L’opposizione in coro: «Consiglio Comunale, falsa partenza»
«Ebbene sì, proprio di falsa partenza si è trattato!».
Sette Consiglieri Comunali si otto (manca solo Angelo Amorese della DC) scrivono una lettera aperta sulle modalità che hanno caratterizzato lo svolgimento del primo Consiglio Comunale di questa seconda consigliatura Perrone.
Antonio Rigoletto (Rifondazione Comunista), Maria Bovino, Michele Arsale, Tommaso Loiodice, Francesco Mazzilli (Partito Democratico), Francesco Edmondo Stolfa (Socialisti) e Cataldo Mazzilli (La Destra) affermano: «ancora una volta di essere disponibili ad una opposizione costruttiva e non aprioristicamente ostile, che sottoponga alla attenzione del Consiglio e della Giunta proposte che possano migliorare lo status della Nostra Città».
«Visto l’avvicinarsi dei giochi olimpici di Pechino – si legge nel documento– abbiamo pensato di titolare così questo intervento a commento della Prima seduta del Consiglio Comunale che ha inaugurato il secondo mandato del Sindaco Perrone.
Ebbene sì, proprio di falsa partenza si è trattato!
Infatti, tutti coloro i quali credevano che dovesse dipanarsi una prima seduta “standard”, nella quale affrontare la “fredda” e “tranquilla” sequenza di adempimenti propri della prima adunata del Consiglio Comunale, sono rimasti sicuramente delusi o meglio sbalorditi dall’ennesima manifestazione di intolleranza al dialogo ed al confronto messa in scena dalla maggioranza.
Due in particolar modo gli episodi che hanno letteralmente scatenato le “ire” dei colleghi di maggioranza e del Sindaco.
In primis la scheda bianca annunciata dai noi consiglieri di minoranza per quanto alla elezione del Presidente del Consiglio Comunale, allorquando PDL, Rinnovamento Corato ed UDC hanno inteso candidare, in modo tutt’altro che inaspettato, il Presidente uscente, ovvero il Dott. Pasquale Tarantini.
A fronte di tale candidatura noi sottoscrittori abbiamo inteso argomentare la scelta di votare scheda bianca, logica conseguenza di una ultima consigliatura in cui il Presidente Tarantini, in più occasioni, è venuto meno al ruolo di imparziale garante del dibattito tra minoranza e maggioranza, spingendosi ad indebite ingerenze nel merito degli interventi dei consiglieri di opposizione, assumendo sembianze che avevano a che vendere più con quelle di un capo di un gruppo consigliare, piuttosto che di Presidente dell’intera Assise.
Pur tuttavia, non abbiamo inteso esprimere voto contrario alla proposta di investire nuovamente il dott. Tarantini della Seconda Carica Cittadina; ci siamo, però, limitati a pronunciare un voto di attesa che, nelle nostre intenzioni, potesse fungere da sprone per una maggiore obbiettività nello svolgimento dell’alto incarico che il Dott. Tarantini, di lì a poco, avrebbe ricoperto per la seconda volta.
Questa nostra legittima, quanto giustificata presa di posizione, ha scatenato in particolar modo i consiglieri di maggioranza, i quali ci tacciavano di voler tarpare le ali al clima di dialogo che, a loro dire, dovrebbe (o meglio avrebbe dovuto) caratterizzare il Perrone II.
Ebbene, non v’è chi non veda nella reazione della maggioranza un evidente stridio tra quelli che sono gli auspici di un anelato rapporto franco e costruttivo tra maggioranza e minoranza e gli atti concreti con cui Loro intendono porli in essere.
Infatti se chi predica il dialogo, a fronte di una sua proposta, vive come un affronto di lesa maestà l’atteggiamento di colui il quale decide di votare scheda bianca, peraltro motivando ed argomentando tale scelta, è evidente come costui assuma un contegno quantomeno incomprensibile per non dire assolutamente incoerente.
