Dalla protesta al dialogo: genitori e Istituzioni a confronto sulla legge Gelmini
Ieri incontro tra i genitori degli alunni e l’assessore alla Pubblica Istruzione Franco Caputo presso la scuola primaria Don Ciccio Tattoli.
Dopo i cortei dei giorni scorsi contro la riforma Gelmini, i genitori della scuola primaria Don Ciccio Tattoli hanno scelto il tavolo del confronto e del dialogo con l’assessore alla pubblica istruzione Franco Caputo.
Ad introdurre e "condurre" l’incontro, che si è svolto ieri mattina presso i locali dell’istituto, è Tommaso Loiodice, consigliere comunale del PD, oggi in veste di rappresentante dei genitori nel consiglio di circolo.
«Siamo qui per due motivi che preoccupano i genitori» esordisce Loiodice.
«Il primo è il numero di ore scolastiche settimanali che da 30 diventeranno 24, il secondo è il ritorno del maestro unico. Vorremmo che da questo incontro la nostra voce possa arrivare ai ministri tramite i comuni e le province. In ultima analisi, si penserà poi al referendum».
Dall’assessore Caputo emerge la volontà di collaborare a tutte le “istanze fattibili”, poiché la legge va trattata come tale.
«È vero che qualcosa va cambiata – afferma Caputo – ma, di fatto l’Italia è al secondo posto fra i paesi che spendono di più per la scuola».
Inevitabilmente l’aggancio alla questione economica ha riscaldato gli animi, e ha ristretto la prospettiva dal nazionale al locale. Un genitore si è espresso rin tal senso relativamente alla palestra della scuola, «non degna di essere chiamata tale».
«Questa scuola è reduce da una seria alluvione (nell’Ottobre 2005, ndr) – risponde Caputo – , e i lavori che abbiamo fatto fin ora non ci hanno permesso di intervenire anche sulla palestra. È in cantiere il progetto per il prossimo anno».
Si fa sentire forte la voce dei genitori quando l’attenzione si sposta sul versante “qualità dell’istruzione”.
Seriamente convinte che il grado di preparazione dei loro figli sia in preoccupante calo, le mamme dicono la loro raccontando le esperienze dei loro pargoli.
«Oggi i nostri figli imparano a pensare, domani non ce ne sarà più il tempo. Per una riforma di questo tipo era necessario un tavolo di lavoro che coinvolgesse anche pedagogisti ed esperti del settore. I nostri ragazzi saranno sempre più ignoranti, e la scuola non sarà mai un ascensore sociale».
La dirigente Mastropasqua non è intervenuta all’incontro, ma ha comunque fatto sapere che questa «è una modalità di espressione democratica che racconta quanto i genitori siano attenti all’istruzione dei loro figli.
Lascio che si esprimano perché è giusto che facciano sentire la propria opinione. Anche le famiglie considerano la riforma estremamente pericolosa sotto tanti punti di vista.
Con il maestro unico, sono a rischio non solo le future prime classi ma anche le classi già avviate. Con i tagli potrebbe venir meno, tre le alte cose, anche la continuità didattica».
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