Crisi del settore olivicolo: prezzi in discesa ed olio invenduto
Mercoledì scorso una riunione a Bitonto cui ha partecipato anche la città di Corato, rappresentata dall’Assessore comunale all’Agricoltura Ignazio Salerno.
C’è preoccupazione nel mondo olivicolo pugliese e di Terra di Bari in particolare.
Prezzi in discesa circa 35-37 euro al quintale il presso di acquisto di un quintale di olive e prezzi di vendita all’ingrosso dell’olio extra vergine d’oliva addirittura intorno ai 250 -260 euro al quintale, stanno provcando grossi problemi alle operazioni di raccolta, che stanno procedendo a rilento.
Lunedì prossimo è prevista a Bitonto una manifestazione sullo stato di crisi del comparto olivicolo, situazione che è stata stigmatizzata in un documento, inviato anche al Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi ed ai massimi rappresentanti regionali e provinciali, documento stilato durante un incontro tenutosi due giorni fa a Bitonto tra le Amministrazioni Comunali e Organizzazioni professionali agricole e sindacali dei lavoratori agricoli.
Alla riunione ha partecipato anche la città di Corato, rappresentata dall’Assessore comunale all’Agricoltura Ignazio Salerno.
«L’olivicoltura in Terra di Bari – si legge nel documento stilato- ha accettato da sempre la sfida della qualità e del mercato con notevoli investimenti e impegni finanziari delle aziende agricole.
L’olivicoltura barese, serbatoio del migliore olio extravergine di oliva, si trova in questi giorni a confrontarsi con una congiuntura particolarmente negativa, a causa sia di eventi naturali sia delle difficili condizioni di mercato.
La siccità straordinaria che ha colpito il nostro territorio ha richiesto un considerevole ag-gravio di costi da parte delle aziende per garantire in qualche modo l’irrigazione, condi-zione irrinunciabile per evitare, anche per il futuro, danni irrimediabili agli impianti olivi-coli con conseguenze negative sulla qualità e la quantità delle produzioni.
Peraltro la presenza sul mercato di gruppi industriali con posizioni dominanti hanno di fat-to bloccato le contrattazioni e generato un crollo dei prezzi con il conseguente stato di crisi di tutto il comparto.
Le Amministrazioni comunali e le Organizzazioni professionali agricole, nonchè le Organiz-zazioni sindacali dei lavoratori agricoli, preoccupate per la tenuta dell’economia locale, hanno ritenuto opportuno organizzare un momento di confronto con tutti gli attori della filiera, per individuare interventi urgenti, adeguati a fronteggiare la grave crisi attuale e rimuovere gli ostacoli e le condizioni di contesto che possono rendere la crisi strutturale, anche al fine di evitare che l’esasperazione degli operatori del settore sbocchi in manife-stazioni dagli esiti incontrollabili.
Teniamo a sottoporre alla Loro attenzione il fatto che questa crisi, partita dalla provincia di Bari, sta riversando i suoi effetti su tutta l’olivicoltura italiana, pregiudicando le eco-nomie del settore in tutto il Paese.
Attualmente anche le quotazioni degli olii siciliano, abruzzese, lucano e sardo si sono ab-bassate a livelli minimi mai raggiunti nella lunga storia dell’olivicoltura nazionale. Affrontare con tempestività e in maniera energica la crisi di mercato della Terra di Bari potrà determinare effetti positivi su tutta l’olivicoltura italiana».
Commenti
-
Abbiamo tra le mani un prodotto che vale ORO, invidiatoci da tutto il mondo, ma che con il nostro modo di fare economia lo SVENDIAMO alle multinazionali di turno per poter permettere loro di fare tagli e miscele di ogni tipo con olii spagnoli, greci, tunisini, ecc..
È un immane dolore constatare che dopo un anno di coltivazione, con la presente siccità e i connessi costi aggiuntivi di irrigazione si possa parlare di 35-40 € al q.le. -
due città soltanto non bastano per descrivere una situazine così grave…..spero che le associazioni si mettano in contatto tra di loro.
-
stanno troppi mangioni qui al sud…………………..alziamo la testa una volta tanto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
-
concordo con fabry1981…
-
LO SAPETE CHE SUL LAGO DI GARDA ESISTE UNA PICCOLA ZONA, DOVE RIESCONO A COLITIVARE LE PIANTE DI ULIVO, NON CONOSCO I PREZZI DI VENDITA , PERO’ VI POSSO GARANTIRE CHE CON I CONSORZI FATTI DA PERSONE SERIE , I POSSESSORI DI PICCOLI TERRENI SICURAMENTE NON SVENDEREBBERO MAI IL SACRIFICIO DI UN ANNO. ADESSO VI CHIEDO PERCHE DALLE NOSTRE PARTI CON TUTTA LA PRODUZIONE CHE ABBIAMO NON SIAMO IN GRADO DI RIVALUTARE IL NOSTRO PRODOTTO?
-
Non si puo’ anche pensare che certi scandali sull’olio di oliva , non bisogna avere la memoria corta, ci mettono in difficolta’:? prezzi in discesa ed olio invenduto. Bisogna fare in modo di riconquistare la FIDUCIA persa a causa di qualche imbroglione opportunista.
-
chi e’ causa del suo mal ……….pianga se stesso!!!
-
ma xche al nord riescono a fare grossi guadagni con olio con valori organolettici di molto inferiori al nostro? allora è vero che siamo dei “terroni” no? l’unica via di salvezza sono le coperative!! riuscite a capirlo? cosi solo si abbasseranno i costi di produzione e si fara prezzo sul mercato!!
-
Quando si capirà che l’UNIONE FA LA FORZA mi auguro che non sia troppo tardi per il NOSTRO OLIO.
-
L’unica vera soluzione per valorizzare il nostro ORO VERDE e la creazione di un CONSORZIO DELL’OLIO EXTRA VERGINE TERRA DI BARI, con un rigidissimo protocollo di intesa, sottoscritto da tutti i frantoi della zona, tanto da poter commercializzare questo prodotto allo stesso modo del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto Crudo di Parma, prodotti d’eccellenza italiana conosciuti e giustamente valorizzati in ogni angolo del mondo. Impariamo e mettiamoci all’opera.
-
Consorzio tra cooperative del territorio, questa è la soluzione. Senza contare che dobbiamo smetterla, anche a Corato, di acquistare olio al supermercato, quando abbiamo i punti vendita dei produttori, vedi “Terra Maiorum”, ecc…
Iniziamo a valorizzare il prodotto e vedrete che i grossi marchi dovranno adeguarsi.







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti