«Sì alle Consulte su bilancio e ambiente»

La Redazione

Con una lettera aperta il Prof. De Leo Presidente del Centro Studi Aldo Moro, invita ad istituire i due nuovi Istituti di partecipazione già richiesti dalla minoranza nello scorso Consiglio Comunale.

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Con una lettera aperta inviata, tra gli altri, al Sindaco Perrone ed al Presidente del Consiglio Comunale Tarantini, il Prof. De Leo Presidente del Centro Studi Aldo Moro, invita ad istituire i due nuovi Istituti di partecipazione già richiesti dalla minoranza nello scorso Consiglio Comunale.

«Ho appreso dagli organi di stampa – scrive De Leo – che il Consiglio comunale nella seduta del 27 giugno scorso ha individuato e approvato gli organi collegiali ritenuti indispensabili

Dieci quelli previsti nella delibera e approvati all’unanimità del Consiglio: la Consulta dello Sport, la Consulta della Cultura, la Consulta dello Sviluppo economico, la Consulta del Volontariato e della Solidarietà sociale, la Consulta delle Politiche sociali a favore delle persone disabili, la Consulta per i Coratini nel mondo, la Consulta per le Pari opportunità, il Consiglio comunale dei ragazzi, a cui si sono aggiunte la Commissione per i Giudici popolari, la Commissione per la Gestione delle Attività culturali e della Biblioteca, la Commissione elettorale, la Commissione per le attività di noleggio e rimessa per autovetture e autobus.

Prima della votazione il consigliere Francesco Mazzilli (PD) ha proposto l’istituzione di altre due Consulte: quella del Bilancio sociale e quella della Sostenibilità ambientale, che hanno trovato la disponibilità della maggioranza, espressa dal capogruppo del PDL Pasquale Pomodoro, a trasmettere all’apposita Commissione consiliare le due proposte perché provvedano alla relativa regolamentazione.

Dalla pianificazione del territorio alle politiche di welfare (Piano Sociale di Zona) dalla localizzazione degli impianti alla mobilità urbana, dal bilancio di previsione alle politiche culturali, il rapporto tra società e istituzioni comincia ad accorciarsi.

Capita, infatti, sempre più spesso di fronte ad una questione complessa i nostri amministratori decidano di convocare i soggetti interessati, di avviare le trattative per un accordo di programma, di riunire diversi partner, di coinvolgere le associazioni o i cittadini. Incontri in questa direzione sono stati già programmati dall’Amministrazione: il 9 luglio per il PUG (che segue all’incontro tenutosi il 26 giugno) e il 9 luglio p.v. per quanto concerne la convenzione per il Piano Strategico Metropoli Terra di Bari, annunciato in risposta ad un’esplicita richiesta del consigliere Tommaso Loiodice (PD).

Quella dell’inclusione, evidentemente, non è solo una scelta, ma è anche una necessità imposta dalla crisi delle tradizionali forme di ricerca del consenso e di mediazione degli interessi e del confitto sociale.

Per quanto riguarda il nostro Comune, però, siamo soltanto all’inizio di un processo. In questa sede mi limiterò soltanto a ricordare quanto in più occasioni ho scritto e pubblicato sugli organi di stampa e sui siti web locali. Mi riferisco in particolare ai temi dello “sviluppo sostenibile” e del “bilancio sociale”.

Relativamente alle politiche ambientali, oltre alla proposta d’istituire un’apposita Consulta, ho chiesto già da molto tempo, di far aderire il nostro Comune al “Progetto Città Sane”, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in modo da poter fruire dei 100.000,00 euro messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e concessi più volte ai Comuni di Molfetta e di Ruvo di Puglia.

Per quanto concerne il “Bilancio sociale”, mi limito a ricordare nuovamente che già da un paio d’anni il Dipartimento della Funzione Pubblica è attivo sul fronte della costruzione delle politiche attraverso i processi decisionali inclusivi. Nel contesto di un’articolata riflessione di sistema, il “Programma Cantieri” si è assunto il compito di aiutare le amministrazioni pubbliche a sviluppare al proprio interno quelle competenze in grado di produrre politiche pubbliche di qualità attraverso processi decisionali inclusivi.

