novembre, 18 Comuni del Barese con le rappresentanze sindacali agricole hanno sottoscritto un documento in cui vengono elencate le misure a breve e a lungo termine che possono allentare le gravi tensioni sociali che questa crisi sta determinando.

Una menzione particolare va fatta alla richiesta di applicare il Decreto 9/10/2007 in materia di indicazione obbligatoria della provenienza delle olive sull’etichetta dell’olio extravergine e vergine. Questo se da una parte consentirebbe di differenziare il prodotto italiano (vero) da quello spacciato per tale, dall’altra consentirebbe di scovare le frodi e le contraffazioni.

A tutto vantaggio dei nostri produttori e dei consumatori che stanno incrementando il consumo di olio.

In più rimarchiamo l’importanza che ha il supporto della politica e del Governo per un settore ora in crisi. La Spagna è diventata leader mondiale grazie a tale supporto: che continua ad esserci. Gradiremmo che ciò avvenga anche in Italia. E non solo in situazione di emergenza.

I nostri olivicoltori hanno realizzato, con l’avallo del sindaco Perrone, un presidio davanti al Palazzo di Città. Con l’invito a sospendere le operazioni di raccolta almeno fino alla Manifestazione a Roma e l’incontro con il ministro Zaia».

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Commenti

  • ciauladore (utente non verificato)

    Pagina 25
    (7 dicembre 1997) – Corriere della Sera.
    Dopo 11 anni il disastro sui prezzi continua senza trovare soluzioni.

  • barone77 (utente non verificato)

    non capisco perchè non si sente una parola di tutto questo su i grandi media Rai mediaset in primis. forse siamo cittadini di serie B?

  • brescia125 (utente non verificato)

    secondo voi quanta gente perde il lavoro per colpa di Alitalia? secondo me pochissimi se confrontati con i docenti precari e gli agricoltori al collasso economico. PErchè non se ne parla? Perchè il nano Berlusca non ha interessi in questi ambiti. Per Alitalia ci sono i suoi amici d’affari(LIgresti su tutti) e politici (Bossi). Grazie ai coratini e in genere ai meridionali che lo hanno votato.

  • CORATOCUOR (utente non verificato)

    Il governo deve intervenire a contrastare le frodi e a cautelare il nostro prodotto, ma anche gli olivicoltori devono rendersi conto che da essi primi deve partire la consapevolezza e la voglia di proteggere il proprio prodotto attraverso forme di aggregazione di marchi ecc. Agricoltori siate uniti e chiedete aiuto a chi di competenza.

  • CORATOCUOR (utente non verificato)

    come al solito il mondo dell’agricoltura viene lasciato a sè stesso e ancora una volta gli eventi ne danno dimostrazione. Zaia avrà altro di meglio da fare che stare ad ascoltare le ragioni di poveri olivicoltori! Se pur le misure di urgenza possano essre al momento dei palliativi è meglio farsi ascoltare!

  • barone77 (utente non verificato)

    Mi sto ancora chiedendo se l’on Gabriella Carlucci sa di questo problema che ha la gente che ha fatto si che sedesse su uno scranno di uno dei due rami del parlamento.
    ps. qualcuno svegliasse la bella addormentata.
    Coratini ricordatevi di lei alle prossime votazioni.