Federalismo padano: «i rischi per l’economia e la sanità pugliese»
Secondo dibattito all’interno della Festa Democratica.
L’on. Francesco Boccia e l’on. Gero Grassi affrontano il tema durante il secondo dei tre incontri previsti per la “festa democratica”.
In occasione della “Festa Democratica”, che alterna alle esibizioni musicali di gruppi emergenti nel territorio dibattiti sui temi più controversi dell’attualità, si è svolto presso la Biblioteca comunale il secondo dei tre incontri programmati.
Questa volta il Partito Democratico, nella figure dell’on. Francesco Boccia e dell’on. Gero Grassi, Deputati della Repubblica per la circoscrizione Puglia, ha incontrato l’uditorio coratino sul tema: “federalismo padano: i rischi per l’economia e la sanità pugliese”.
Argomento, questo, realmente complesso e controverso. In prima battuta per lo stesso Partito Democratico che, come introduce l’on. Boccia, “ha reso necessario il seminario interno del 3 luglio per sanare contraddizioni anche interne al partito”. Occasione che ha portato, oggi, a “una posizione figlia di valutazioni puntuali e non pregiudizievoli sulla bozza Calderoli”.
Il Deputato del Partito Democratico introduce il discorso attraverso il criterio generale per cui “quando si organizza una forma di federalismo di solito l’obiettivo è unire il Paese, in questo caso un Paese già unito da tempo. Il DDL Calderoli lascia pensare che le motivazioni di questa riforma siano puramente economiche”.
“Sfatiamo un mito, poi: non è vero che tutta la spesa pubblica è dovuta al Mezzogiorno. Per fare un esempio, 2/3 dei costi dell’Università si devono al Nord. Se facciamo il calcolo della spesa pubblica lorda il Sud dovrebbe ricevere, risulta in credito”.
La parola passa all’on. Gero Grassi che si dichiara “non pregiudizialmente contrario a una forma di federalismo fiscale che tenga conto del criterio di perequazione. Invece il Partito Delle Libertà è riuscito a vendere il progetto presentato a Nord come plusvalore per il Nord, a Sud come plusvalore per il Sud. Com’è possibile?”.
Non tutta la responsabilità è del centrodestra, tuttavia. “Noi non siamo stati capaci di imporre la questione meridionale nella sua complessità”. E’ per questo che adesso l’on. Grassi “auspica in uno scatto di dignità e di orgoglio della gente del meridione per ampliare i propri diritti e contrastare un federalismo fiscale che, invece di garantire i fondi strutturali al mezzogiorno, ci depreda delle poche risorse che abbiamo”.
La parola torna all’on. Boccia per analizzare il dato di 400 enti locali in stato di disastro finanziario, 300 dei quali nel Mezzogiorno e un buon numero della cifra che resta, al Centro.
“Noi, cioè le classi dirigenti, abbiamo il compito di imporre nuovi doveri ai comuni del Sud. Questa situazione dipende dalle amministrazioni locali e da un economia dopata. La classe politica meridionale ha delle forti responsabilità, in merito”. Porta qui l’esempio di Taranto, dove “l’amministrazione ha pesantemente abusato dei fondi pubblici”.
Conclude: “quanto al federalismo, in un Paese serio i bisogni indispensabili devono essere coperti ovunque a prescindere dal ceto sociale e dalla regione d’appartenenza”.
Si passa così alla proposta di sostituire il “costo storico” con i “costi standard”, ribadita nella bozza Calderoli. La questione è stata sollevata dall’avv. Concetta Bucci, moderatrice dell’incontro insieme a Toni Tota.
L’on Boccia risponde: “Dobbiamo dire no alla standardizzazione dei costi. Non possiamo trattare la sanità sulla base dell’economia e non della qualità del servizio offerto, né trattare situazioni diverse come fossero la stessa cosa. Calderoli vuol trattare con gli stessi mezzi problemi in luoghi e situazioni diverse, senza tener conto dell’art.3 della Costituzione”.
Qui cita una parte del recente discorso di Ted Kennedy a Barack Obama: “la sanità è un diritto per tutti e non un privilegio per i ricchi”. Continua: “è un problema che ancora non abbiamo, in Italia, ma già oggi Berlusconi parla di privatizzazione degli ospedali italiani”.
La soluzione per l’on. Grassi è una sola: “uno scatto d’orgoglio”. Uno scatto d’orgoglio per “ampliare i diritti del mezzogiorno, i quali dovranno essere accompagnati da una forte, fortissima presa di coscienza dei doveri”.
Commenti
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Questo è quanto riguarda la Sanità. Poi quando si promuoverranno altri dibattiti sulla scuola, sulla polizia, sui trasporti ecc.ecc. per spiegarci di come sarà questo benedetto federalismo che tanto decantano allora ci sarà da ridere.Vorrei sentire al proposito qualcuno che sostiene la bontà della bozza Calderoli.
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fammi capire, per te dobbiamo rimanere con lo stato centralista???per quale motivo la Germania va molto meglio di noi?gli stati uniti per qual motivo hanno una macchina amministrativa migliore della nostra,fammi sapere.
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Il federalismo fa 90…come la paura!! La paura di pagare le tasse al sud!! Le tasse al sud….queste sconosciute…!
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Mi dispiace ma non è questo il modo di argomentare problemi di questa portata.Innanzi tutto bisogna che ci spogliamo di ogni ideologia politica,poi bisogna iniziare a vedere con molta serenità quello che conviene di più al nostro fabbisogno. Questo non vuol dire che al Sud non paghiamo le tasse o che non vogliamo che la macchina amministrativa non funzioni.
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Poi ,caro Plinio, i motivi per cui la Germania và molto meglio dell’Italia,certamente non vanno solo cercati nell’ federalismo.Per quanto riguarda gli Stati Uniti avrei delle serie riserve sull’andamento ultimo della loro economia.
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il sistema federalistico tedesco da sempre è stato considerato il migliore in Europa,quello statunitense è il migliore in assoluto,l’economia in america va male per via dell’onda anomala dei mutui,non certamente per via di una macchina estremamente collaudata come quella amministrativa…







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