Decreto Gelmini approvato. Ed ora tocca ai docenti
Approvato ieri in Senato il decreto Gelmini, ma la protesta non si ferma ed oggi scendono in piazza i docenti. Appuntamento in piazza Vittorio Emanuele: si fa strada l’ipotesi referendum.
162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti.
Sono i freddi numeri che nella giornata di ieri hanno sancito l’approvazione in Senato del contestatissimo decreto proposto dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini.
A conti fatti, un’approvazione arrivata tra le proteste di gran parte del mondo della scuola.
Con le assemblee permanenti (quella del Liceo Classico è terminata martedì), le cogestioni, le autogestioni, gli scioperi e le manifestazioni, Corato non è stata da meno. Agitazioni in cui, soprattutto negli ultimi giorni, agli studenti si sono sovrapposti i docenti.
Infatti, dopo aver mestamente assistito alla trasformazione del decreto Gelmini in legge, la protesta passa soprattutto dalle loro mani.
«Ora che il decreto è passato, cercheremo margini di trattativa perchè la legge venga modificata» hanno detto ieri mattina alcuni docenti dell’Istituto Statale d’Arte mentre, portati in cortile sedie, banchi, cattedre e lavagna, discutevano con gli studenti in una “lezione” all’aperto sulla riforma che veniva approvata proprio in quei minuti.
«Maestro unico, voto in condotta, almeno duemila scuole a rischio, tagli su tagli e migliaia di docenti in meno: la scuola sta cambiando in peggio e per questo stiamo attuando una protesta pacifica e trasversale che dimostri, ad esempio, che il maestro unico non è una necessità didattica, ma solo la maniera in cui si concretizzeranno i tagli all’istruzione».
Dissenso ed informazione, dunque. E spunta l’ipotesi referendum.
«La strada del referendum potrebbe essere praticabile: con la raccolta di 500mila firme potremmo far indire una consultazione referendaria e portare questa riforma all’esame del popolo».
Una raccolta firme che a Corato inizierà proprio questa mattina, in occasione dello sciopero nazionale dei docenti.
Dei giorni scorsi la proposta con cui il comitato dei docenti dell’Istituto dell’Istituto Professionale ha invitato «i colleghi di tutte le scuole di Corato e dintorni ad adottare una forma comune di protesta contro il decreto legge 137 proposto dal ministro Gelmini, partecipando alla raccolta di firme da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Questa mattina dalle 9 del mattino i docenti saranno in piazza Vittorio Emanuele per protestare.
«Stavolta, come da tantissimo tempo non accadeva, c’è stato un vero e proprio risveglio delle coscienze nel mondo della scuola».
Ad appoggiarli ci saranno anche gli studenti. E c’è chi sussurra che in piazza arriveranno anche i genitori degli alunni della scuola primaria, con tanto di figli al seguito.
«Sapere è potere! – dicono alcuni allievi dell’Istituto Profesionale “Tandoi” -. Vogliono toglierci il diritto di crescere e capire cosa fare del nostro futuro. Scioperiamo per difendere la nostra scuola, il futuro nostro e di chi verrà dopo di noi.
Ora, dopo l’approvazione del decreto, molte scuole chiuderanno altre saranno accorpate creando solo confusione nella offerta formativa alle città. Il numero degli alunni nelle classi salirà ancora e ci saranno i ghetti per i nostri amici extra-comunitari e portatori di handicap.
Noi scioperiamo consapevolmente perché sappiamo cosa prevedono i decreti. Non siamo quelli che fanno confusione per non fare lezione, non siamo né di sinistra né di destra, abbiamo scelto di studiare per capire e per non essere strumentalizzati. Non è giusto tagliare i fondi per la scuola per salvare l’Italia. Se i politici vogliono darci un segnale, chiediamo di tagliare stipendi e consulenze!
I tagli per la nostra scuola significano eliminazione delle attività di laboratorio, scomparsa dei fondi per il tirocinio in azienda, drastica riduzione delle materie professionalizzanti come Economia. L’indirizzo turistico è il nostro futuro lavorativo e rappresenta una risorsa per l’economia della nazione.
E’ possibile che chi ci governa non lo capisca?
Eppure ci parlano sempre di futuro, di rilancio dell’immagine italiana nel mondo, di investimenti tecnologici, ma i nostri politici ci sembrano incapaci persino di capire il presente, perciò non ci aspettiamo che siano in grado di prevedere scenari futuri».
Commenti
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Legge 137. Punto di partenza per mettere al centro non i docenti , i dirigenti , i loro sindacati, ma gli STUDENTI . Cari Dirigenti scolastici, cari Professori,fate meno progetti dedicate risorse agli insegnamenti canonici e didattica. Lavorate di più. 18 0re settimanali di lezione sono poche. Fuori si lavora 38-40 ore a settimane e non ci sono TRE MESI all’anno di ferie. Dopo di che è giusto chiedere stipendi più alti e strutture migliori. Buon lavoro e grazie per il vostro impegno.Attila2
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la responsabilità che hanno i docenti non l’hai tu. Se hai una vita ora è grazie a loro che ti hanno insegnato qualcosa…e poi nel pomeriggio i docenti si preparano la lezione per il giorno dopo,correggono compiti in classe queste ore non vengono contate???
Prima di scrivere baggianate informati e aspetta 10 secondi… -
giuste parole attila2…..
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Non sono un docente ma conosco l’ambiente. Credo sia vero che i docenti più che lavorare…..di più ( termini quantitativi ), dedichino più qualità agli alunni. Cioè più didattica delle materie d’insegnamento. Quindi, meno progetti, che servirono all’epoca di altri scioperi per il contratto, a mascherare gli aumenti che la finanza pubblica non consentiva, e più cura alla formazione che può essere anche trasversale.
Buon lavoro!!







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