Aldo Moro, per non dimenticare: la figlia Agnese oggi a Corato

La Redazione

Questa sera alle 19.30 presso il Chiostro del Palazzo di Città un incontro con la presenza di Agnese Moro, figlia dello Statista.

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"Aldo Moro, per non dimenticare": è questo il tema scelto dall’Ufficio socio-politico della "Comunità dei braccianti" regionale per la celebrazione del trentesimo anniversario dell’assassinio del compianto Politico e Statista, onore e gloria della Puglia e del Paese.

Celebrazione che questa sera alle 19.30 presso il Chiostro del Palazzo di Città vedrà la presenza di Agnese Moro, figlia dello Statista.

Agnese Moro nella introduzione del libro, di cui è autrice, “Un uomo così”, scrive “Ma non è stato dimenticato. Era un uomo di fede, un uomo libero e scomodo. Ed era molto amato, anche da tante persone comuni con le quali la sua vita, le sue speranze, il suo lavoro si erano in qualche modo intrecciati. E che, come me, seguitano a ricordarlo”.

«La Comunità dei Braccianti, – spiega il presidente generale Peppino Scaringella – per aver fruito in più occasioni dei consigli, della stima e dell’amicizia di Moro, condivide in toto il pensiero della Prof.ssa Agnese e, oggi come ieri, si onora di potersi annoverare nella folta schiera di quanti, con affetto,ricordano Moro come “una delle radici, buone, della democrazia italiana”, come uno degli autorevoli Padri Costituenti, come studioso e professore di diritto penale nell’Università di Bari, la sua Università, e in quella di Roma, come il Segretario politico della Democrazia Cristiana, prima, e l’uomo di Governo, dopo, che si è impegnato “a fare in modo che né individui, né organizzazioni, né ceti, né popolazioni si sentissero estranei alla vita democratica e alla convivenza civile né in Italia, né all’estero”, come l’instancabile e credibile tessitore del dialogo, della comprensione e del rispetto reciproco tra i protagonisti della vita politica e istituzionale e tra quest’ultimi e quelli della vita sociale.

Serbando piacevolmente tanti indelebili ricordi di Moro, noi della Comunità dei Braccianti non potevamo non rinnovare a Lui, al nobile e doloroso sacrificio della sua vita e ai membri della sua adorata famiglia la nostra testimonianza di affettuosa stima ed amicizia, immutate nel tempo, con l’impegno di additarne alle giovani generazioni l’esemplare militanza sociale, culturale e politica.

Questa nostra pubblica testimonianza Gli è dovuta anche per i riconoscimenti espressi rispetto alla nostra Associazione, durante lo svolgimento delle diverse attività sociali.


Intervenendo ai lavori di un attivo dei quadri dirigenti pugliesi dell’Associazione, svoltosi a Foggia il 15 Maggio 1968, Moro, infatti, dichiarò: “Nelle primissime ore della nostra battaglia politica ho visto sorgere, ho visto svilupparsi nei suoi programmi, e allora in una situazione tesa e difficile, la vostra Comunità, che poi ho seguito, sempre da lontano, purtroppo,come mi tocca seguire da lontano tante cose, da lontano, però con grande amore e con grande interesse per Voi”.

«In quella circostanza Moro, – continua Scaringella – fortemente concentrato sulla realtà civile e sociale del modo rurale pugliese, coniugò i soci della Comunità dei Braccianti con tutti i lavoratori,subordinati e non, della terra e per tutti espresse questi pensieri:

"Dobbiamo a voi, cari Amici, quel senso delle tradizioni che si coltiva in campagna, come in nessun altro posto.

Dobbiamo a Voi quella innata semplicità di vita, che è una grande virtù in una società così tecnicizzata e meccanizzata come la nostra.

Dobbiamo a Voi un esempio di attaccamento alle tradizioni, di attaccamento ai valori religiosi e morali del nostro Paese.

Dobbiamo anche a Voi, in parte non irrilevante, la conservazione della libertà in Italia e la garanzia della stabilità politica del nostro Paese.

…Noi vi vogliamo in una società umanamente libera e ricca".

Riconoscimenti per le attività svolte dall’Associazione e, insieme, insegnamenti di ascolto, di servizio e di profonda lettura della realtà umana e sociale dei contadini.

«Con la promozione e l’organizzazione del convegno la Comunità dei Braccianti vuole celebrare la particolarità del contributo, gratuito e incondizionato, offerto da MORO alla democrazia italiana, alla società nel suo insieme e all’Associazione, con l’auspicio che per il cattolicesimo democratico italiano Moro possa esserci “ancora come un punto irriducibile di contestazione e di alternativa”.

Con questi intendimenti andiamo al convegno di questa sera, cui invitiamo tutti i cittadini, adulti e giovani».

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