Aldo Zucaro: «addio politica!»
«Questo articolo può sembrare melanconico, ma in fondo un po’ lo è, però è il sentimento di chi si è sentito tradito dalla politica».
Si qualifica semplicemente "democristiano" ed intitola il suo intervento "Magda". E’ Aldo Zucaro, vice commissario regionale della DC e membro della Democrazia Cristiana di Corato, che oggi annuncia il suo addio alla politica.
«Questo articolo è il frutto di un percorso pensoso che ha posto il sottoscritto Aldo Zucaro, croce e delizia di tante storie, a prendere atto che la politica ormai non gli appartiene più.
Per troppo tempo mi sono fatto affascinare dal mistero e dalla passione che come una bella donna la politica ammalia. Ma puntualmente sedotto e abbandonato vengo risucchiato dagli incubi che mi portano a farmi desto e pertanto a ritrovare il senno per poi capire cosa fare.
Ormai la politica non dà più quelle inebrianti sensazioni che ti portano a catapultarti negli accadimenti storici e non e che ti fanno protagonista, sia pur con diversi ruoli, nell’azione quotidiana che ogni cittadino deve assolvere.
I Partiti che erano la parte strumentale del fascino della politica, sorti perché legati alle ideologie o agli ideali, oggi non trovano più cittadinanza. Oggi si va alla ricerca del “matador” del Dominguez di turno che deve soltanto saper toreare e infervorare l’arena. Ma questo sentimento è ben altra cosa dalla passione per la politica che ti porta a contemplarla, che ti porta a svestirla, a ritrovare le sue forme per poterti appagare nell’apoteosi dello slancio passionale.
Oggi non c’è più questa meravigliosa “femmina” chiamata politica !
Oggi vi sono tante “ragazzotte” possibilmente “siliconate” che affascinano qualche personaggio che ambisce a fare il “maschio italicus”. Privi di contenuti, di sensibilità e di passione è il ruolo che non ha più l’azione di un cavaliere vocato a servire la politica per servire la società.
Questo articolo può sembrare melanconico, ma in fondo un po’ lo è, però è il sentimento di chi si è sentito tradito dalla politica. E’ di questi giorni il baillamme del gravoso impegno di tanti uomini di responsabilità che pur di far “far carriera” a qualche “ragazzotta” impegnano il loro gravoso tempo a trastullarsi in irridenti telefonate. Ormai una visione idealista della politica è considerata fuori luogo, passi anzi per il “fricchettone” di turno, per lo “scemo del villaggio”. Nessuno conosce la malattia, ma tutti son bravi a dar terapie perché ritengono che l’uomo forte, che il soggetto forte, è l’unico che può governare la vita di una comunità.
A questo gioco il sottoscritto non ci sta, né ritiene di dover comprovare quella tesi scientifica che portano a certificare che il cervello è “inversamente proporzionale ai testicoli dell’uomo” (vedi ultimo numero di Focus). Non è possibile concepire ancora l’impegno politico come lo si vuol passare in questa Seconda Repubblica.
Questo scritto vuol essere provocatorio per un verso, ma soprattutto stimolo di grande riflessione per vedere se la politica può essere salvata dai maniaci dello stupro che l’hanno violentata e l’hanno soggiogata agli interessi dei singoli.
Ai cittadini d’Italia e di Corato un invito a ritrovare quella passione e quella carnalità di espressione politica per capire se ci sono ancora le condizioni per sperare in un futuro migliore. Anche il mio impegno oggi è fortemente in crisi di fronte all’assordante accettazione supina dei più, di questo nuovo modo di impegno politico, che la cultura dell’effimero sta plasmando e lo sta ormai totalizzando.
Anche se deluso da questa meravigliosa espressione che è stata la politica, spero che un giorno un ipotetico “principe azzurro” possa farla risvegliare e far ritrovare nei suoi attori principali l’entusiasmo e il nerbo della coscienza e dell’intelligenza.
