«Il Socialismo Coratino si fa lievito»
Francesco Edmondo Stolfa, Consigliere Comunale, eletto membro del Comitato Esecutivo Provinciale, Giacomo De Lillo e la Dott.ssa Luciana Tarantini eletti membri del Direttivo Provinciale.
Riceviamo e pubblichiamo una nota dal Partito Socialista di Corato, a firma della dott.ssa Irene Stolfa, dopo l’elezione di alcuni membri del partito negli organi dirigenti a livello provinciale e regionale: l’avv Francesco Edmondo Stolfa, Consigliere Comunale, è stato eletto membro del Comitato Esecutivo Provinciale, il Dott. Giacomo De Lillo e la Dott.ssa Luciana Tarantini sono stati eletti membri del Direttivo Provinciale.
«Anche il Socialismo Coratino si fa lievito!
La sezione del partito socialista di Corato, pur essendo una piccola comunità è, e sarà, proprio come il lievito, piccolo aggregato di enzimi in grado di far aumentare di volume, cioè l’agente che darà impulso alla crescita del territorio cittadino e tutta quanta la regione Puglia.
Non a caso, i nostri più autorevoli riferimenti e testimoni sono entrati a far parte degli organi dirigenti a livello provinciale e regionale: l’avv Francesco Edmondo Stolfa, Consigliere Comunale, è stato eletto membro del Comitato Esecutivo Provinciale, il Dott. Giacomo De Lillo e la Dott.ssa Luciana Tarantini sono stati eletti membri del Direttivo Provinciale.
Essere “lievito” per i socialisti coratini, si pone in linea di continuità sia con gli indirizzi del Congresso Socialista della federazione di Bari, celebrato nel capoluogo pugliese lo scorso 27 giugno, (questa espressione “Farsi lievito”, infatti, è stata utilizzata nel Documento Congressuale della Federazione di Bari), che con quelli del Congresso Regionale, celebrato lo scorso 30 Giugno, durante il quale, il Dott. Giacomo De Lillo è stato eletto membro del Direttivo regionale.
Nei medesimi Congressi, i Socialisti della provincia di Bari e di tutta la Puglia, riuniti, hanno votato i loro organi dirigenti e hanno focalizzato gli obiettivi del loro esserci e del loro operare: capire ed interpretare il futuro, interpretare i nuovi bisogni, presentare soluzioni realistiche di innovazione e trasformazione, al fine di risolvere i problemi della vita individuale e collettiva.
Secondo Saint-Simon, uno dei più significativi pensatori del Socialismo utopistico, la storia è retta da una legge di progresso, ma tale progresso non è lineare, in quanto la storia umana è un alternarsi di “periodi organici” e di “periodi critici”; la strada verso il progresso, cioè verso il passaggio da un periodo critico ad uno organico, è lo sviluppo del “benessere e della vita” per ognuno. “Quest’ordine d’interessi – scrive Saint-Simon – è il solo su cui tutti gli uomini debbano deliberare ed agire in comune, il solo dunque in funzione del quale può essere esercitata un’azione politica, il solo che può essere preso in considerazione come misura nella valutazione di tutte le istituzioni e di tutti gli affari politici.”
I Socialisti coratini fiduciosi nel progresso sociale per via di una legge intrinseca alla storia stessa, partono proprio da qui, dalla consapevolezza che si è in un’epoca critica in cui regna il caos valoriale e sociale a causa della mimesi dei valori, che non sono solo spirituali ma sono soprattutto umani: tolleranza, libertà, merito, dignità, responsabilità… offuscati dal “liberticidio berlusconiano” e dall’ attuale “fase conservativa della sinistra italiana”, ma senza scoramenti, e trascurando facili critiche di coloro i quali sono ignoranti, semplicemente perché non sanno, inaugurano un processo nuovo.
Loro complice, è, non solo, il divenire storico e il cambiamento che porta con sé, il quale non è utopistico ma reale, (Saint-Simon è stato il primo che ha avvertito, alla fine del 1700 prima di qualunque altro, la trasformazione della società in società industriale, individuando alcuni grossi problemi che essa ha determinato), ma anche il progetto di fondo, che fa parte del dna di un solo gruppo politico: i Socialisti. È innegabile che solamente i socialisti sin
dagli albori della loro storia hanno lottato per lo sviluppo del benessere e della vita ( istruzione, lavoro, formazione, pari opportunità, integrazione…) per ogni uomo e ogni donna.
Pertanto, la linea di azione politica dei socialisti coratini, è la seguente: deliberare ed agire in comune, per perseguire il bene di tutti, e per portare questa nostra comunità verso una nuova “fase organica”.
