“AB-ULI-VIA” inaugura i “Libri d’autunno”

A causa di qualche problema logistico la scenografia non è stata montata all’interno della Chiesa Matrice ma direttamente su via Duomo, creando un’atmosfera tutt’altro che banale e scontata.

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Applausi domenica sera su via Duomo per lo spettacolo teatrale dal titolo “AB-ULI-VIA”, primo evento della manifestazione libraria "Libri d’Autunno".

L’iniziativa, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Corato, d’intesa con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e la rivista culturale Pierrot, nasce con il desiderio e la speranza di avvicinare grandi e piccoli alla scoperta e alla valorizzazione della lettura dei libri, quale patrimonio di crescita intellettuale, sociale e comunitaria per le nostre genti.

A causa di qualche problema logistico la scenografia dello spettacolo “AB-ULI-VIA”, messo su da persone innamorate della loro terra e fortemente emozionate dalla bellezza delle tradizioni, non è stata montata all’interno della Chiesa Matrice come inizialmente previsto, ma direttamente su via Duomo, creando un’atmosfera tutt’altro che banale e scontata.

AB-ULI-VIA (Canto di un pensiero non potato) è la storia di chi non vuole vedere recise le proprie radici. A parlare sono anche gli ulivi secolari, insieme a tutte le generazioni che amano e rivendicano la storia del nostro passato, non così lontano.

Un’unica cosa vogliono evitare tutti: la partenza dalla propria terra in cerca di fortuna.

Gli ulivi secolari trasportati nei giardini settentrionali sono colleghi di avventura degli innumerevoli laureati costretti a lasciare il mezzogiorno in cerca di un lavoro stabile.

Lo spettacolo presentato dalla compagnia molfettese “Il carro dei cominci”, premiato come miglior testo e musica alla rassegna “La corte della formica” di Napoli nel 2005, ha raccolto un largo consenso del pubblico, richiamando temi tipici della nostra terra, e problematiche vicine a molti.

Tre attori e tre momenti: il primo, interpretato da Felice Altomare, presenta una figura grottesca di un contadino pronto a subire violenze fisiche pur di salvare un ulivo secolare.
Il secondo, con Rosa Tarantino, illustra i pregiudizi che si hanno nei confronti dei contadini.

Il finale, intensamente recitato dallo stesso autore Francesco Tammarco, parla dei giovani meridionali emigranti.

Lo spettacolo unisce alla recitazione le immagini della nostra terra e dei nostri ulivi riprese dalla casa di produzione Morpheus di Michele Pinto. Tutto ciò a fare dello spettacolo un mix di natura, passione, tradizione e cultura. Non mancano i riferimenti all’arte e alla letteratura. Forte è il richiamo a principi di fede. Dagli ulivi della Puglia all’orto dei Getsemani: nello spettacolo trovano spazio anche un forte richiamo alla fede autentica, e a personaggi come Tonino Bello e Salvemini.

«Non c’era migliore inizio per “Libri d’autunno” – spiega Giuseppe D’introno, consigliere comunale delegato alla cultura – visto che il tema conduttore scelto per questa prima edizione 2008 è il viaggio inteso come scoperta, come attitudine alla conoscenza dei luoghi del mondo sensibile».

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Commenti

  • Plinio (utente non verificato)

    tutto molto bello,ma quando incominciamo a parlare dei veri problemi della città,tipo Lavoro,Sanità,Scuola,quando vedremo i due consiglieri della maggioranza D’Introno e Menduni calarsi fra le problematiche che quotidianamente attanagliano la gente,o forse uno è preso dai libri e l’altro da quale completo di alta moda deve indossare…meditate gente,meditate.