«DPP, manca l’”indirizzo” del Consiglio Comunale»
Lo dicono i Socialisti che sull’argomento formulano osservazioni e proposte inviate anche al Presidente del Consiglio Comunale.
Si fa più intenso il dibattito sul D.P.P., Documento Programmatico Preliminare.
Dopo il secondo intervento dell’A.I.C., Associazione Imprenditori Coratini, arriva un punto di vista politico. E’ quello del Partito Socialista, che formula osservazioni e proposte sul documento che porterà alla stesura del P.U.G., il Piano Urbanistico Generale della città.
«Il DPP – scrivono i Socialisti – soffre di un peccato originario rappresentato dall’assenza di un Atto di Indirizzo della Giunta o del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto indicare, prima dell’avvio del percorso progettuale, gli obiettivi generali, le problematiche e le peculiarità più evidenti che investono il territorio comunale, la forma del Piano, il processo di costruzione dello stesso.
L’Atto di Indirizzo che, a mente di quanto previsto dal DRAG nella parte relativa all’avvio del procedimento, avrebbe dovuto essere trasmesso alla Regione, alla Provincia, ai Comuni limitrofi ed agli Enti chiamati ad esprimere
parere sul PUG adottato, in effetti non è stato elaborato, pur rivestendo una funzione essenziale nel processo di redazione del DPP e successivamente del PUG.
Con l’Atto di Indirizzo, infatti, l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto indicare, previa acquisizione dei dati relativi al sistema dei servizi ed a quello insediativo, infrastrutturale, ecologico e ambientale, le scelte di tipo strutturale e programmatico in grado di garantire l’uso corretto del territorio e delle sue risorse, in modo da preservarne la disponibilità in favore delle future generazioni.
Più in particolare, l’Atto di indirizzo avrebbe dovuto porsi l’obiettivo di:
– lanciare una sfida urbanistica, per conferire una dimensione culturale, sostenibile, sociale ed economica al sistema urbano in tutte le sue componenti, su un territorio da riscattare dall’atavica precarietà idrogeologica;
– presentarsi come piattaforma di dibattito al confronto con la cittadinanza, con gli Enti erogatori di servizi, con i Comuni limitrofi, con la Regione e con la Provincia.
E’ mancato il “concerto” con l’Amministrazione Provinciale.
Uno degli obiettivi fondamentali del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) – si dice nello specifico documento approvato dall’Amministrazione provinciale – sta nel coordinamento delle politiche urbanistiche locali. “La totale assenza di coordinamento delle previsioni urbanistiche comunali produce –continua il documento- diseconomie negli investimenti, inutile consumo di suolo, se non vere e proprie conflittualità tra previsioni di natura profondamente diverse in territori limitrofi, in particolare per talune previsioni, come ad esempio per le aree produttive.
Il PTCP può indirizzare verso il coordinamento delle previsioni comunali o promuovere la formazione di insediamenti concertati tra amministrazioni comunali, facilitando, dunque, l’avvio di pratiche di copianificazione”.
Un siffatto “orientamento” non traspare dalla bozza del DPP, quando invece si sarebbe potuto puntare su scelte in grado di coinvolgere i Comuni di Ruvo, Bisceglie e Terlizzi per promuovere politiche territoriali comuni volte alla realizzazione di nodi specializzati sovracomunali: centro Congressi, Centro o Parco Commerciale, Centro Intermodale e aree attrezzate per l’autotrasporto, Centro servizi, reti idriche, ecc.
La localizzazione di siffatte strutture a ridosso della nuova bretella potrebbe, tra l’altro, prevedere il coinvolgimento di parte del territorio del Comune di Ruvo e di Bisceglie.
V’è di più: un DPP e un PUG non possono semplicemente disegnare un’area per gli insediamenti produttivi, senza prefigurarne e specificarne la destinazione puntuale in modo da favorire un mix virtuoso tra ambiente, servizi, infrastrutture civili, sportive e ricreative, senza, cioè, porsi come strumenti utili per “orientare politiche, programmi e azioni di sviluppo economico e sociale”. Quale rapporto è possibile stabilire, oggi, tra le previsioni del DPP ed il disegno di legge “Industria 2015” varato dal Governo nazionale il 22 settembre 2006 e le cui previsioni sono state recepite nella legge finanziaria 2007?