Anche nel congresso Nazionale, celebrato a Montecatini Terme nei giorni 4, 5 e 6 Luglio 2008 al quale hanno partecipato per la sezione socialista di Corato: Francesco Edmondo Stolfa, Giacomo De Lillo, Dino Di Zanni e Aldo Di Zanni, si è sostenuto la necessità impellente di dare un nuovo ordine politico, istituzionale e sociale all’ Italia e superare la fase di apnea in cui tutti stiamo vivendo.
Le parole che il neo segretario nazionale, l’ On. Riccardo Nencini, ha utilizzato per concludere il Congresso Socialista Nazionale sono più che mai illuminanti riguardo al momento storico e alle prospettive di riscatto: “Viviamo in un tempo infisso nella spirale dell’angoscia, alimentata da un timore reale sulla perdita del nostro benessere. Percepiamo la globalizzazione come un evento eversivo e ci chiudiamo in comunità delle quali ci fidiamo, diffidenti verso tutto ciò che è diverso.
L’Italia è ferma: meno lavoro, in forte ribasso i consumi e l’incubo della quarta settimana che si allarga ormai sul 34% delle famiglie, la previsione dell’invarianza sulle buste paga prossime venture, un reddito pro capite crollato del 13% rispetto ai Paesi UE.
L’Italia non è un’eccezione ma qui il fenomeno di una povertà diffusa è più rilevante che altrove. Il segno pubblico ne sono le mense della Caritas e delle parrocchie, affollate di italiani, e la distribuzione dei prodotti sugli scaffali dei supermercati. La paura sta diventando compagna di vita, colpisce i ceti più popolari e l’antico ceto medio, naviga tra gli scogli appuntiti della insicurezza personal. Il nesso tra politica e paura è l’impronta del tempo.
Berlusconi ha ridisegnato il suo partito per interpretare al meglio questo binomio(…)
Più del malcontento dichiarato dovremmo temere l’apatia, il ripiegamento della speranza, l’indifferenza. La crisi della nostra democrazia è tutta in questo timore che annichilisce i sogni, nell’usura di istituzioni mai riformate in maniera risoluta dopo anni ed anni di transizione, negli errori gravi che la politica ha commesso, e nelle risposte cui in troppi si sono affidati.
Sostituzione della partecipazione con la delega ai “nuovi pastori delle plebi” ed a tribuni dell’antipolitica profumatamente pagati da enti pubblici alla ricerca dell’audience, cure parziali dalle ronde dei volontari, all’esercito nelle città, alla Carta prepagata ( dei 4,6 miliardi dalla Robin Hood tax solo 260 milioni andranno ad alimentarla!) che allevierà i primi bisogni ma sa tanto di filantropia caritatevole anziché un progetto di riscatto e di rinnovamento. In questo connubio tra nuova destra e soluzioni transitorie contro la paura, nel trapassato connubio tra questioni irrisolte e una turba vociante di partiti di governo, la parola “libertà” ha perso diritto di cittadinanza e il bisogno è rimasto orfano.
DOBBIAMO RICOMINCIARE DA QUI PERCHE’ QUELLE PAROLE TORNINO NELLA LORO CASA NATURALE, PERCHE’ VENGANO CONIUGATE CON SPERANZA E FUTURO(…)
Per farlo dobbiamo avere un partito. E quel simbolo, quel colore e quel nome ci bastano e ci basteranno(…)
Il Partito sarà federale, avrà un corpo leggero e intelligente al centro, articolazioni forti nei municipi e nelle regioni cui verranno delegate funzioni di rilievo. Avrà gruppi dirigenti profondamente rinnovati, sarà aperto ad associazioni e club, avrà iscritti e coinvolgerà in circoli tematici le donne e gli uomini che vorranno condividere la nostra storia futura. Si avvarrà di esperti per definire le sue iniziative, tornerà ad essere il luogo prediletto della cultura e delle libere intelligenze e coinvolgerà nelle singole campagne pubbliche Associazioni dei Consumatori e Comitati Civici.
