La Secop alla XXI Fiera Internazionale del Libro di Torino
Ecco un resoconto attraverso le parole della poetessa Angela De Leo, coratina d’adozione.
La casa editrice coratina anche quest’anno è stata presente alla XXI Fiera Internazionale del Libro di Torino. Ecco un resoconto attraverso le parole della poetessa Angela De Leo, coratina d’adozione.
«Anche quest’anno – scrive Angela De Leo – sono qui al Salone del libro di Torino 2008, con il mio editore Peppino Piacente della SECOP edizioni; Raffaella Leone, PR e coordinatrice degli incontri; Angela Malcangi, autrice del libro "…che sia poesia", da noi presentato in Fiera.
Temevo di trovarmi in una Torino blindata e in un Lingotto semivuoto con pochi, coraggiosi, spauriti visitatori a conforto della solitudine di eroici editori in stand e padiglioni colmi di libri e deserti di relatori e forse anche di lettori, da molti anni ormai definiti "razza in estinzione".
E, invece, ho dovuto ricredermi, nella scoperta felice di una sorprendente Torino viva, bella, elegante, regale. Sotto un sole prepotente, che ci ha restituito una primavera attesa e finalmente vissuta sulla pelle nuda, sia pure ancora pallida, di giovani donne sfrontate (seni in evidenza e gambe al vento) e di avvizzite signore di non più primaverile età, ma presuntuosamente fiere del loro giovanile aspetto, nella "movida" di pensieri e parole da leggere, da ascoltare, da dire.
La polizia non spaventa. Rassicura. Sorveglia con discrezione. L’affluenza è tanta. Giovani, anziani. Tutte le razze umane sembrano essersi date appuntamento qui in un incontro sereno, in cui la parola si fa linguaggio universale e cancella barriere, pur conservando storie e identità.
Sto partecipando ad una sorta di rinnovato Rinascimento della cultura all’insegna, come 500 anni fa, della bellezza che mollemente si offre al nostro sguardo attraverso gli occhi sognanti di una botticelliana Venere, che, in una insolita rielaborazione grafica, è sintesi di armonia classica e contemporanea.
"La bellezza ci salverà" è lo slogan che c’incoraggia a ben sperare e ci penetra dentro da un qui e altrove, che ci fa attenti e ottimisti lettori di una nuova realtà, forse anche impensabile, ma vera, che è realtà altra, in quanto la bellezza, intesa come “splendore del vero“ (Platone), ma anche come conoscenza e virtù, come armonia dei contrari, ci sta già salvando in questo clima disteso, piacevolmente rumoroso, pacificamente sostanziato.
Con gioia registro una vera e propria “full immersion“ in rare atmosfere di grande suggestione emotiva.
Ascolto il ricco talento narrativo e musicale di un Andrea De Carlo, che si spende generosamente per la salvezza, dal disastro ecologico incombente, di una umanità assurdamente e “titanicamente“ fiduciosa nella oceanica traversata della vita. E’ al fianco di Greenpeace per salvare le foreste della distruzione e per favorire la stampa dei libri su carta riciclata.
Sorrido alla freschezza rievocativa di una tenerissima Vivian Lamarque, “parente per parte di fiore“ di Emily Dickinson e “ladra“ impenitente e recidiva delle zolle d’erba e dei fiori sottratti al giardino della grande poetessa nord-americana.
Mi entusiasmo per le confessioni dello spagnolo Idelfonso Falcones sulla distocica nascita e il superbo volo del suo capolavoro “La cattedrale del mare“.
Mi riconosco nelle teorie filosofiche di Luce Irigaray, che parla della relazione con l’altro “fondata sul rispetto della reciproche differenze“ in funzione di un futuro più pacifico, perseguito attraverso la “via dell’amore“.
Rido di cuore alle sapidissime battute di Enrico Vaime sui cretini, che non sono più quelli di una volta, magari sempliciotti e ignorantelli, ma non colpevoli, come i cretini cosiddetti “istruiti“ del nostro tempo.
Apprezzo la rigorosa logica di Oliviero Beha nell’affrontare i fatti e misfatti dei politici, con una ricostruzione sempre rigorosa, attenta ed onesta degli avvenimenti.
Corro (si fa per dire) da un padiglione all’altro per non perdermi le catturanti affabulazioni dei grandi autori italiani e stranieri, presenti in Fiera, ma non sempre mi è possibile. Spesso si accavallano.
Mi dispero. Trovo conforto nel comprare i loro libri e, qualche volta, mi capita anche di strappare una dedica con autografo. Magra consolazione.
“Firmino“ tra le mie mani. “Firmino è la voce di tutti quelli che considerano la lettura e la fantasia il cibo più prezioso per l’anima“.
Prevedo grandi, salutari, salvifiche abbuffate.
E, intanto, sono fiera di essere stata ospite, con la mia casa editrice, squisitamente accolta dalla Dott.ssa Giovanna Labate, dello stand della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo – dove ho presentato i due libri, che la SECOP ha proposto, quest’anno, in relazione al tema sulla bellezza: la bellezza intesa come giustizia e verità ("In-giustizia sotto pelle" di Pietro Battipede) e la bellezza intesa come armonia del verso nella poesia (…che sia poesia di Angela Malcangi).
Angela Malcangi ha l’onore dell’attenzione, per qualche minuto, di Carmen Lasorella mentre parla con entusiasmo contagiante del suo percorso di poesia con i suoi alunni di quinta elementare.
Mi sorprende la presenza attenta e partecipe anche di un vecchietto smilzo con un loden verde marcio di qualche decennio fa. Interviene pertinentemente. Competentemente. Lucidamente.
Si presenta. É un ex docente di neuropsichiatria all’Università di Torino. Ha 88 anni. Ha saltato il pranzo per venire ad ascoltarci. Perché ama la letteratura. Ama la poesia. E va via, felice di quanto ha ascoltato. Ci manda un bacio sulla punta delle dita.
“La bellezza ci salverà“. Ci sta già salvando. Non è più una speranza. É una certezza. La sento dentro. LA SENTO.
Mi commuovo alle parole lette in quarta di copertina di un libro scoperto in uno stand di letteratura araba.
Si riferiscono alla “nemica“ Israele: “La mia storia, la tua terra, il nostro futuro“. Più o meno così.
Respiro. Amore, tenerezza, cultura mi vengono incontro e si tengono per mano. Dove le previsioni catastrofiche?
Occorre imparare a riconoscere che forse siamo migliori. Che la bellezza è anche in noi. Basta riconoscerla.
E oggi. Qui. Anch’io sono fiera di sentirmi bella. Di esserci».
Commenti
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Chissà perchè gli articoli di cultura non li commenta mai nessuno…ma sì meglio parlare sempre e solo di calcio e basket…
Complimenti alla Secop che cresce ogni anno di più e ovviamente complimenti alla grande Angela Malcangi di cui sono fiero di essere figlio.







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