E’ difficile immaginarlo. Industria 2015 fissa le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, introduce un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie, coniuga sviluppo e tutela dell’ambiente ed introduce nuove categorie di aiuti finanziari, come quelli per l’innovazione di processi e l’organizzazione nei servizi, per la creazione di poli di innovazione, per i servizi di consulenza e di supporto all’innovazione, per la formazione di figure dirigenziali, ecc.
Di tanto non è cenno del DPP.
Per concludere: il DPP sembra annunciare un PUG di vecchio stampo, tutto incentrato sull’edilizia abitativa ed industriale e non invece sulla “trasformazione” della città, con riferimento al recupero ed alla riqualificazione, al verde, alle politiche energetiche, all’assetto idrogeologico, alla tutela ed alla valorizzazione del territorio inteso come insieme di ambiente, paesaggio, patrimonio culturale e fucina di sviluppo economico e sociale.
D’altra parte, quando si parla di incremento di edilizia abitativa, non si offrono indicazioni circa:
– la localizzazione delle aree di espansione giustificata anche dalla struttura morfologica del territorio;
– la percentuale di verde da realizzare;
– il materiale ecocompatibile da utilizzare secondo le norme CEE;
– la previsione di certificazione tout court e quella energetica in particolare degli edifici (vedi decreto agosto 2005);
– la previsione di microgenerazione energetica termica ed elettrica (pannelli solari termici e fotovoltaici o altri sistemi del genere). E quindi la previsione di aree per la produzione di energia per lo stesso edificio o per complessi residenziali.
Non v’è cenno, tra l’altro, ad un possibile Piano del Verde che ipotizzi la realizzazione di una cintura verde intorno alla città, la piantumazione di nuovi alberi che colleghino la periferia al centro, il potenziamento del verde scolastico affidato all’inventiva, alla progettazione ed alla cura degli stessi alunni e studenti, in modo da sviluppare in loro l’educazione ambientale e la conoscenza della biodiversità della città.
Non si rileva, inoltre, alcun riferimento al PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) approvato con delibera della G.R. n. 827 dell’ 8.06.2007, ben prima della seconda edizione del DPP. Piano Energetico che prevede, tra l’altro, la riduzione delle fonti energetiche ad alto impatto ambientale, per promuovere quelle rinnovabili, ed impone ai Comuni l’approvazione e l’inserimento nel PUG del “Piano per l’illuminazione a basso impatto ambientale e per il risparmio energetico”.
Insufficiente appare l’analisi dell’assetto idrogeologico del territorio, scarsi gli approfondimenti sulle indicazioni del PAI e vaga la delimitazione delle aree a rischio che sarebbe opportuno riportare su mappe catastali.
Manca una precisa indicazione di terapia volta a sanare le ferite inferte al territorio, né si comprende per quale via si potranno colmare le carenze pregresse in fatto di aree per servizi e per attrezzature collettive.
Non sono evidenziate le realizzazioni in difformità del PRG, con particolare riferimento alle aree e alle opere insediate abusivamente, distinguendo tra quelle sanate e quelle non sanate.
Non v’è cenno alcuno alla conferma del vincolo, peraltro già palesemente violato, di inedificabilità assoluta nell’area di rispetto cimiteriale, come previsto dall’art. 338 del R.D. 1265/1934 e dall’art. 57 del DPR n. 285/1990, vincolo posto a tutela di interessi pubblici che coincidono con esigenze di natura igienico-sanitaria, con la salvaguardia della sacralità dei luoghi, oltre che con la possibile futura espansione della cinta cimiteriale. Né v’è alcun riferimento al Piano Regolatore Cimiteriale ed alla opportunità di rivederne le previsioni.
Allo stesso modo, sfugge al “Documento” l’avvenuta, anche se non condivisa da una parte del Consiglio Comunale, approvazione del PIRP del quale, in caso di finanziamento, si ignorerebbero gli effetti sull’assetto di una parte del territorio e sulla dotazione di edilizia pubblica e privata.
