Lavoro e giovani, parola d’ordine: reinventarsi

Domenico Mazzone

Giusto per non nascondersi dietro un vetro è doveroso affermare che i giovani, coratini e non, hanno perso la cultura del sacrificio e che tutti ambiscono a lavori di “serie A”.

4 8 commenti

Si è tenuto ieri pomeriggio presso la sede di “Informagiovani” in viale Ettore Fieramosca un incontro rivolto ai giovani coratini intitolato “Gli strumenti e le risposte utili a progettare e creare il tuo futuro”. 

Chiara la premessa: l’Italia sta attraversando un periodo di forte crisi a livello lavorativo e per i “bamboccioni”, così definiti qualche tempo fa dal ministro Padoa Schioppa, si prospettano tempi davvero duri.

Di strumenti e risposte utili a progettare un futuro non se ne sono poi ascoltate molte. Ma come biasimare i relatori: il problema purtroppo va ben oltre la portata di quello che può essere un incontro-dibattito cittadino.

Il primo a prendere la parola è stato Michele Paglia, direttore per l’area di Puglia, Molise e Basilicata dell’agenzia di lavoro interinale “Adecco”, la multinazionale leader nel mercato che vanta circa 480 agenzie su tutto il territorio italiano.

«E’ importante sapere – afferma Paglia – che le agenzie interinali “serie” non pretendono alcun pagamento da parte dei propri iscritti, in quanto si avvalgono della retribuzione che l’azienda versa per il servizio della ricerca del personale svolto.

Dal 1997 è stato legiferato che in Italia ci potesse essere una forma di lavoro temporanea
– continua Paglia – in concomitanza con questa legge, Adecco ha deciso di investire nel Bel Paese. Introdurre la figura dell’agenzia di lavoro interinale in qualche maniera tampona il fenomeno del lavoro in nero».

Fin qui tutti d’accordo ma, come emerso nel corso del dibattito, è anche vero che in qualche modo vi sia una forma di speculazione da parte delle aziende che al termine del contratto (molte volte dalle retribuzioni irrisorie) raramente rinnovano gli accordi.

«Sarebbe giusto – conclude Paglia – che i controlli fossero più accurati, posso affermare però che ci sono molte aziende che non praticano questo tipo di speculazione, ma che invece sono interessate a far crescere i giovani all’interno del proprio staff».

Giusto per non nascondersi dietro un vetro è doveroso affermare che i giovani, coratini e non, hanno perso la cultura del sacrificio e che tutti ambiscono a lavori di “serie A”.

Significativo a riguardo l’intervento dell’Assessore alla Pubblica Istruzione e Servizi Sociali, Franco Caputo: «ci sono mestieri che stanno scomparendo. Trovare un falegname o un calzolaio è praticamente un’impresa da titani»..

Tornando al titolo dell’incontro, un altro strumento utile al fine di un futuro lavorativo è sicuramente il CIOFS con sede in Ruvo di Puglia, unico centro della provincia di Bari che opera nel campo della formazione e dell’orientamento professionale, per il quale è intervenuta Adele Mintrone che spiega come questa istituzione organizzi dei corsi che variano a seconda del livello di studi «in modo che l’utente possa interfacciarsi nel modo corretto al mondo lavorativo».

Domanda scottante è stata quella affrontata dal direttore Universus, Ettore Ruggiero, sul tema di quali settori abbiano in questo momento maggiori possibilità di un futuro successo.

«Riallacciandomi all’intervento dell’Assessore Caputo, penso che occorra reinventarsi i vecchi mestieri attualizzandoli al contesto in cui viviamo oltre che puntare sulle nuove tecnologie e agli usi di queste ultime». 

Tirando le somme, è lecito dire che i dubbi e le perplessità iniziali riguardo al futuro che attende i giovani, coratini e non, non sono stati dissipati. Certo, le agenzie interinali e organi come il CIOFS sono ottimi strumenti da cui attingere, ma non basta.

Da questo incontro ci si aspettava di più, forse troppo, ma per come va il lavoro in Italia ci si sperava. In fondo poi la speranza è l’unica cosa che resta ai poveri precari del Bel Paese visto che del tunnel non si vede la fine.

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Commenti

  • ice1980 (utente non verificato)

    E’ giusta l’osservazione dell’Assessore Caputo, ma un dubbio me lo dovete lasciar togliere. Il delegato alle politiche giovanili Luigi Menduni cosa ha detto ? Nulla ? Come potrà adoperarsi sulle problematiche giovanili ? Lo farà ? Ne sarà in grado ? Ho i miei seri dubbi, lascio al tempo l’ardua sentenza. Cmq non sono questi incontri che servono, bensì i “fatti”. Una cortesia.. per i giovani, mettiamo rappresentanti più umili e capaci. Grazie.

  • vecchio (utente non verificato)

    Condivido il parere di ice 1980 ; come é possibile aspettare risultati se mancano le capacita’ ? Sparlacchiare é una cosa fare é un’altra,e da questi colloqui non si trova nient’altro che l’idea di sviluppare il precariato (adecco).Se si continua in questo modo la gioventu’ sara’ sempre costretta a esiliarsi , come da sempre.

  • ignoto100 (utente non verificato)

    mi sembra un giusto commento, in effetti nn serve indossare sempre giacca e cravatta, ma bisogna dimostrare personalità. sveglia ragazzi!!

  • Orabasta2008 (utente non verificato)

    caro signor ice1980… è il momento di finirla di attaccare menduni sui siti… è tutta invidia? e poi menduni come me ed altri sanno chi è lei… perciò queste cose vada a riferirle direttamente… a testa alta… a testa alta… se ha il coraggio…

  • whiteblack (utente non verificato)

    NON E’ L’ABITO….. CHE FA IL CONSIGLIERE…….!!!!!

  • RonaldReagan (utente non verificato)

    un involucro vuoto se lo vesti anche con Ralph Lauren sempre un involucro vuoto rimane…..

  • Paki68 (utente non verificato)

    per Orabasta2008: non vi è alcuna ragione di risentirsi per i commenti che si esprimono sul ruolo politico del Menduni; in fondo quello che vale per il Nostro è ciò che vale per i D’Introno, Nesta, Musci, ect., ect., ect., ect., sono tutti cardi vuoti; gente che non ha alcuna conoscenza del ruolo che svolge, perchè oltre a non sapere della normativa che disciplina gli Enti Locali non ha mai letto e quindi studiato lo Statuto Comunale. SANNO SOLTANTO DI DOVERE DIRE SIGNORSI E ALZARE LA MANO.

  • vecchio (utente non verificato)

    A Corato non c’é scampo.Non basta essere inventivi. Nei maggiori dei casi nella nostra dolce e cara Città vivere per certi, sopravvivere per altri ecco le alternative:
    essere il figlio(a) di….
    essere raccomandato..
    AVERE ENORME TALENTO
    essere mariuolo….
    fare Politica…… ma ci vuol TALENTO!
    partire e vendersi altrove come sempre .Buone Feste.