Mi risulta che è stato messo a punto il manuale “A più voci” che fornisce il know – how per gestire tutti i passi di un processo decisionale partecipato. Il tutto senza paraocchi ideologici, ma con attenzione e considerazioni di efficienza e di efficacia. Vedasi innanzitutto il D.lgs. n. 267/2000, “Testo unico delle leggi sugli ordinamenti degli enti locali”, che all’art 162 dice: “Gli enti assicurano ai cittadini ed agli organismi di partecipazione, di cui all’art. 8, la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale e dei suoi allegati con le modalità previste dallo Statuto e dai regolamenti”.

Vedasi anche la Direttiva del 17/2/ 2006 del Ministero della Funzione Pubblica, nella quale sono dettate le linee guida per la stesura del bilancio sociale, visto come completamento del processo di trasparenza iniziato negli anni novanta con la L.241/1990, recentemente riformata dalla L.n.15/2005.

Da queste norme si deduce, evidentemente, che l’inclusione non è un valore in sé, ma un’opportunità che le Amministrazioni debbono cogliere per anticipare i conflitti e recepire le possibili indicazioni che vengono da chi subirà le conseguenze delle decisioni prese. Non si tratta solo di mettere tutti d’accordo, ma di ascoltare tutti i portatori di interesse perché spesso sono in grado di proporre soluzioni che soltanto chi è coinvolto direttamente e conosce tutte le variabili in gioco è in grado di suggerire.

Per costruire la città di domani occorre coinvolgere i protagonisti della vita cittadina. Il nostro sindaco ha dichiarato in più occasioni pubbliche che le grandi scelte non possono essere calate dall’alto, ma devono essere il risultato di un confronto anche critico.

Purtroppo, però, né i nostri appelli, né gli inviti degli amministratori continuano ad essere inascoltati da parte dei cittadini e delle loro organizzazioni culturali, sociali e politiche.

Evidentemente, anche i sistemi di comunicazione necessitano di un’attenta revisione per renderli più efficienti e più efficaci,m affinché tutti coloro che lo desiderano possano riuscire a confrontarsi sullo stato di attuazione del programma amministrativo, sul bilancio di previsione, sul piano triennale delle opere pubbliche, compilare rapporti di stato sui problemi, disegnare strategie di risoluzione.

Queste audizioni, devono cominciare subito e vi devono partecipare tutti: gli esponenti di associazioni, enti, organizzazioni, partiti, sindacati, giornali e, naturalmente, i cittadini.

Si dovrà parlare di condizione giovanile, turismo, commercio e imprenditoria, infrastrutture, attrezzature sportive e per il tempo libero, urbanistica e centro storico, marketing territoriale, opportunità legislative regionali, nazionali ed europee. Questioni cruciali per lo sviluppo della città sulle quali tutti potranno fornire il proprio contributo, eventualmente, anche in contrapposizione all’idea di città che è emersa dal programma di governo presentato dalla coalizione vincente.

L’obiettivo comune, al di là dei ruoli, delle collocazioni politiche e delle idee, deve essere quello di dar vita ad progetto complessivo di rivitalizzazione della città. Ma per essere efficaci, questi incontri, che dovrebbero essere istituzionalizzati e regolamentati così come previsto dallo Statuto comunale, devono essere veramente voluti e aperti a tutti per poter seriamente ragionare sul futuro e non limitare la comunicazione e la partecipazione al semplice e volatile scambio epistolare o di manifesti.

Soltanto in questo modo si potranno ricomporre in un quadro unitario le conoscenze (parziali) esistenti ad ogni livello istituzionale e si potrà utilizzare l’enorme giacimento di competenze depositato nella nostra comunità e nel mondo della cittadinanza attiva, rendendole protagoniste della costruzione di una nuova stagione politico – amministrativa».

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