In sintesi: è un DPP fermo al sistema delle conoscenze, peraltro datate e circoscritte, privo di obiettivi, sia pure generici, in termini di assetto territoriale e di sviluppo socio-economico. Un DPP che, prescindendo da un’analisi ricca ed aggiornata delle peculiarità ambientali, socio-economiche e operative, si espone al rischio di prefigurare un PUG caratterizzato da “acritica e astratta applicazione di metodi ed indirizzi operativi indifferenziati (come quelli che si richiamano alla delibera di G.R. n. 6320/1989) e al prevalere della logica della conformità e dell’adempimento su quella che fa scaturire le scelte di assetto urbanistico comunale (o intercomunale) da un sistema di conoscenze ricco ed aggiornato e da interpretazioni delle dinamiche di trasformazione locali e dei relativi rischi ed opportunità…” (Premessa DRAG).
Sulla scorta delle osservazioni che precedono, osservazioni mosse da spirito sinceramente costruttivo, in considerazione delle responsabilità verso le future generazioni che incombono su tutti gli Amministratori, il Partito Socialista di Corato, ad integrazione del DPP ed in vista della elaborazione del PUG (Piano Urbanistico Generale), presenta le seguenti
Le proposte
A) Contenere il consumo della “risorsa suolo”, per privilegiare, in sintonia ed in applicazione del Piano Casa di cui all’art. 11 del D.L. n. 112/2008, il completamento del tessuto edificato e prefigurare interventi di ristrutturazione urbanistica, al fine di migliorare la viabilità, la dotazione di parcheggi, di servizi e di verde pubblico e di garantire la tutela degli aspetti storici ed architettonici del settore circolare compreso tra lo Stradone e l’estramurale;
B) Arginare il fenomeno della desertificazione, partendo dalla conoscenza puntuale di informazioni e dati relativi alle risorse idriche locali superficiali e sotterranee, in modo da poter approntare una “Carta dell’Acqua” o un Regolamento sull’uso e la tutela delle risorse idriche in grado di disciplinare:
• il recupero e lo stoccaggio delle acque meteoriche da destinare ad usi igienici, innaffiamento, ecc., nella nuova edilizia abitativa pubblica e privata e nelle aree destinate a verde urbano pubblico e privato;
• la captazione e l’uso delle acque sotterranee;
• il riutilizzo delle acque depurate;
• l’uso di dispositivi e l’adozione di buone pratiche domestiche per un uso sostenibile delle risorse idriche.
C) Confermare o modificare il Piano infrastrutturale della mobilità, assegnando una funzione di snodo primario all’estramurale e prevedendo, ove possibile, percorsi ciclo-pedonali;
D) localizzare adeguate quantità di edilizia abitativa sociale ed incentivare il mercato della locazione;
E) restituire significato e dignità alle periferie ( Belvedere e “California”, ma anche quelle integrate nel tessuto urbano, come il settore compreso tra Via Di Vittorio , Via Imbriani e Corso Mazzini, tra Via Di Vittorio e Via Dante, tra Via Imbriani e Via Carmine, tra Vai Ruvo e Via Gravina) che denunciano condizioni di grave insicurezza, di scarsa vitalità, di carenza di strutture, di servizi pubblici, di piazze e di spazi di aggregazione sociale laica.
