Esami di laboratorio: in estate solo in Ospedale

La Redazione

A causa di una convenzione stipulata con la Regione Puglia 10 anni fa, i laboratori sono costretti a chiudere per non fatturare

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Si potrebbe avvicinare a breve uno stop agli esami clinici convenzionati nei laboratori di analisi privati che produrrebbe un super lavoro per la struttura pubblica.

Questo è quanto potrebbe accadere a Corato fra alcuni giorni a causa del raggiungimento del tetto di spesa da parte dei laboratori che continuando a svolgere le analisi cliniche in convenzione, non sarebbero più rimborsate dalla regione Puglia.

Una situazione che si ripete già da qualche anno e che causa, nei mesi di Luglio e Agosto, la totale chiusura dei laboratori per evitare di raggiungere prima del 31 dicembre il tetto previsto dalla regione.

Quest’anno il limite, per molti laboratori, sta per essere raggiunto molto prima della fine dell’anno e così i titolari dei gabinetti di analisi privati, potrebbero cessare quasi totalmente, le loro analisi convenzionate con l’azienda sanitaria.

Una situazione che non deriva dalla voglia e dalla possibilità di fare lunghi viaggi o di riposarsi per il tanto lavoro accumulato durante l’anno, si tratta invece di una chiusura forzata per non andare incontro a delle perdite a carattere economico. Questa chiusura contemporanea dei laboratori privati mette in crisi quello pubblico.

La chiusura dei laboratori privati pone anche un problema logistico. “Bisogna pensare agli anziani, dice il signor Umberto Lotito ultrasettantenne, che soprattutto in questo periodo non trovano nessuno che li accompagni all’Ospedale che dista 1,5 km. dal centro abitato.

Quindi potersi rivolgere ad una delle tre strutture convenzionate del paese, potrebbe rappresentare una valida soluzione, ma invece in questo periodo sono tutte chiuse”. Ma come mai succede ciò?

«Dal 1998 – spiega uno dei biologi coratini – la Regione Puglia affida ad ognuno dei laboratori dei tetti di spesa per i rimborsi, che non si possono superare, a cui negli ultimi anni si sono aggiunti altri vincoli, naturalmente peggiorativi sia per noi e sia per gli utenti. Questo vuol dire che se un laboratorio di analisi supera il tetto previsto, non potrà ottenere il rimborso, una situazione che ha portato i laboratori di Corato, ma crediamo di tutta la regione, ad accumulare diverse decine di migliaia di euro perdite che la Regione non rimborserà».

La legge regionale prevede, infatti, che sulla base dei fatturati denunciati nel 1998, la spesa per gli anni a seguire doveva essere sempre quella, tranne qualche piccolo ritocco percentuale.

«Negli ultimi anni, invece, la popolazione si è sempre più spinta verso i privati e quindi aumentando la richiesta è cresciuta anche il nostro fatturato.

Ora però non è più possibile anticipare soldi per conto di una Regione che non intende aumentare questo tetto di spesa e di conseguenza per cercare di contenere i fatturati, siamo costretti a chiudere per tutto questo tempo, quindi non lo facciamo per goderci le ferie ma soprattutto per salvaguardare i nostri diritti».

Una soluzione per questo problema, i biologi coratini provano ad abbozzarla.

«La più semplice sarebbe quella di tarare nuovamente i fatturati dei laboratori nella Regione, dove dal 98 ad oggi, la mappatura dei laboratori privati è notevolmente cambiata. Una più attenta e accurata rivisitazione potrebbe permettere alle strutture private di lavorare tutto l’anno senza affanni e, nello stesso tempo, dare a quella pubblica la possibilità di dedicarsi con maggiore attenzione alle analisi richieste dai vari reparti interni».

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Commenti

  • ciauladore (utente non verificato)

    Le spese per la sanita’ aumentano terribilmente, la Popolazione invecchia , le cure sono costose e diversificate, tra veri e falsi malati si fa la differenza? Poi tutti vogliono tutto senza pagare né contributi né tasse, i nuove poveri pagano piu’ dei ricchi nascosti, allora come risolvere il problema??

  • traccia_g_c (utente non verificato)

    Se è vero che avere i laboratori all’interno della città è una comodità indiscussa, è anche vero che all’interno del nostro ospedale, ci sono dipendenti che percepirebbero lo stesso stipendio a fronte di un lavoro diminuito. A questo punto perché invece non si pensa di implementare nella città dei centri di solo prelievo sempre gestiti dall’azienda ospedaliera?