Ma vi è stato anche un secondo episodio, nel quale abbiamo potuto tastare con mano che il dialogo auspicato dalla maggioranza è solo q uello che prevederebbe l’adesione incondizionata dei consiglieri di minoranza alle Loro posizioni senza obiezione alcuna.
Ci riferiamo al veemente soliloquio (per circa l’80 % in vernacolo – a tal proposito riteniamo che vi siano metodi molto più consoni che possano promuovere il recupero della lingua coratina) a microfono spento del Sindaco Perrone, che ha inteso così reagire ad una – a suo dire – inopportuna intromissione di noi consiglieri di opposizione, così tanto “arditi” da esserci addirittura permessi di esprimere valutazioni sui componenti della Giunta in ordine al “trasferimento” e/o “dimissionamento” di taluno degli Assessori uscenti verso altri settori della amministrazione comunale, in tal guisa sancendo la promozione di alcuni a discapito delle aspirazioni di crescita di altri.
Evidentemente abbiamo colto la famigerata nota dolens del Sindaco Perrone, il quale, reduce dai numerosi “mal di pancia” di qualche Assessore, si è esibito in uno show di ira, adeguatamente condita da una discreta violenza verbale (il tutto si ripete a microfono spento), senza essere minimanente interrotto dal Presidente Tarantini, se non a show concluso (leggasi sopra alla voce imparzialità).
È bene precisare che non l’argomento “valutazioni sulla giunta” era inviso al Sindaco (visto che quando altri consiglieri di maggioranza hanno incensato le Sue scelte operate nella ridistribuzione delle deleghe assessorili Lui esibiva un rilassato sorriso di compiacimento), piuttosto il modo con cui noi “indisciplinati” abbiamo osato criticare le scelte operate.
Speravamo che il Sindaco prendesse immediatamente atto della inopportunità del contegno assunto, posto che avrebbe potuto tranquillamente esprimere il Suo punto di vista sulla vicenda (a microfono questa volta acceso), con toni più consoni alla carica ricoperta, nonché maggiormente confacenti ad una assise del Consiglio Comunale.
Nulla di tutto questo purtroppo è accaduto, anzi il Sindaco ha immediatamente ribadito di non volersi minimamente ravvedere.
Ciò detto, non potevamo consentire che dei così gravi episodi di intolleranza avverso la legittima espressione del pensiero altrui potessero rimanere sottaciuti.
Concludiamo evidenziando un concetto: noi della minoranza ribadiamo ancora una volta di essere disponibili ad una opposizione costruttiva e non aprioristicamente ostile, che sottoponga alla attenzione del Consiglio e della Giunta proposte che possano migliorare lo status della Nostra Città.
Ma tutto ciò deve avvenire nel massimo rispetto dei ruoli e soprattutto nella massima correttezza dei toni; per questo rivolgiamo un appello al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco Perrone, alla Giunta ed a tutti i colleghi della maggioranza, affinché per il prosieguo dei lavori consiliari – conclude il documento – possano non ripetersi episodi di cotanta intolleranza che, in primis, dequalificano l’alta funzione di amministratori, che tutti ed indistintamente siamo chiamati a svolgere».
Commenti
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Per la prima volta, il 31 Maggio, ho assistito ad un Consiglio Comunale, non a caso, l’insediamento del nuovo Consiglio della cui campagna elettorale avevo fatto parte anch’io. I toni, in qulache caso, non sono stati molto piacevoli ma, all’opposizione dico che, siccome il fine,in molti casi,giustifica i mezzi, bisogna valutare il modo con cui vengono affrontati i problemi non quello con cui vengono esposti…Buon lavoro.
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Dov’era Angelo Amorese?
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Angelo amorese c’era eccome al consiglio comunale…. non è che poi bisogna per forza condividere tutto ciò che la cosiddetta “minoranza” esprime………………..
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E’ importante non assopirsi!







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