F) individuare le direttrici localizzative della crescita industriale, artigianale e commerciale, privilegiando il completamento delle zone D1 e D2, nonché le fasce che fiancheggiano la S.P. 231, vetrina ideale per le attività manifatturiere e di trasformazione dei prodotti locali;
G) definire forme di governo del territorio agricolo volte a disciplinare, sul piano quantitativo e qualitativo, la realizzazione di infrastrutture e di edilizia rurale e ad innescare economie di tipo integrato per dare spazio a processi virtuosi di cooperazione, come previsti dal Piano europeo di Sviluppo rurale, per la tipizzazione e la valorizzazione dei prodotti tipici locali -oltre che la diversificazione produttiva – in uno con la tutela dei manufatti in pietra (casette, trulli e muretti in pietra) e la riscoperta della funzione essenziale delle masserie intese sia come presidi insostituibili per il rilancio della zootecnia e dei prodotti lattiero – caseari, sia come possibili mete di turismo sostenibile;
H) dare applicazione alla Legge Regionale n. 14/2007, per la tutela e la valorizzazione degli alberi di ulivo monumentali, anche “isolati”, in virtù –come recita l’art. 1 – della loro “funzione produttiva, di difesa idrogeologica ed ecologica, nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale”, disciplinandone il reimpianto in aree prestabilite in caso di svellimento per pubblica utilità;
Se il DPP deve rappresentare un documento di prima definizione degli obiettivi progettuali del PUG (vedi DRAG), è necessario che la sua elaborazione sia arricchita dal contributo di professionalità che non si possono pretendere esclusivamente in capo al progettista incaricato. Parliamo del contributo specifico e qualificato che al nuovo PUG potrebbero offrire docenti o esperti affermati in materia di:
– Scienze ambientali;
– Diritto urbanistico;
– Economia territoriale;
– Geologia urbana;
E’ opportuno, infine, che il DPP faccia riferimento ad una indicazione, sia pure programmatica, circa:
– l’eventuale applicabilità “in toto” del rimodulato programma di settore della maggioranza di centrodestra;
– i distacchi, le distanze dalle strade, l’ altezza massima e la tipologia architettonica da rispettare in caso di demolizione- ricostruzione di fabbricati ricadenti nella zona B1 del vigente PRG;
– la localizzazione definitiva del Mercato Settimanale;
– la realizzazione della sede unica degli Uffici comunali;
– il trasferimento della centrale TELECOM da Via Boccherini in zona F;
– l’eventuale attualità del Contratto di Quartiere relativo al Rione Belvedere;
– l’eventuale attualità del Piano delle Mobilità urbana;
– l’adozione di un Piano del colore delle facciate esterne dei fabbricati;
– l’adozione di un Piano delle insegne pubblicitarie;
– l’adozione di un Regolamento che disciplini la realizzazione di impianti fotovoltaici o di altre fonti energetiche rinnovabili sul territorio comunale, in modo da superare l’improvvido e pilatesco dispositivo della Delibera di Giunta Comunale n. 90 del 19.06.2008;
– la localizzazione di eventuali progetti di arredo urbano;
– il rinnovo delle targhe stradali e della numerazione civica;
– l’introduzione di incentivi per il rinnovo delle facciate di palazzi in stato di particolare degrado fisico ed estetico;
– La localizzazione di un complesso Polivalente per la Scuola Secondaria di 2° Grado e di siti per il trasferimento di altre strutture di Scuola Secondaria di 1° Grado all’interno del medesimo bacino di utenza, per assecondare le nuove tendenze dei percorsi scolastici e la flessibilità della popolazione scolastica;
– L’eventuale elaborazione di un Piano del Verde;
– L’eventuale adozione di una Carta dell’acqua;
– Le modalità di intervento nelle aree “disagiate” del tessuto costruito ( P. di R. – Piani plano volumetrici – permessi singoli, ecc.)
Commenti
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A proposito della zona via vecchia bisceglie, vorrei ricordare ai nostri cari amministratori che i proprrietari di molte particelle pagano l’ici da un decennio in questa zona.In quanto parte di questa zona è già stata destinata a zona industriale insalubre e parte a zona industriale per grossi insediamenti.
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[…] Che grazie all’esistenza del ponte di via Lama di Grazia(molto basso e stretto) l’accesso a detta zona è consentito solo con dei carretti!!Concludendo, non essendo un tecnico ma solo uno che paga l’ici, suggerirei all’A.C. di fare chiarezza a 360° gradi su questa zona e se non ci sono sviluppi in futuro, fare in modo che non si paghi più l’ici.Grazie e scusate il disturbo.
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suggerimento al sindaco perrone: il tuo slogan era e rimane mi do al fare. quindi signori socialisti non fate perdere tempo al sindaco di leggere simili “romanzi”. troppe chiacchiere e poco contenuto pratico.
vai perrone!







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