Presentato alla Regione il P.U.G. della prossima Corato

La Redazione
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Con una delibera consiliare dello scorso 26 febbraio, il Consiglio Comunale, dando il via ad una serie di progettualità, ha adottato il Documento Preliminare Programmatico (DPP) del Piano Urbanistico Generale (PUG), a conclusione di un complesso ed intenso percorso partecipativo con l’intera cittadinanza e le sue articolazioni.

Allo scopo di coinvolgere ulteriormente la comunità cittadina nella definizione delle linee di sviluppo del territorio, facendo seguito al percorso già avviato, l’amministrazione comunale ha organizzato un terzo ciclo di partecipazione civica alla formazione del nuovo strumento urbanistico generale.

Incontri che il 25 giugno e il 9 luglio scorso, sono stati organizzati presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale, con le organizzazioni del volontariato, le Consulte Comunali per lo Sport e la Cultura, i tecnici, le associazioni di categoria, i sindacati, le organizzazioni di rappresentanza e un numero “sparuto” di cittadini. Questa, in breve la storia, che ha preceduto ad una conferenza di “copianificazione”, prevista da una legge regionale, per la redazione definitiva del Piano Urbanistico Regionale.

Un incontro, svoltosi nella sede regionale dell’assessorato all’Assetto del Territorio, che si può definire come il primo passo ufficiale, tra Regione e Comune, per la definizione conclusiva del prossimo P.U.G. della città di Corato. All’incontro barese, presieduto dall’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, e dal Sindaco di Corato, Luigi Perrone, hanno partecipato il dirigente dell’ufficio comunale, Giuseppe Amorese, il funzionario del S.UA.P. Giuseppe Sciscioli, il progettista incaricato dal Comune per la redazione del PUG Arch. Nicola Fuzio, l’ arch. Maria Teresa Cuonzo, il geom. Gianluca Savino, l’ing. Michele Rainone, il geologo Michele Mangialardi, l’arch. Francesca Radina della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, l’arch. Benedetta Radicchio dell’ARPA Puglia, l’avv. Antonio Di Lollo del Comune di Bisceglie, l’ing. Gennaro Casciello del Comune di Ruvo di Puglia, la dr.ssa Viviana Fox dell’ATO.

Durante l’apertura dei lavori, l’assessore regionale, Angela Barbanente, ha evidenziato come Corato è stata, tra le città pugliesi, fra le più attive nell’applicazione dei principi fondamentali del DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale). Dopo i saluti del Sindaco di Corato, l’architetto e redattore del PUG, Nicola Fuzio, ha illustrato i contenuti del DPP.

Un progetto che la Sopraintendenza, attraverso l’arch. Francesca Radina, ha voluto evidenziare nella parte archeologica.

“Il Comune di Corato – ha detto la Radina – è fra i pochi Comuni della Regione ad aver acquisito aree archeologiche (Dolmen, Necropoli di San Magno). Auspico, quindi, che il PUG contenga una precisa ricognizione di tali aree e di elementi architettonici ed archeologici rilevanti”.

Anche l’A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) ha voluto esprimere il suo parere sul progetto presentato dall’amministrazione coratina.

“Auspico e raccomando – ha detto l’arch. Benedetta Radicchio – un maggiore approfondimento degli elementi sull’ambiente. Nel contempo assicuro la piena disponibilità della nostra Agenzia verso il Comune di Corato”.

Dopo questi incontri, la cittadinanza avrà la possibilità di intervenire su questo progetto, sino a metà settembre, rivolgendosi direttamente agli uffici comunali, in modo da poter assicurare al nuovo sviluppo della città, un pieno coinvolgimento che spetta sì ai politici deputati da loro stessi, ma che possono trovare nelle istanze o chiarimenti degli stessi cittadini, un modo democratico di partecipazione.

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Commenti

  • motormaster (utente non verificato)

    Sembra un piatto pronto…..o ti mangi sta minestra o ti butti dalla finestra..altro che coinvolgimento della cittadinanza….a buon intenditor…

  • MicroBit (utente non verificato)

    Quello che non dicono e che alla riunione erano assenti, chissà perché, i tecnici dell’Autorità di Bacino e che i pareri non erano di gusto (leggi ARPA), ma andavano obbligatoriamente espressi perché si trattava di una conferenza di servizio.
    Qualche Tecnico dei Comuni limitrofi ha fatto anche qualche commento scherzoso … “Corato è l’unica città in cui si può costruire nelle lame e in zona agricola si possono fare anche 4 piani”… Alle persone di cultura e coscienza le valutazioni …

  • werty (utente non verificato)

    Alla regione non sanno che dopo tutti quei permessi di costruire in zona Oasi, al prossimo nubifragio via Castel del Monte diverrà un fiume in piena. La colpa è del comune che permette tutti questi scempi, ma anche dei cittadini che cercano sempre di aggirare le regole.

  • altroChe (utente non verificato)

    l’amministrazione ha preso per il di dietro tutti ,.,.è continuerà a farlo

  • sarcasmo (utente non verificato)

    caro microbit, certamente quello che dici è giusto. posso anzi sono d’accordo con te per le lame, ma grazie agli indici di edificabilità che abbiamo in zona agricola molti nostri concittadini sono riusciti ad avere una casa. e anche grazie a questa politica i prezzi del mercato immobiliare del nostro comune sono molto calmierati rispetto ad altre realtà limitrofe (vedi Ruvo) dove le case sono vendute agli stessi prezzi di Milano zona Via Montenapoleone

  • piy79 (utente non verificato)

    Sarcasmo a Ruvo le case costano così tanto non perchè non ci siano posti dove costruire ma xchè si è scelta una strada (i comparti) di difficilissima attuazione pratica (ora sembra che qualcosa stia cambiando). Gli indici di edificabilità sono sì diversi ma non in chissà quali proporzioni. I prezzi quindi (anche se da noi non si costruirebbe mai sulle lame) dipendono soprattutto dal numero di abitazioni di nuova costruzione disponibili sul mercato che è da voi è di gran lunga superiore.

  • MicroBit (utente non verificato)

    Caro “sarcasmo” quando capiremo che in questa città le regole sono le regole e basta, forse, dico forse vedremmo dove sta andando questa città. In campagna si fanno i locali per mettere gli attrezzi agricoli (e non i palazzi con gli ascensori), in città i fabbricati per abitarci e nelle zone industriali o artigianali le aree produttive. Se poi ogni volta alla regola deve esserci l’eccezione (che a sua volta diventa la regola) allora non va bene.