Con molta umiltà voglio salutare tutti coloro i quali daranno un istante della loro attenzione a questo scritto, nella speranza che una nuova alba e una nuova resistenza possa far ritrovare l’antico orgoglio italiano.
Addio politica, addio cittadini, se nel prossimo futuro le nostre strade non si intersecheranno».
Commenti
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Una notrizia sconvolgente, abbiamo perso un grande cittadino politico, indipendentemente dalla fazione ma dall’intensità che ha fatto della vita politicala la sua ragione di vita, per la caparbietà, per la tenacia di affrontare i problemi a muso duro e ironico, ma soprattutto perchè ha fatto con politica lezione di scuola morale a tutti. Forse credo che questa sia stata la vera causa del mio avvicinamento alla politica e penso che questa sarà la motivazione del mio allontanamento. GRAZIE ALDO!!
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Caro Aldo non è possibile che rinunci a portare avanti la bella campagna di pulizia della politica che avevi intrapreso. E’ ora che piu’ cittadini liberi riportino la politica a quei valori civili e morali con cui De Gasperi Sturzo e Moro hanno portato la ns. Nazione ad essere “grande”. La politica deve guardare e mettere al centro di ogni cosa “l’uomo e la dignità dello stesso” evitando interessi personali o degli amici.Percio’ Aldo cerca tra gli uomini liberi……non mollare…..
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Caro Aldo, sei stato la molla principale del mio avvicinamento alla politica. Rispetto la tua decisione ma in cuor mio spero in un tuo passo indietro. Anche se lasci la politica so che il tuo amore per quelli uomini liberi e forti non finirà qui e sarai, ancora e sempre, un esempio di quello che deve eseere un uomo politico ed un cittadino italiano. GRAZIE!!!
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Ma dov’era questo Signore quando la D.C. la faceva da padrone per quaranta’anni utilizzando la politica per i propri usi e consumi personali? Con tutto il rispetto, adesso che la D.C. ha una percentuale da prefisso telefonico, forse non si diverte più? Posso capire se si ritiene deluso, non può comandare!! “E’ meglio comandare che fo…..re!!
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Aldo, sei stato la guida della campagna elettorale, ci hai infuocato gli animi, e ci hai fatto credere, con i tuoi discorsi ricchi di idealismo, che veramente si poteva rifondare una nuova classe politica, dando una ventata di freschezza e una partecipazione attiva di tutti alla vita della nostra amata città.
Spero vivamente che tu possa ritornare sui tuoi passi, diversamente molti di noi si riallontaneranno da questo mondo FALSO……………………..
GRAZIE -
Ho iniziato con lo “zio” Aldo a condividere un percorso che, credo, pochi altri mi avrebbe fatto intraprendere; e ciò nonostante i diversi modi di intendere molte volte le cose. Penso, per esempio, che così come non è necessario andare a messa la domenica per aprire le porte a Cristo, allo stesso modo non è necessario rifarsi a un qualche simbolo di partito per ritenersi persona che fa politica.
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E allora cosa significa non fare più politica? Non parlare più in pubblico davanti a una bandiera con lo scudo crociato? Carissimo “zio” Aldo, mi vuoi forse dire che se Ti capita a tiro un qualsiasi malcapitato matador non Ti togli la soddisfazione di ricordargli che “ha ampi margini di miglioramento”?
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Mi vuoi forse dire che la nostra insopprimibile voglia di dire “si, si”, “no, no” possa svanire al venir meno del colore di uno stemma? Vuoi forse rinunciare a quel particolare gusto di sederTi perennemente dalla parte del torto?
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Io sono convinto che la politica oggi è dei forti, degli imbroglioni, degi ipocriti…..chi non scende a compromessi o non segue i “potenti” e segue le proprie ideologie è fuori!!!!
Non conosco il sig. Aldo (e già non è un buon sintomo….) ma fossi stato al suo posto non avrei mai mollato!!!!







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