Ingente truffa sull’olio d’oliva e fatture false per oltre 2 milioni di euro: denunciato un coratino
L’operazione si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di quattro responsabili.
Una articolata indagine di polizia economico-finanziaria condtta dalla Guardia di Finanza di Monopoli ha consentito di scoprire una ingente truffa nel settore degli aiuti comunitari relativi alla produzione di olio extravergine di oliva.
Quale artefice dell’ingente truffa è stato denunciato a p.l. , B.F. di 41 anni di Monopoli, (già sottoposto nell’aprile dello scorso anno ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per un mese circa, emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari, Dr.De Benedictis , su richiesta del PM Dr. Marcello Quercia per i reati di usura ed estorsione) unitamente ai titolari di altre tre imprese compiacenti site nelle province di Bari e Brindisi.
In particolare gli sviluppi delle indagini incentrate sull’esame della copiosa documentazione contabile ed extracontabile rinvenuta in occasione delle perquisizioni a suo tempo eseguite, hanno permesso agli investigatori di acclarare che il soggetto in questione aveva dichiarato all’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, gia AIMA) una produzione e, successivamente, una cessione di quantitativi di olive, eccedenti la reale capacità produttiva dei terreni “falsamente” in uso al medesimo, percependo illecitamente dal prefato organismo ben 50 mila euro di aiuti alla produzione di olio di oliva.
B.F. con la complicità di altri “frantoiani” pugliesi ha altresì negli anni 2002 e 2003, utilizzato ed emesso fatture ed altri documenti fiscali (scontrini fiscali manuali) per operazioni inesistenti per oltre 2 milioni di euro, attestanti l’acquisto e la successiva vendita, a clienti privati, di ingenti quantitativi di olio, mai commercializzati nella realtà aziendale.
In pratica le ditte, per dare “scarico contabile” all’olio derivante dalla molitura di olive falsamente prodotte da B. F. e permettere a quest’ ultimo il percepimento di maggiori contributi alla produzione di olio, emettevano nei confronti di quest’ultimo altrettante fatture attestanti fittizie forniture di olio la cui vendita veniva simulata a sua volta, dal B.F., attraverso l’esercizio di una fantomatica attività di commercio al dettaglio, in forma ambulante, di olio extravergine.
L’operazione si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di quattro responsabili: B.F. per truffa aggravata e continuata ai danni dell’Agea, indebita percezione di aiuti comunitari alla produzione di olio di oliva, falsità ideologica commessa da privato in un atto pubblico, infedele presentazione della dichiarazione ai fini delle Imposte sui Redditi per avervi indicato elementi passivi fittizi (derivanti dai falsi acquisti di olio), emissione di fatture e/o altri documenti fiscali relativi ad operazioni in tutto o in parte inesistenti ed occultamento di scritture contabili (fatture di acquisto per sottrarli all’accertamento), nonchè di S.F. di Monopoli, M.N. di Corato e C.P. di Oria (BR) per utilizzazione e/o emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Proposto infine, il recupero a tassazione agli uffici competenti, di oltre 1 milione di euro in materia di II.DD e quasi 100 mila euro di IVA.
Commenti
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e poi continuiamo a lamentarci che l’agricoltura va male….poveri noi…
gli aiuti dovrebbero darli a chi veramente lavora la terra…e “strappa” per andare avanti… dati i costi di lavorazione (caro gasolio, irrigazioni…) e la scarsa valorizzazione del prodotto!!!!! -
Che peccato. Ci si rende sempre più conto che l’onestà è diventata merce rara. E voi dite che il popolo non conosce già i misfatti di questa gentaglia. Io credo di si. Ma nessuno denuncia. DENUNCIATE GENTE, DENUNCIATE.
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Deprecabile la truffa avvenuta in danno della C.E., ma altrettanto criticabile è il comportamento tenuto da chi fa informazione. Come sempre due pesi e due misure. Non si è perso tempo nel pubblicare nome cognome età del 19enne accusato di furto. Mentre nei confronti di chi truffa per qualche milione di euro si pubblicano le sole iniziali. Alla faccia della trasparenza e dell’informazione. Nel tiolo manca un sottotitolo: Figli e figliastri.
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La differenza, credo evidente e nota, che corre fra una denuncia ed un arresto dovrebbe far intendere subito la motivazione per cui il nome del ragazzo è stato reso noto dalle forze dell’ordine mentre nel caso della truffa troviamo solo le iniziali. Scelte, spesso obbligate, che fanno capo esclusivamente agli inquirenti e non ad altri.
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x DANDEE
Quante denuncie hai fatto tu? Sbaglio o fai parte anche tu del popolo? Non facciamo gli ipocriti, chi maneggia festeggia!! Meglio una truffa, ma fatta bene, che un omicidio o uno stupro!!!! Non dimenticare che Totò, in un suo celebre film, era riuscito a vendere la fontana di Trevi!! -
LE INIZIALI DICONO TUTTO. è SEMPRE IL SOLITO, TRA QUALKE GIORNO LO VEDIAMODI NUOVO A FARE P….!







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