A congresso concluso inizieremo un percorso che ci porterà ad una Convenzione Programmatica ed agli Stati Generali del Lavoro e della Conoscenza. Organizzerà “Primarie delle idee” sulle questioni che stanno nel cuore dei cittadini. E quanto prima un referendum aperto a tutti gli elettori di una sinistra ondivaga nelle sue collocazioni per capire se la famiglia del socialismo europeo sia divenuta d’un tratto e noi non ce n’eravamo accorti – la famiglia Addams(…)
Faremo della INCLUSIONE, del MERITO, del RISCATTO DELLA LIBERTA’ la bussola per orientarci e per tracciare il profilo di un’Italia diversa. Da tempo il “presente è il futuro” anche se l’Italia stenta ad accorgersene. Il presente è futuro nelle trasformazioni rutilanti, nella corsa della società della conoscenza, nell’ urlo disperato di una generazione alla ricerca di un destino migliore. Diritti sociali e libertà civili si intrecciano senza chiedere il permesso né alle ideologie né alle gerarchie ecclesiastiche e le nuove “politiche della rassicurazione” corrono lungo confini
inconsueti. O accettiamo questa sfida o il mondo che ci circonda ci sembrerà irriconoscibile. In tre ambiti spendiamo la nostra esistenza ed è lì che i socialisti staranno per ristabilire un clima
di fiducia che favorisca merito, talento, inclusione, sicurezza, a partire dal lavoro, dalla scuola, dal funzionamento degli istituti della democrazia(…)
Urge una GRANDE RIFORMA che spinga la democrazia fuori da una crisi troppo lunga e la rinnovi profondamente. Istituzioni riformate cui affiancare una democrazia economica vera, occidentale(…)
Per disegnare questo futuro, compagne e compagni, non basta ricomporre una diaspora. Servono libertà delle idee, passione politica e civile, una organizzazione autonoma, ed una scommessa senza rete. Senza rete per tutti.
Qualità che non abbiamo mai dimenticato in anni tanto difficili…
È il nostro dovere, è il vostro dovere: spingere la nostra storia nel futuro prossimo rinnovandola completamente dandoci intanto l’obiettivo di concludere in modo unitario il congresso. È il coraggio che Vasco Rossi riversa negli occhi chiari di Sally: “ Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso / ed un pensiero le passa per la testa / forse la vita non è stata tutta persa”.
Buon inizio compagni.”
Noi socialisti di Corato abbiamo iniziato. La nuova storia si farà anche con noi!»
Commenti
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Lasciate stare al suo posto Vasco Rossi.. non vi appartiene !
La nuova storia vostra è già diventata vecchia ! -
X Etko – Rinnovo nuovamente le mie scuse per quanto scritto, ho effettivamente espresso in maniera “leggera” un parere su di una persona che probabilmente ho sottovalutato politicamente e professionalmente. Un solo consiglio se mi è consentito, i personaggi pubblici sono spesso oggetto di critiche, pertanto non ne abbia a male.
Le rinnovo pubblicamente le mie scuse. -
Ma che c’entrano i giudizi sulle persone? Davvero “mala tempora currunt” se si ha bisogno di fare i “cecchini” per esprimere le proprie “idee”! A nux73 – è giusto che si sappia – ho già risposto “in privato”, chiedendogli conto di quanto afferma e invitandolo ad avere almeno il “coraggio” – se così possiamo chiamarlo – di quei delinquenti che hanno devastato la sede della testata che ci ospita (e a cui va tutta la mia personale solidarietà)! Francesco E. Stolfa
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A lombroso: Bravo, hai fatto bene a mettere la “storia” tra virgolette.
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Non capisce chi non sa leggere o ha qualche difficoltà di comprendonio.
Vasco Rossi è un noto artista. Sarà stato citato per ciò che la sua canzone dice, non perchè dietro il nome d’arte si nasconda…Filippo Turati. E comunque Vasco, nel 2006, ha votato, per sua esplicita ammissione, “La Rosa Nel Pugno” -Liberali, Laici, Socialisti e Radicali-.
A Levantino: la “storia” non è nostalgia. Se proprio vuoi evitare qualcosa, evita qualche virgola di troppo. -
Non me ne vogliano gli altri ma vorrei porgere un particolare augurio a Francesco Stolfa.
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cosa avranno voluto dire? mah
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Un altro gruppo di nostalgici?
Scusate ma io, i nostalgici, “li evito”. -
ma con quale criterio avete il coraggio di esprimevi sulla vita altrui
abiamo visto cosa ha combinato Prodi potevate farli prima questi discorsi
ora non vi crede più nessuno nanzit prdenn u tjmb -
A chi appartiene Vasco Rossi? E Vasco lo sa di appartenere a qualcuno?
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X Etko: sei riuscito ad aprirmi gli occhi, l’essere cecchino è un qualcosa che oggi va di moda e nel caso specifico non aiuta a crescere. Devo dire che il mess. privato mi ha fatto molto riflettere…..hai carpito la mia attenzione correggendo una traiettoria sbagliata dei miei comportamenti. Senza ipocresia ti ringrazio davvero…..gente ho sbagliato alla grande questa volta!







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