Hashish per i giovani e cocaina per gli adulti: il fenomeno droga a Corato
Lo abbiamo chiesto a chi ha a che fare ogni giorno con queste problematiche: le forze dell’ordine, i gestori di locali e discoteche, le comunità di recupero ed il S.E.R.T.
In 14 (minorenni) attorno ad uno spinello di 20 centimetri. Minacciava i genitori per acquistare droga ed alcool: arrestato giovane coratino. Spaccia a bordo della sua “500“: in manette 35enne barlettano.
Sono solo alcuni dei titoli degli articoli più recenti comparsi sulle nostre pagine in cui erano protagonisti giovanissimi alle prese con il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Ma quali sono le reali dimensioni del fenomeno droga a Corato?
Lo abbiamo chiesto a chi, da diversi punti di vista, ha a che fare ogni giorno con queste problematiche: le forze dell’ordine, i gestori di locali e discoteche, le comunità di recupero ed il S.E.R.T., servizio per le tossicodipendenze.
«A Corato non vi è una vera e propria filiera dello spaccio – esordisce il comandante della stazione dei carabinieri di Corato, Maresciallo Pietro Zona – poichè coloro che spacciano sono solitamente spacciatori occasionali, consumatori che utilizzano i proventi dello spaccio per rifornirsi di droga ad uso personale.
Si tratta dunque di piccolo spaccio, difficilmente individuabile e di conseguenza problematico da reprimere. Da qui la necessità di una seria opera di prevenzione».
«Si è molto sviluppato lo spaccio, e quindi il consumo, della cocaina e delle droghe leggere (marijuana e hashish, ndr) – aggiunge – C’è un ritorno dell’eroina prevalentemente assunta dai tossicodipendenti cronici».
Da a Corato la droga da dove arriva? Chi ne sono i maggiori assuntori?
«Siamo circondati da paesi in cui lo spaccio è maggiore – afferma Zona -. I coratini si forniscono prevalentemente dalla vicina Andria.
L’uso di droghe leggere è frequente nei giovanissimi, tra i 14 ed i 19 anni. La cocaina è assunta da persone in età lavorativa, che possono permettersi l’acquisto di questa droga costosa. Non si esclude, però, che molti giovanissimi abbiano per lo meno provato l’assunzione di cocaina”.
L’utilizzo di droga, secondo quanto affermano i dirigenti della forza pubblica, ha subito un lieve incremento, soprattutto da parte di giovanissimi assuntori di droghe leggere. Da cosa dipende questo fenomeno?
«Molti ragazzini sono indotti alla droga dallo spirito di emulazione, per sentirsi grandi. Chiaramente non si possono definire questi assuntori occasionali tossicodipendenti, ma occorre sfatare dei luoghi comuni secondo i quali le droghe leggere sarebbero innocue.
L’assunzione di droghe leggere può provocare seri problemi neurologici e conseguente instabilità mentale. Assumere contemporaneamente alcolici e stupefacenti può avere effetti devastanti».
Dalla strada ai locali.
Da sempre le discoteche sono identificate come uno dei luoghi principali in cui si consumano sostanze stupefacenti.
Ne abbiamo parlato con Nicola Pertuso, socio amministrativo del Jubilee Hotel Club e Presidente degli Imprenditori dei Locali da ballo di Puglia.
«Chi fa impresa come noi – afferma Pertuso – chi lavora sette giorni su sette con 20 dipendenti, non consente nessun tipo di diffusione, consumo e spaccio di questo tipo di sostanza, questo in virtù dei principi etici dei soci. Questi fenomeni avvengono in strutture che non sono imprese.
Non voglio comunque essere bigotto. Il fenomeno delle droghe è di certo il più preoccupante per la società e per il futuro. È errato pensare che avvengano principalmente nelle discoteche e mai altrove.
Presso la sua discoteca quali sono i mezzi di prevenzione in uso?
«C’è una rigida selezione all’ingresso tramite il personale della sicurezza e i selector. Così siamo in grado di allontanare persone che si sospetta pratichino spaccio. Inoltre all’interno della discoteca c’è un circuito di telecamere che filmano tutto ciò che avviene e rendono semplice l’individuazione di comportamenti illeciti».
Crede che questo basti a tenere all’esterno il mondo della droga?
«Noi siamo attenti. La discoteca esiste dal 1993 e mai la Polizia ha arrestato qualcuno all’interno, per quanto comunque ci siano stati controlli».
Ci sono delle attività di prevenzione in tal senso?
«Lavoriamo da anni con programmi di prevenzione. Uno tra questi prende nome di “Angelo custode”: si tratta figure professionali che si confondono tra i giovani e tramite il dialogo scoprono situazioni legate alla droga, e iniziano un percorso che vada a dissuadere dall’utilizzo».
Quanto sfugge al controllo questa realtà?
«Non sono dati di cui dispongo, anche se sono certo che si tratti di percentuali preoccupanti. Ribadisco però che noi siamo un impressa, e come tale abbiamo tutto l’interesse di tenere il fenomeno lontano dalla nostra attività».
In che modo collaborano le forze dell’ordine?
«Noi allertiamo le forze dell’ordine ogni qual volta abbiamo timore che ci sia qualche soggetto sospetto. Il resto poi non lo sappiamo».
Ci sono secondo lei delle serate che maggiormente si prestano all’uso di sostanze stupefacenti?
«C’è chi pensa che sia così, secondo me non lo è. Magari si può dire che esistono droghe dei ricchi e droghe dei poveri, ma, non sono in grado di stabilirne età di utilizzo e né tanto meno quali sono le serate in cui maggiormente se ne fa utilizzo».
L’altra faccia del problema droga è quella delle comunità di recupero e del S.E.R.T. A descrivere i luoghi in cui si prova a sconfiggere le tossicodipendenze saranno domani l’Oasi2, la comunità “Girasoli” ed il S.E.R.T. di Ruvo.
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