“Le penne degli altri” di Vincenzo Bonadies
Si è svolta nei giorni scorsipresso la sede dell’associazione CICRES, la presentazione del primo volume dell’opera intitolata ”Le penne degli altri”, edito da CSL PEGASUS EDIZIONI,nell’ambito di una serie di seguite manifestazioni letterarie.
Dopo l’introduzione della Presidente del Circolo, Linda Strippoli, ha preso la parola il coordinatore editoriale Michele D’Ingeo.
«"Le Penne degli altri" – ha detto D’Ingeo – ha come sottotitolo “Scritti, Fotografie, Disegni su Corato raccolti da Vincenzo Bonadies”, bancario in pensione con la passione per la storia di Corato. E’ un testo che trova giustificazione nella sua introduzione.
L’opera intesa come raccolta di documenti che perseguono la finalità di ricostruire minuziosamente la di-namica storica, sociale, politica ed economica della città di Corato, richiama gli scritti dello "Zibaldone" che hanno consentito di ricostruire l’evoluzione del pensiero leopardiano.
Il lavoro del Dr. Bonadies risulta monumentale, se si pensa che oltre al testo in oggetto, ha raccolto altro materiale che si appresta ad essere pubblicato in altri tre tomi, diventando certamente punto di riferimento per chiunque desideri percorrere l’iter storico di Corato dalle origini ai giorni nostri».
«Il pavone si fa bello con le proprie penne – ha poi aggiunto Vincenzo Bonadies -, c’è poi chi si fa bello con le penne altrui, e proprio per fugare ogni dubbio, ho intitolato il libro, o forse sarebbe meglio dire “l’antologia” “Le penne degli altri”.
Ho subito precisato che non ho scritto io ciò che è nel libro, ma altri: competenti, eruditi, studiosi. Ho pazientemente raccolto, catalogato, ordinato, riportato ciò che, se non l’avessi fatto, probabilmente, anzi, sicuramente sarebbe andato disperso, se non proprio perduto, dal momento che non era stato ri¬portato in un libro, ma su stampa varia, periodica od occasionale, opuscoli “usa e getta”, fogli volanti.
L’ho fatto, spinto da voglia di bene operare, senza fini di lucro, ma solo per ansia di conoscere, imparare, studiare, e ciò mi ha portato a cedere gratuitamente all’Editore il frutto del mio lungo lavoro, affinchè fosse messo a disposizione di chiunque volesse approfittarne, per accrescere il proprio sapere, o semplicemente per rinfrescare i propri ricordi».
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