Cultura: il volto e le maschere secondo il prof. Vangi
“Il prof. Bucci forse salva la Commissione perché gli ha erogato un buon finanziamento per la stampa di un volume di recente pubblicazione?”
Riceviamo e pubblichiamo la replica del prof. Franco Vangi, presidente della Consulta della Cultura, all’intervento del prof. Gaetano Bucci pubblicata qualche giorno fa su queste pagine.
«Non vorrei affondare nelle sabbie mobili della polemica, ma non sono disposto a porgere l’altra guancia di fronte alle accuse di chi pare elevarsi a nuovo profeta e inquisitore della politica e della cultura locale.
Il prof. Bucci, salito su di un pulpito di “cartone”, mette il dito sulla piaga da cui pare originino tutti i mali della Cultura e dell’intera società coratina…quale piaga? Il prof. Franco Vangi, presidente della Consulta della Cultura.
Non intendo, a mia volta, dare importanza maggiore del dovuto a talune metafore del prof. Bucci, ma mi si spieghi perché un presidente della Consulta dovrebbe “abbaiare” o addirittura “mordere”?
Forse, Bucci vuole significare “andare contro”? Criticare per partito preso o per fanatismo ideologico? Molti conoscono la mia collocazione politico-culturale, non partitica, ma è mio costume, da sempre, il dialogo con tutti al di là di recinti ideologici che spesso diventano “prigioni” in mentalità settarie come quella che traspare nell’argomentazione di Bucci-Inquisitore.
Argomentazione? Non mi pare sia rigorosa: lascia spazio a contraddizioni, oltre che a un sorta di “risentimento” attribuibile non so a che cosa.
Ed ecco la mia replica punto per punto.
Innanzitutto, se il prof. Bucci valuta come complessivamente negativa l’azione culturale della nostra città, non si vede perché sembra esentare da ogni colpa la “Commissione Cultura”, cioè l’organismo più direttamente politico con maggiori poteri decisionali, e scaglia l’anatema contro la Consulta della Cultura che, appunto, è solo consultiva e priva di competenze decisionali. Forse salva la Commissione perché gli ha erogato un buon finanziamento per la stampa di un volume di recente pubblicazione? Bella etica: tieniti buoni chi conta e botte da orbi a chi non conta!
I verbi “abbaiare” e “mordere” li correggerei con “persuadere” e “illuminare”. Idealismo? Forse. Ma appunto la Consulta non può travalicare, istituzionalmente, le funzioni che le sono attribuite, a meno che – come sarebbe auspicabile- non si procedesse ad una riforma del regolamento e ad una articolazione di funzioni più incisive. Insomma, la Consulta conta poco e poco può fare. E allora perché assumerne la carica di presidente? Per spirito di servizio, netto e disinteressato, pur sapendo di attraversare un terreno accidentato di inveterati individualismi nei singoli, nelle associazioni culturali, negli “intellettuali”, nei politici, negli imprenditori e in tutte le articolazioni della società locale: insomma quella difficoltà di coesione e quella resistenza a fare sistema che è difetto atavico della società meridionale, come tutti sappiamo (tranne forse il prof. Bucci).
Nell’ultima riunione della Consulta fu partorita qualche “ideuzza”? (secondo l’espressione del Nostro) in quell’occasione fu proposta un’idea alquanto creativa di un organismo che, al di fuori delle pastoie e freni statutari, affiancasse la Consulta e l’intera amministrazione: il “forum dei talenti”, secondo la linea del sociologo francese Attali, un organismo informale, ma degno di fede e di stima costituito dalle migliori intelligenze locali, al di fuori di partiti e steccati ideologici.
Il prof. Bucci si augura che i politici “tengano in serio conto le indicazioni che possono arrivare da organismi consultivi liberi ed indipendenti”…appunto è la logica del dialogo e non dell’”abbaiare” e del “mordere”.
E che dire della bella idea dell’avv. Sergio Lagrasta, denominata “ La Cultura scende in piazza” esaltata dal Bucci? …appunto, solo un’idea, con un titolo efficace, ma non un progetto concreto. In contraddizione poi si qualifica come “fantomatico” il progetto “La Luna nell’Uliveto” che pure ha un bel titolo e che comunque, almeno in parte, è stato realizzato da molte scuole coratine e da una minoranza delle associazioni culturali. Quel progetto non è stato capito in toto per difetto di comunicazione, per insensibilità, per scarsa riflessione da parte di chi ha potere: l’Amministrazione Comunale, ma non soltanto, l’imprenditoria locale che preferisce “spettacoli leggeri”, insomma tutti coloro che hanno potere decisionale. Ma questo non è un limite della Consulta ma della società coratina e non saranno certo gli anatemi del prof Bucci a modificare “le regole del gioco”.
Tanto potrei argomentare, come, ad esempio, la doppia personalità del prof. Bucci che indossa la maschera dell’Inquisitore quando è opportuna una vernice ideologico vetero – marxista e quella del cerimonioso “Pulcinella” quando c’è da vendere qualche copia in più dei suoi fecondi lavori.
Un consiglio: getti via le maschere di Inquisitore e di Pulcinella, eserciti un po’ di saggia riflessione o se ne stia in silenzio».
Commenti
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Seguirà adesso una replica di Bucci? E Coratolive continuerà a dare spazio a tutto questo?
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Dai, ora non litigate. Gli interessi in gioco in questi anni di amministrazione Perrone erano e sono troppo alti per voi, menti (troppo) auliche. Il burattinaio sorride sotto il palco. Il burattinaio, ancora una volta, è riuscito ad applicare il metodo “dividi e comanda”, metodo che rafforza la propria leadership ma deteriora la società.
Fino all’implosione totale. -
Che tristezza questi scambi di opinioni “culturali” …
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Mitico Prof Vangi!!!
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Potreste aggiungere qualcosa al Vostro bagaglio culturale leggendoVi il Testo Unico degli Enti Locali?
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la categoria dei professori è la meno indicata per parlare di cultura.
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vangi sei sempre il nostro eroe!!! by un’ex liceale







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